Rneuroni specchio Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!ICORDI E PENSIERI NEGATIVI: COME SPAZZARLI VIA!

Ricordi e pensieri negativi cessano di tormentarti quando smetti di ritenerli un male.

L’ABORTO DELL’ABITUDINE 

Ricordi e pensieri negativi: ecco come spazzarli via!

Fino a quando giudichiamo i ricordi in maniera negativa, fino a che continuiamo ad avere paura che possa succedere qualcosa di brutto, finché non accettiamo ciò che ci è capitato, insomma fino a quando un ricordo o un pensiero qualunque non viene reinterpretato in chiave positiva o esperienziale, noi non guariamo dai ricordi e pensieri negativi (1).

IL CERVELLO NON DISTINGUE TRA REALTÀ E FINZIONE

Soltanto quando consideriamo positivi e utili per la nostra crescita anche gli eventi traumatici e i ricordi di ogni genere, si chiudono le ferite emotive ancora aperte nella nostra mente.

Ogni ferita ha anche un dono prezioso: alla fine del tunnel c’è una luce sfolgorante!

Le emozioni negative sono causate da bisogni insoddisfatti e sono modulate nella loro intensità dai pensieri o giudizi.

Se pensi sempre alla stessa cosa dolorosa che ti è capitata tanto tempo fa, non fai altro che rivoltare ogni volta il coltello nella ferita: La ferita si riapre proprio a causa dei tuoi pensieri di oggi! E diventi sempre più depresso.

È il pensiero/ricordo/giudizio che fa scattare l’emozione. Infatti, la brutta sensazione che provi oggi, è quasi identica a quella originaria.

Quando ricordi, soffri come se il brutto evento accadesse di nuovo.

Purtroppo il cervello non sa distinguere tra realtà e finzione.

Per questo motivo aspettiamo con trepidazione la trasmissione delle puntate televisive. Pur sapendo che le storie che ci propongono alla televisione sono inventate di sana pianta, fremiamo lo stesso e vogliamo sapere come va a finire.

 

IL RICORDO È UN’ESPERIENZA DA ACCETTARE 

amare cio che e Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!I ricordi negativi devono essere accettati altrimenti non cessano di tormentarci.

Per facilitare la rivalutazione in chiave positiva dei ricordi e pensieri negativi (2) bisogna per prima cosa accettare la realtà e se stessi.

Accettare la realtà (3) non significa subirla supinamente, ma esattamente il contrario.

L’accettazione di un brutto evento serve a recuperare la lucidità mentale perduta a causa delle forti emozioni alle quali siamo stati esposti, emozioni che anestetizzano il cervello razionale.

Solo accettando la realtà, riacquistiamo la calma, la ragione e il senso di responsabilità. Soltanto così siamo in grado di scuoterci, di rimboccarci le maniche e trovare la soluzione ai ricordi e ai pensieri negativi assillanti.

Bisogna accettare la realtà, il presente, per andare oltre la realtà, oltre il presente.

Per accettare la realtà o ciò che ti è capitato di brutto, devi smettere di considerarlo brutto!

Devi considerare il ricordo un’esperienza di vita senza aggettivi, senza giudizio.

Hai ricevuto un rifiuto, uno sgarbo, una critica, un torto, una cattiva azione che ti tormenta? Oppure hai fatto un errore imperdonabile? Se smetti di considerarla una cosa brutta, cessa il tuo tormento!

 

ANALIZZA E REINTERPRETA I RICORDI IN CHIAVE POSITIVA

La nostra mente ritorna spesso e si sofferma sulle cose spiacevoli, mentre i bei ricordi e i pensieri positivi li dobbiamo attivare noi con uno sforzo consapevole.

Come a dire che il cervello toglie di mezzo i ricordi belli perché non sono un problema da risolvere, ma mantiene vivi i problemi attuali e persino i brutti ricordi fino a quando non vengono rielaborati e risolti.

Tutto ciò fa pensare ai nostri antenati che per sopravvivere dovevano prestare maggiore attenzione agli eventi spiacevoli piuttosto che a quelli positivi. (E anche per questo motivo i mezzi d’informazione ci propongono soprattutto brutte notizie).   

Un brutto ricordo o un pensiero ossessivo si dissolve soltanto quando lo analizziamo e reinterpretiamo in chiave esperienziale e lo accettiamo con comprensione e amore (4).

