ACCETTA LA REALTÀ E SARAI SERENO PER SEMPRE!
TU NON-HAI SCAMPO: O ACCETTI LA REALTÀ, OPPURE SEI IN GUERRA CON TE STESSO E CON IL MONDO
L’accettazione non conduce alla resa o alla rinuncia, ma all’integrazione degli opposti e alla pace interiore.
Accetta la realtà
Si ha paura perché c’è confusione nella propria testa!
Proviamo ansia perché crediamo troppo ai nostri pensieri, ci attacchiamo ad essi e vogliamo avere sempre ragione.
E ci crediamo a tal punto da “pretendere” di voler cambiare le persone intorno a noi e persino il governo, il tempo e la realtà!
Tutto ci sembra andar male: ecco la nostra follia!
Occorre non dare valore ai nostri pensieri negativi, è necessario non dare potere alle idee che ci angustiano!
Ma cosa sono i pensieri?
Le nubi producono pioggia senza il nostro permesso, il sole sorge e tramonta senza chiedere permesso, e l’inverno arriva inesorabile con venti freddi, neve e gelo, e noi non possiamo farci niente, possiamo solo proteggerci.
1. OGNI ORGANO FUNZIONA IN MANIERA AUTOMATICA
Accetta la realtà
La cistifellea funziona senza il nostro permesso, il cuore pulsa senza il nostro permesso, il diaframma ci fa respirare senza il nostro permesso, e la mente… produce ininterrottamente pensieri senza il nostro permesso. Tutto è parte della natura.
E la natura rappresenta la realtà, ciò che vediamo, ciò che è presente intorno a noi, ciò che è vero, ciò che succede, ciò di cui non possiamo negare l’esistenza.
Come non possiamo cambiare le stagioni o il tempo e l’epoca di fioritura delle piante, così non possiamo cambiare i nostri pensieri spontanei che sono prodotti dal cervello che è parte integrante della natura come il mare agitato, le nubi temporalesche e il vento impetuoso.
È la corteccia cerebrale che produce i pensieri automatici, così come la cistifellea produce la bile che serve a digerire i grassi.
E dunque i pensieri spontanei, anche se sono nostri, in realtà non siamo noi a produrli: sono automatici.
I pensieri spontanei sono un prodotto della natura, come l’erba infestante che fa ammazzare di fatica i contadini e i funghi velenosi come l’Amanita phalloides.
I pensieri affollano la mente, come i semi abbondano nella terra e le spore dei funghi nel bosco.
2. ASCOLTA CON CONSAPEVOLEZZA LE VOCI E SCEGLI QUALI SEGUIRE
Accetta la realtà
Non raccogliere i funghi velenosi e non bloccare la tua voce interiore. Ci sono tante cose velenose nella vita, oltre i brutti pensieri, da non toccare e lasciare andare: le provocazioni, le pretese, i giudizi, la sedentarietà, le abbuffate, i piaceri immediati e gli eccessi, gli eccessi arbitrari e liberticidi dei politici e tanto altro…
Insomma, la digestione avviene da sola ad opera dello stomaco, la circolazione del sangue avviene da sola ad opera del cuore, e il pensare avviene da solo ad opera della mente.
Non possiamo bloccare i nostri pensieri, ma possiamo ascoltarli con consapevolezza, curiosità, senza paura e senza giudizio.
Se rifiutiamo le nostre vocine, esse diventano più forti e fastidiose. I nostri pensieri meritano di essere ascoltati tutti. Però non possiamo seguire ciecamente ogni vocina, ma solo quelle con le quali siamo d’accordo.
3. CAMBIA TE STESSO PERCHÉ NON PUOI CAMBIARE GLI ALTRI
Accetta la realtà
La mente razionale e consapevole è attiva appena per il 5% circa del tempo, ma ci consente di pensare, ricordare, ragionare e analizzare gli eventi e quindi crescere e migliorare in continuazione.
Ma noi cosa facciamo? Crediamo così tanto ai pensieri che ci arrivano spontaneamente, pensiamo che siamo noi a produrli e pretendiamo di cambiare coloro che hanno pensieri diversi dai nostri che, a loro volta, vorrebbero cambiare noi…
Ecco la follia degli esseri umani!
E siccome non riusciamo a cambiare il comportamento degli altri, a ridurli come noi vorremmo, a fargli fare ciò che piacerebbe a noi, ci sentiamo imperfetti, impotenti, frustrati, incapaci, tristi e proviamo immediatamente paura, ansia, rabbia, risentimento, mal di testa, mal di schiena e tanto stress.
Non dobbiamo provare a cambiare gli altri: cambiando noi stessi, la realtà ci apparirà diversa! Quando cambi il tuo modo di guardare le cose o di pensare, cambiano anche le cose che guardi! Accettare la realtà significa appunto cambiare le cose che guardi.

Focalizzandoci sui nostri problemi, sulle nostre sventure, sui nostri malanni attiriamo altri problemi, altre sventure e altri malanni! Ingiuriandoci, feriamo mortalmente la nostra mente inconscia, cioè il nostro corpo, e attiriamo altri guai.
4. CONSAPEVOLEZZA E ACCETTAZIONE PER ARMONIZZARE LA TUA VITA!
Accetta la realtà
Per alleviare la sensazione d’impotenza, proiettiamo i nostri sentimenti e le nostre inadeguatezze sugli altri, a cominciare da chi ci sta più vicino, le persone più care!
Ogni volta che pensiamo agli affari degli altri anziché ai nostri, quando ce la prendiamo con Dio, con i genitori, con il partner, con il capo ufficio, con i colleghi, con i politici corrotti e opportunisti al massimo e con l’inclemenza del tempo… ci comportiamo in maniera irresponsabile e ci procuriamo ansia, frustrazione, contrazioni dolorose e malattie.
Metaforicamente parlando, raccogliamo funghi velenosi anziché quelli mangerecci; e innaffiamo le erbacce, anziché le piante coltivate.
Se ritieni che qualcuno sia responsabile dei tuoi fallimenti o della tua sofferenza, sei messo male perché ti comporti come una vittima.
I pensieri negativi, ossessivi e assurdi sono lo specchio del tuo contesto ambientale e sono favoriti dalle preoccupazioni, dai problemi, dallo stress, dall’esaurimento psico-fisico!
Se non ci fossero preoccupazioni di alcun genere, forse non ci sarebbe neanche l’ombra di pensieri negativi!
Tutti i problemi esistenziali derivano dall’interazione non sempre perfetta tra il cervello cognitivo o coscienza, rappresentato dall’emisfero sinistro del cervello, e il cervello emotivo rappresentato dall’emisfero destro.

Per vivere in armonia e serenità è necessario l’allineamento o simbiosi tra i due emisferi cerebrali che sono l’uno il contraltare dell’altro. La consapevolezza, o fiducia in sé stessi, è l’effetto della perfetta unione o integrazione dei due emisferi cerebrali.
5. I RICORDI RIVOLTANO IL COLTELLO NELLA FERITA
Accetta la realtà
Il nostro cervello emotivo non è in grado di distinguere fra un evento reale ed un evento immaginato.
È per tale motivo che ci emozioniamo vedendo un film: pur sapendo che si tratta di una finzione, viviamo intensamente i comportamenti e le vicende dei personaggi prendendo posizione a favore o contro.
Ogni volta che ricordiamo un triste evento, abbiamo i medesimi pensieri di allora e riproduciamo la stessa emozione/sensazione provata a suo tempo. Perciò quando ricordiamo un brutto evento, rivoltiamo il coltello nella ferita perché i pensieri riattivano le emozioni e/o sensazioni irrisolte, cioè i blocchi emotivi.
6. ACCETTA LA REALTÀ PER TENERE I PENSIERI SOTTO CONTROLLO
Accetta la realtà
Non appena immaginiamo qualcosa di brutto che potrebbe succedere a noi o ai nostri cari, scatta l’ansia e la paura e a volte addirittura il panico perché viviamo il fatto immaginato come se fosse vero e imminente.
I pensieri provenienti dai due emisferi cerebrali, e le emozioni generate dal cervello emotivo, sono un connubio inseparabile e consequenziale. Dobbiamo tenere i pensieri sotto controllo perché si trasformano in emozioni e le emozioni danno vita a sensazioni, azioni e risultati.
Quindi se vuoi sentirti bene ed avere emozioni positive, non devi pensare a cose brutte o tristi e devi smettere di lamentarti o farlo il meno possibile! Non devi pensare male di te stesso! Non ti devi ingiuriare! Se ti lamenti e ti disperi soffri di più e non migliori mai.