Come fa il cervello ad accorgersi se i ricordi sono spiacevoli? In tal caso, continuiamo a lagnarci e a sentirli in maniera negativa!

Continuiamo a pensare in maniera pessimistica. E così i pensieri negativi e assurdi non smettono di tormentarci.

Si ritiene che i neuroni specchio riconoscano i nostri stati emotivi e reagiscano di conseguenza (5).

 

RiICORDI E PENSIERI ATTIVANO EMOZIONI ED AZIONI

cambia te stesso Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!In sostanza, le emozioni negative (come del resto quelle positive) hanno origine nel cosiddetto sistema limbico o cervello emotivo (6) che si attiva in conseguenza degli eventi esterni e/o dei nostri pensieri rilasciando determinate molecole ben prima che intervenga la coscienza.

Non solo, le stesse “molecole emotive” o emozioni, si riattivano ogni volta che ricordiamo, provocando le medesime sensazioni dolorose e mantenendo fresca la ferita.

Ripeto: il cervello emotivo non distingue tra realtà e immaginazione.

Quindi non fingere di provare un forte dolore perché il cervello ti accontenterebbe subito! Fingi piuttosto di provare una grande gioia! Sorridi spesso!

I ricordi e pensieri negativi attivano determinate emozioni ed azioni.

Se allora smettiamo di lamentarci e/o di essere afflitti a causa dei nostri brutti ricordi; se riusciamo a rivalutare gli eventi sia vecchi che nuovi in chiave positiva o neutra, i neuroni specchio non li considereranno più brutti e non li prenderanno più in esame. Pertanto non ci torneranno più sopra e i pensieri smetteranno di inquietarci.

I mali non vengono mai per nuocere, ma per farci crescere. 

 

IL GIUDIZIO NEGATIVO PERPETUA I BRUTTI RICORDI

Come facciamo a far capire ai neuroni specchio che da questo momento in poi consideriamo in chiave positiva o neutra anche i brutti ricordi?

Manifestando gratitudine, accettando, apprezzando e amando quei ricordi (7) come un’esperienza utile. Dobbiamo mostrarci contenti anziché scontenti, e detto diversamente, smettere di lamentarci e di essere arrabbiati contro noi stessi e il mondo intero!

Insomma dobbiamo rielaborare i ricordi e smettere di pensare che ciò che ci è capitato sia il male assoluto.

È proprio il giudizio che attribuiamo ai ricordi e pensieri negativi che crea e perpetua il malessere!

Quando incoraggiamo il bambino che sta facendo una capriola o il disegnino dicendogli “bravo-bravo” e gli battiamo le mani sorridendogli, lui è contento e continua le sue performance.

Quando invece lo sgridiamo, il bambino si rete neurale Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!spaventa, smette di giocare e piange.

Per farlo smettere di piangere lo prendiamo in braccio e lo coccoliamo.

Accarezzandolo e sorridendogli, il bambino si sente di nuovo accettato, protetto e sicuro, dimentica di essere stato sgridato e ritorna a giocare.

Il comportamento dei bambini rispecchia quanto memorizzato nelle reti neuronali (8).

E dunque i bambini, grazie ai neuroni specchio, capiscono se il loro comportamento o un evento esterno è gratificante o penalizzante.  E lo capiscono, o perché si fanno male e sentono dolore, oppure osservando la reazione delle persone che li accudiscono.

 

QUANDO SI RESTA BLOCCATI NEI VECCHI SCHEMI MENTALI

Ciò che vale per i bambini è valido anche per gli adulti. Non abbiamo forse anche da adulti un bambino interiore sempre attivo?

Se la nostra reazione emotiva agli eventi, oppure a un ricordo o a un pensiero, attivata dal sistema limbico, esprime contentezza, i neuroni specchio non si preoccupano oltre. Se invece esprimiamo scontentezza e abbiamo pensieri negativi, per i neuroni il lavoro non finisce più perché non riescono a collegarsi ad altri neuroni per formare sinapsi liberatorie e vanno in loop.

Ciò corrisponde al rimuginamento interiore e allo stato di sofferenza emotiva (paura, ansia, insonnia, stanchezza, rabbia, stress, dolori e malattie di ogni genere).

Intendo dire che in presenza di blocchi emotivi -che sono sinapsi isolate o spurie vaganti nell’inconscio- non si possono formare le reti neuronali tra il cervello emotivo e quello cognitivo e il soggetto resta bloccato nei suoi vecchi e superati schemi mentali.

In conseguenza di blocchi emotivi e rimozioni, mentre la mente conscia ragiona bene e sa quel che vuole, l’inconscio non ne vuole sapere di obbedire e si muove per conto proprio…

 

CON UN ATTEGGIAMENTO POSITIVO DIVENTA TUTTO PIÙ FACILE

Sono i dispiaceri che, a lungo andare, ci rovinano la salute indebolendo il sistema immunitario… Ciò perché a causa dei dispiaceri smettiamo di accettarci e volerci bene!

Quando siamo contenti ed entusiasti, i due cervelli (cognitivo ed emotivo) sono in sintonia e apprendiamo subito perché si formano rapidamente le sinapsi e le reti neuronali. 

Invece quando siamo scontenti, nervosi, arrabbiati o stanchi, e in presenza di blocchi emotivi, i neuroni si affaticano senza riuscire a formare le vie neuronali di collegamento perché i due cervelli non sono allineati.

Diventa difficoltoso per i neuroni formare nuove reti neuronali poiché l’apprendimento consiste nel trasferimento di informazioni dal cervello cognitivo al cervello emotivo. In tal modo ciò che era sconosciuto diventa conosciuto. 

Il che significa che nel cervello emotivo si accendono nuove luci di conoscenza, e cioè diventa anch’esso, sia pure in parte, consapevole.

Ecco allora perché, quando abbiamo un atteggiamento positivo e responsabile verso la vita, diventa tutto facile per noi perché siamo pronti, creativi e intuitivi e apprendiamo subito e bene: le reti neuronali si formano agevolmente.

Invece quando siamo negativi, nervosi, pessimisti, lamentosi e scontenti, tutto si complica perché i due cervelli non sono in sintonia e i neuroni non riescono a formare le reti neuronali. 

Ciò ci mantiene in uno stato di sofferenza, nonostante i nostri sforzi per uscirne.

 

RETI NEURONALI E STATO DI CONTENTEZZA

Le persone piene d’amore vivono in un mondo pieno d’amore. Le persone ostili vivono in un mondo ostile. Ma il mondo è sempre lo stesso. (Wayne Dyer)

laleva del Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!Come a dire che se i neuroni specchio non vengono rassicurati (come facciamo con i bambini quando piangono) grazie al nostro stato di contentezza/gratitudine, e continuiamo invece a lamentarci e ad essere arrabbiati con noi stessi e con gli altri, i neuroni consumano enormi quantità di energie senza riuscire a formare sinapsi liberatorie (o sciogliere i nodi o blocchi)

Appunto la soluzione dei problemi consiste nella formazione di nuove sinapsi che collegano non solo due neuroni tra di loro, ma si interlacciano a tutto il groviglio di connessioni neuronali che mettono in comunicazione il cervello logico e razionale con quello emotivo e irrazionale.

E dunque: rete neuronale = consapevolezza = soluzione = esito positivo di qualcosa che ci turbava.

Si ritiene dunque che le reti neuronali si formino molto più rapidamente in presenza di uno stato interiore di contentezza per il semplice fatto che lo stato di benessere è l’effetto e allo stesso tempo la causa della sintonia tra i due cervelli. 

 

SE LA MENTE CONSCIA È DEBOLE NON SI FORMANO NUOVI CIRCUITI NEURONALI

Invece, tutto ciò che continua a fare paura o che impedisce lo stato di benessere, non viene accettato dalla coscienza e non possono formarsi le reti neuronali. Conseguentemente persistono sia le sensazioni dolorose, che le cause che le generano, ossia i pensieri negativi.

Un trauma psichico è tale perché l’evento non è stato compreso e accettato dalla coscienza e quindi non si sono formate le reti neuronali (della conoscenza) tra i due cervelli. Il trauma forma blocchi emotivi sotto forma di sinapsi isolate o spurie nell’inconscio, cioè nel cervello emotivo. 

L’Inconscio lo possiamo immaginare come una stanza, la stanza del tesoro, protetta da un catenaccio.

La Mente Conscia (cervello cognitivo) è la chiave che si deve introdurre nella toppa della serratura per aprire la porta dell’inconscio e prenderne i tesori, e metterlo  in funzione secondo la volontà cosciente.