Prendi coscienza del potere immenso del tuo auto-dialogo perché i pensieri sono un’arma a doppio taglio. La mente può portarti rapidamente sulle vette o nei burroni!
7. L’INCONSAPEVOLEZZA CAUSA CRITICISMO E AZIONI IMPULSIVE
Accetta la realtà
Non è ciò che ci succede che ci fa stare male, ma il nostro giudizio su ciò che è successo. (Epitteto)
Sono sempre i nostri pensieri o giudizi sugli eventi e sulle persone, cioè le nostre interpretazioni, che scatenano le reazioni emotive! La realtà dipende dalla nostra interpretazione e perciò cambia da persona a persona. Essere pessimisti e negativi è micidiale perché ci rende impossibile trovare la soluzione dei nostri problemi.
Eliminando il criticismo, pratichiamo l’accettazione e la non resistenza che ci aprono alla fiducia ed entriamo nel flusso cosmico.
I pensieri in cui crediamo e che ripetiamo più spesso creano la nostra realtà perché, trasformandosi in emozioni, diventano sinapsi e ricordi a lungo termine, convinzioni ed abitudini anche obsolete in base alle quali agiamo e ci comportiamo.
Comprendere il potere della nostra mente e quindi dei nostri pensieri, è fondamentale per avere il controllo della nostra vita.
La quasi totalità delle persone è letteralmente invasa dai pensieri spontanei, automatici e involontari perché pensa in maniera inconsapevole ed è facile preda dei propri impulsi.
8. L’ANTITESI ALL’INCONSAPEVOLEZZA
Accetta la realtà
Gli esseri umani sono governati, chi più e chi meno, per il 95% circa del tempo dall’inconscio, agiscono cioè col pilota automatico grazie alle vecchie abitudini, e sono consapevoli appena per il 5% del tempo. È un fatto costituzionale da tenere a mente.
Questo significa che il nostro Io dorme quasi sempre… e quando si sveglia, interpreta la realtà a modo suo, in base alle proprie regole e alle proprie pretese e soprattutto in base alle sue scarse informazioni.
Purtroppo tantissime persone, avendo pensieri ossessivi e assurdi, e a volte anche amorali, vanno in panico e sono costrette a correre dallo psichiatra.
Io non risolvo i miei problemi, cambio i miei pensieri e i problemi si risolvono da soli. (Louise Hay)
Per avere il controllo della propria vita occorre controllare la propria mente prestando “attenzione” a cosa pensiamo in ogni momento. Le emozioni non si possono né scegliere, né controllare, ma i pensieri sì.
I guai succedono non appena ci distraiamo. E lo facciamo, chi più e chi meno, molto spesso!
Facendo attenzione a cosa pensiamo e facciamo, siamo consapevoli e smettiamo di funzionare col pilota automatico.
9. ACCETTA LA REALTÀ ANCHE SE NON-TI PIACE
La consapevolezza induce distensione, gioia e un meditato impiego di forze
e di energie prima non disponibili. (R. Dahlke – C. Hornik)
Grazie alla consapevolezza possiamo osservare tutto da un punto di vista sicuro e comportarci in maniera responsabile.
Essere responsabili vuol dire accettare la realtà e agire di conseguenza. Accettare la realtà significa rispettare gli altri. Rispettare gli altri significa essere flessibili e disponibili nei loro confronti, cioè ammettere che essi abbiano pensieri e desideri diversi dai nostri.
Potresti chiedermi: “Se la realtà è brutta, sbagliata o ingiusta e comunque non mi piace, devo accettarla lo stesso”?
È sempre necessario accettare la realtà anche se non ti piace perché almeno in quel momento non puoi cambiarla!
La realtà è ciò che è, è neutra e sempre vera. Sono i nostri pensieri e i nostri giudizi che non sono veri perché sono soggettivi e di parte.
10. LA RABBIA CI RENDE SIMILI ALLE BESTIE
Accetta la realtà
La realtà è bella o brutta a seconda di come la interpretiamo. Ma anche la realtà più brutta ha sempre una via d’uscita. C’è sempre rimedio a tutto.
Ricordati che niente è per sempre. È sbagliato disperarsi! Tutto cambia continuamente quando meno te lo aspetti.