È evidente che se la mente conscia è debole, e soprattutto in presenza di blocchi emotivi e rimozioni diventa impossibile la comunicazione tra conscio e inconscio per la mancata formazione di nuovi circuiti neuronali. 

Conseguentemente il soggetto è costretto a seguire schemi mentali ormai superati presenti nell’inconscio.

 

LA FORMAZIONE DI NUOVI CIRCUITI NEURONALI SEMBRA FAVORITA DALLA CONTENTEZZA

Si potrebbe obiettare a questo punto che nelle abitudini negative, pur trattandosi di reti neuronali formate da milioni di sinapsi, non preesiste uno stato emotivo di contentezza.

In realtà, all’inizio tutte le abitudini sono positive altrimenti non potrebbero neanche formarsi. Col tempo, però, si scopre che sono nocive o che sono diventate obsolete; e quindi non più idonee a consentire un automatismo vantaggioso e un buon adattamento all’ambiente.

Le ripetizioni degli atti che sono alla base della formazione delle abitudini (e delle reti neuronali) richiedono sempre uno sforzo cosciente e volontario.

Gli stessi istinti, che sono gestiti dal cervello rettile, sono abitudini ataviche che si svilupparono per assicurare la sopravvivenza in condizioni ambientali difficilissime.

Se consideriamo, per esempio, l’abitudine del fumo, sappiamo bene che il ragazzo impara a fumare per atteggiarsi ad adulto e sentirsi importante.

E il vizio dell’alcol nasce allo scopo di dimenticare; quello delle droghe inizia con la voglia di sballo e la convinzione errata di mettere fine alle proprie angosce.

Tutto lascia credere che la formazione di nuovi circuiti neuronali, che consentono di rendere conosciuto lo sconosciuto attraverso l’acquisizione di nuove informazioni, sia favorita da uno stato di piacere o di contentezza. E invece venga ostacolata da blocchi emotivi, brutti ricordi e/o pensieri negativi che, creando uno stato di disagio interiore, impediscono la sintonia tra i due cervelli.

Ciò potrebbe spiegare il persistere dei brutti ricordi e dei trami e le difficoltà incontrate dai terapeuti e dai pazienti.

Infatti, se prendiamo in considerazione le fobie in cui c’è una forte componente emotiva negativa inconscia, e cioè un blocco emotivo che esclude a priori l’intervento correttivo del cervello razionale, il loro perdurare si spiega col fatto che non si sono mai formati collegamenti sinaptici tra il cervello cognitivo e quello emotivo.

 

LA FIDUCIA IN SE STESSI PROMUOVE L’OTTIMISMO 

Di conseguenza anche per le fobie, il fattore occorrente per la guarigione sembra essere proprio lo stato di allegria, e comunque pensieri positivi e fiduciosi, il che è esattamente il contrario delle sensazioni sgradevoli generate dalle fobie stesse.

Quanto agli attacchi di panico, tutto lascia pensare che si tratti di attacchi di rabbia implosa (9), ossia di rabbia che non potendo manifestarsi come scarica della tensione emotiva, finisce nei soggetti ansiosi per scoppiare al loro interno provocando i noti sintomi destabilizzanti (tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, asfissia, svenimento, sbandamenti, paura di morire, paura di perdere il controllo, nausea, sensazione d’irrealtà, ecc.).

E dunque, per non andare incontro ad attacchi di panico, è necessario sfogare la propria rabbia e/o avere un atteggiamento di contentezza e/o gratitudine verso la vita e/o le persone! È necessario cioè avere pensieri positivi e amorevoli!

Naturalmente per avere pensieri positivi ed essere ottimisti è necessario avere fiducia in sé stessi, e per avere fiducia è necessario fare esperienza, uscire spesso dalla propria zona di sicurezza e soprattutto non smettere mai di volersi bene.

La fiducia in sé stessi consente di risolvere rapidamente i problemi che sono la vera e unica causa dei pensieri negativi e dell’ansia che li accompagna.

Sembra dunque logico pensare che per eliminare le paure, in via generale, occorre smettere di “credere” che agendo ci accadrà qualcosa di brutto e convincerci invece che andrà tutto nel migliore dei modi.

Inoltre occorre esprimere la propria collera, quando capita e per quanto è possibile, anziché rimuoverla e portarsela dentro come una bomba ad orologeria…

 

FIDUCIA E SICUREZZA ASSICURANO FORZA DI CARATTERE E CORAGGIO

Insomma, la paura è causata dalla mancanza di sicurezza e fiducia in sé stessi.

La sicurezza è sempre il risultato dell’esperienza e della pratica; ma l’esperienza è conoscenza e quindi la paura è causata dall’ignoranza, dal non sapere come affrontare il pericolo. È ovvio che se non affronti il pericolo, non impari mai a conoscere la paura e a liberartene.

Gli artificieri e i vigili del fuoco fanno mestieri così difficili e pericolosi non perché non hanno paura, ma perché sono bene addestrati e sanno come affrontare i pericoli.

Siccome il bambino ha paura quando non si sente accettato e amato, possiamo anche dire che la paura è mancanza d’amore o di coraggio – amore e coraggio hanno a che fare col cuore – e pertanto:

Amore = coraggio = fiducia e sicurezza (autostima) = forza di carattere e creatività

Paura = mancanza d’amore = mancanza di coraggio = mancanza di fiducia e sicurezza (bassa autostima) = mancanza di creatività e di forza di carattere.

Il coraggio nasce dal sapere come affrontare il pericolo, oppure dall’incoscienza del pericolo.

 

OGNI ESPERIENZA È UTILE ALLA CRESCITA

Dunque, gli eventi brutti che la vita ci riserva, non li dobbiamo interpretare e/o giudicare in maniera negativa, ma considerarli come un’importante occasione di crescita!

I mali non vengono mai per nuocerci… ma per farci crescere. Infatti, noi cresciamo attraverso esperienze positive e negative, e quindi ogni cosa che ci accade è utile.

Le esperienze negative le ricordiamo più a lungo e occorre rielaborarle in chiave positiva per trarne le lezioni!

Pertanto, passato il primo momento di frustrazione o smarrimento causato da una esperienza dolorosa, è bene manifestare gratitudine. In che modo? Pensando a cose positive e alla soluzione del problema, anziché rimuginare inutilmente sull’accaduto.

 Il pensiero di base dev’essere che ogni esperienza è utile

I pensieri negativi ingigantiscono le emozioni e impediscono la sincronia tra il cervello emotivo e il cervello cognitivo.

RICORDI E PENSIRI NEGATIVI TROVANO FORZA NELLE PRETESE E NEL RIFIUTO DELLA REALTÀ

Dunque, è tassativo smettere di lamentarsi, di giudicare il prossimo e auto-giudicarsi negativamente, cioè rifiutare la realtà. Occorre assumersi le proprie responsabilità.

Altrimenti si costruiscono delle false storie dolorose alle quali ci si attacca sempre più e, credendole vere, si va in depressione senza neanche accorgersene. È necessario distaccarsi da queste storie, dai pensieri che ci fanno soffrire e che proprio per tale motivo sono falsi.

Tutti i pensieri che causano emozioni negative sono sbagliati perché anziché risolvere i problemi causano malessere.

Soltanto coltivando l’amore o quanto meno pensando a cose positive possiamo rinunciare alle nostre infinite pretese ed evitare i pensieri negativi che scatenano la paura, la rabbia, l’aggressività, l’invidia, ecc.

Insomma, ricordi e pensieri negativi sono causati dalle nostre pretese e dal rifiuto della realtà che è fatta spesso di problemi, contrattempi, critiche, preoccupazioni, rifiuti, e in definitiva da tutto ciò che causa stress.

 

LA TEORIA DELLA CONTENTEZZA CHE GUARISCE aiuta la tua mente a crescere Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

La teoria della contentezza che guarisce spazzando via ricordi e pensieri negativi, trova conferme in molte osservazioni empiriche ben note:

a) L’influsso ultra-benefico sulla mente e sulla nostra stessa vita generato da un atteggiamento di gratitudine o di contentezza (10).

b) Il valore liberatorio, responsabilizzante e spronante dell’accettazione della realtà (11), nel senso che i brutti ricordi non smettono di affliggerci e di limitarci fintanto che continuiamo a rifiutarli e/o a pensare ad essi in modo negativo.

c) L’importanza dell’ottimismo e di un atteggiamento positivo ai fini del buon esito dei risultati, all’opposto del pessimismo e della negatività (profezie auto-realizzanti e auto-penalizzanti).

d) La constatazione che le lamentele tendono ad aumentare e mai a diminuire esasperando le questioni in sospeso, anziché risolverle: diventano cioè profezie auto-avveranti negative.

e) L’importanza di concentrarci sulle soluzioni e non sui problemi in modo da farci le domande giuste per indurre il cervello cognitivo a fare le migliori riflessioni e quello emotivo a elaborare intuizioni e nuove idee.

f) Il fatto che le risate (e dunque la contentezza) sono il non plus ultra ai fini del benessere mentale e fisico: “Il riso fa buon sangue”.

g) La constatazione che con la sola consapevolezza spesso non si riesce a guarire i traumi psichici, le fobie, gli attacchi di panico e i brutti pensieri in genere: ci vuole soprattutto l’allegria e… la formazione delle abitudini.