L’infelicità è causata dal bisogno ossessivo di voler cambiare
le cose che non ci piacciono! (Eckhart Tolle)
Dunque, devi indagare e cambiare i tuoi pensieri. E puoi farlo soltanto accettando la realtà, non resistendo o lottando contro di essa.
Accettare la realtà significa che devi smettere di litigare con gli altri e con te stesso.
Lottando contro la realtà diventi cieco, rigido, contratto, rabbioso, invidioso, geloso, poco giudizioso, e non sai che cosa fai, non sai cosa combini. Credi di fare la cosa giusta ed invece ti stai complicando l’esistenza!
Quando non accetti la realtà, o non ti accetti, sei nel passato che è la fucina dei brutti ricordi e delle brutte esperienze, cioè dei pensieri negativi e delle brutte emozioni.
Le emozioni negative annientano la nostra capacità di ragionare in maniera lucida e sensata anche perché ci fanno respirare male.
Il cervello emotivo spegne il cervello cognitivo!
La rabbia annienta totalmente il controllo e ci rende simili alle bestie! Pensa alle liti in cui si dicono le peggiori ingiurie! Pensa ai raptus di gelosia e di follia!
11. INTEGRA I POLI OPPOSTI
Accetta la realtà
Accettare la realtà in realtà significa che devi smettere di lamentarti, di soffrire e di comportarti come una vittima.
Soltanto smettendo di lamentarci, ci liberiamo dei pensieri e delle sensazioni negative e recuperiamo la lucidità mentale, la calma e il senso di responsabilità. L’accettazione mette fine alle contrazioni muscolari e crea espansione, apertura, crescita e fioritura.
Solo accettando la realtà, cioè comprendendo come stanno le cose e cambiandone il giudizio, emerge la soluzione dei nostri problemi perché recuperiamo la lucidità e mettiamo da parte la rigidità e il risentimento, e siamo disponibili ad ascoltare gli altri.
Accettare la realtà, quindi, non vuol dire arrendersi agli eventi, ma significa integrare la propria ombra, accettare ciò che non ci piace di noi, integrare gli opposti entrambi presenti dentro di noi e acquisire consapevolezza. Solo così si ottiene la pace!
12. ACCETTANDO LA REALTÀ SI DIVENTA FLESSIBILI E TOLLERANTI
Accetta la realtà
Accettando la realtà si diventa flessibili e tolleranti e si trasformano le emozioni negative in emozioni neutre come la serenità e la pace interiore che rendono coerenti il cuore e la mente.
Le lamentele ci mettono in uno stato di prostrazione, d’impotenza e di incapacità impedendoci di prendere qualsiasi decisione.
Se accetti la realtà, non c’è bisogno che le persone cambino atteggiamento nei tuoi confronti. Non c’è bisogno che le situazioni cambino. Non c’è bisogno di realizzare i tuoi sogni per essere felice: appunto, non c’è bisogno che cambi la realtà perché accettandola smette di essere brutta!
Accettando la realtà non ti allarmi più e non fai passi falsi: scompare la tua iper vigilanza o stato di allerta e aumenta la tua lucidità e consapevolezza.
Se accetti la realtà, acquisisci automaticamente una visione completa e chiara perché ti liberi della tua rigidità e dei tuoi risentimenti e diventi flessibile e tollerante! Pertanto, accettando la realtà emerge anche la soluzione dei tuoi problemi!
13. ACCETTARE LA REALTÀ NON È RESTARE PASSIVI
Accetta la realtà
Accettare la realtà non è mai una sconfitta o una resa alle ingiustizie del mondo e agli eccessi degli altri, e neanche un suicidio.
Accettando la realtà metti in atto la consapevolezza, l’autocontrollo, la centratura, l’umiltà, il coraggio e la maturità.
L’unico modo per disfarti dei mostri è accettare la loro esistenza. (Dalai Lama)
Ciò che rifiuti, ti perseguita; ciò che accogli non ti tocca.
L’accettazione della realtà ti fa acquisire potere sulla realtà stessa. Accettando qualcosa che ti procura sofferenza, acquisisci potere su quella cosa e ti liberi dal disagio.