L’ABORTO DELL’ABITUDINE 

Entrando nell’ordine di idee che persino il ricordo più mostruoso va accettato e accolto, si mette in atto il più efficace e rapido cambiamento nella propria vita. Tutte le forme di terapie dovrebbero basarsi sul concetto che qualsiasi tipo di disagio psichico si estingue accettandolo e abituandosi ad esso.

“L’abitudine rende sopportabili anche le cose più spaventose”. (Esopo

La rielaborazione dei ricordi deve essere fatta per iscritto. Bisogna elaborare un tema scritto sul ricordo o trauma, o meglio eseguire la prescrizione che la scuola di Giorgio Nardone chiama “romanzo del trauma” (12).

Ugualmente se abbiamo un problema difficile, la scrittura ripetuta per sufficienti giorni ci aiuta a trovare la soluzione.

Ritengo in sostanza che la scrittura su un tema qualunque, ripetuta ogni giorno, sia una forma di pratica deliberata perfetta e dà risultati perfetti. Ciò perché la ripetizione è la modalità più efficace sia per raggiungere l’eccellenza, sia per la risoluzione di situazioni ingarbugliate, compresi traumi e brutti ricordi in genere.

Attraverso la scrittura (del romanzo del trauma) si arriva alla guarigione e alla consapevolezza nello stesso tempo, come se scrivendo per diversi giorni sullo stesso tema, si sciolgano gradualmente le proprie incomprensioni costituite da nodi o blocchi emotivi, cognitivi e fisici che causano disfunzionalità nelle reti neurali.

Nodi e blocchi sarebbero provocati proprio dall’insufficienza delle ripetizioni (come le interruzioni precoci), o al contrario da esagerazioni della pratica (come il superamento dei propri limiti o superallenamenti), che causano l’aborto dell’abitudine in formazione.

Il trauma innesca con la violenza un nuovo processo che non può diventare un’abitudine non essendo non è un processo lento, graduale e costante, e ne causa l’aborto sul nascere scombussolando i circuiti neurali con la formazione di nodi o blocchi che possono essere sciolti attraverso il romanzo del trauma.

La scrittura è catartica perché, procedendo lentamente, mette in continua comunicazione il conscio con l’inconscio. La scrittura è come il lavoro lento e preciso del sarto che mettendo insieme i vari pezzi, uno dopo l’altro, realizza un vestito completo e perfetto. In fondo, tutti i capolavori dell’arte, siano essi  pittura,  narrativa, cinema, teatro, ecc. si realizzano aggiungendo successivamente una parte dietro l’altra, e nel caso della scultura, nel togliere lentamente il superfluo. 

 

BIBLIOGRAFIA

1) P. Foglia –  Come controllare i pensieri negativi;

2) P. Foglia – Pensieri negativi: ecco i guai delle convinzioni limitanti;

3) P. Foglia – L’accettazione è il primo ingrediente della felicità?;

4) B. Katie – Amare ciò che è – Edizioni il punto d’incontro, 2009;

5) Le scienze – Edizione italiana di Scientific american: Il valore soggettivo per i neuroni specchio;

6) Joe Dispenza – Cambia l’abitudine di essere te stesso – MyLife, 2012;

7) P. Foglia – La regola delle tre “A” per riuscire nella vita;

8) Rete neurale o neuronale – http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_neurale;

9) Gabriella Mereu – La malattia: La trappola dell’eros, Arti Grafice Pisano, 2005;

10) -J. Demartini – Aiuta la tua mente a crescere – Gratitude effect, Gribaudi, 2010;

11)  P. Foglia – Accetta la realtà e sarai felice per sempre

12) F. Sagnoni – R. Milanese – Cambiare il passato – Ponte alle grazie, 2009.

 

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