L’impegno non è contrapposto all’accettazione di ciò che è. Tutt’altro. Accettare la nostra condizione attuale è proprio quell’atto interiore che permette di impegnarsi nel modo ottimale per raggiungere una posizione migliore. (Agostino Famlonga)
Accettare la realtà, dunque, non comporta la rinuncia ai desideri e non ci obbliga a restare passivi o inattivi. Ma significa che non devi attaccarti ai tuoi pensieri in maniera morbosa, altrimenti crederai che non ci sia nulla di meglio della lotta o della resistenza e ti metterai in guai peggiori.
Accettare la realtà non vuol dire rassegnarsi, ma semplicemente non perdere energia dietro a situazioni che non puoi cambiare,
remando contro alla serenità della tua giornata.
(Dalai Lama)
14. IL BELLO E IL BRUTTO
Accetta la realtà
Tutti gli esseri umani amano le cose belle e odiano quelle brutte! Tutti amiamo il bel tempo e odiamo il cattivo tempo. Gli esseri umani devono capire una buona volta che è proprio ciò che non accettiamo la nostra salvezza! Il sole è magnifico, ma senza le nuvole ci brucerebbe! La pioggia è la nostra salvezza. Se non piove a sufficienza, seccano tutte le campagne e non abbiamo più nulla da mangiare. Se non piove abbastanza, seccano tutte le sorgenti e non c’è acqua da bere!
E quando capiremo che è proprio ciò che non ci piace, come per esempio l’aglio, il rimedio per la nostra salute?
15. TU NON-HAI SCAMPO: ACCETTA LA REALTÀ E SARAI E SERENO CALMO PER SEMPRE!
Accetta la realtà
L’accettazione della realtà facilita la realizzazione dei tuoi sogni perché comprendi finalmente come stanno le cose, apri il cuore che tenevi chiuso e ascolti i consigli di chi ti vuole bene.
Accettare l’incertezza dell’esistenza spegne la paura e permette di vivere con maggior pienezza tutto ciò che la vita ha da offrire. (Filippo Ongaro)
Accetta la realtà e ti liberi della prigione interiore causata dalla tua rigidità di pensiero, cioè dalla paura.
La lotta contro la realtà rafforza l’insoddisfazione e l’infelicità.
La negatività impedisce l’emergere della lucidità di pensiero, della consapevolezza, dell’intuito e della creatività.
Potete augurarvi che il futuro sia diverso, ma in questo momento dovete accettare la situazione così com’è. (Deepak Chopra)
Insomma, tu non hai scampo: o accetti la realtà e riacquisti la calma e la chiarezza mentale, oppure continui ad agitarti e a essere in guerra con te stesso e con il mondo! Accettando la realtà sfuggirai al crollo emotivo e alla disperazione.
16. L’ACCETTAZIONE È AMORE DI SÉ E FLESSIBILITÀ!
Accetta la realtà
L’accettazione è la nostra risorsa personale più potente in assoluto: infatti è il top della crescita personale e madre della stessa consapevolezza. Accettando la realtà che non ci piace o quanto di brutto ci è capitato, recuperiamo immediatamente l’amor proprio ferito (amore di sé o autostima sana), che conferisce fiducia in sé stessi, motivazione ed entusiasmo e gioia di vivere.
L’accettazione è dunque amore di sé e ci libera da tutte le angosce e costrizioni, ci libera dai dispiaceri e ci rende fluidi e adattabili come l’acqua.
Quando accettiamo la realtà che non possiamo cambiare smettiamo di contrarre i nostri muscoli e ricominciamo a espanderci e a vivere degnamente. Non si può vivere senza accettazione.
L’accettazione infine è il modo più potente e immediato per recuperare un polo rimosso che causa i nostri problemi e ci consente di effettuare l’integrazione e quindi centrarci ed equilibrarci immediatamente.
17. COME RECUPERARE LE CAPACITÀ COGNITIVE PERDUTE!
Accetta la realtà
Accettando la realtà si recupera subito l’attenzione, l’abilità regina! Recuperando l’attenzione con l’aiuto di una persona cara, si recupera anche la fiducia in sé stessi, che era stata perduta a seguito di un dispiacere inaccettabile.
Recuperando la fiducia in sé stessi, si riattiva la simbiosi tra i due emisferi cerebrali (cioè tra il cervello emotivo e quello cognitivo).
In questo modo si può recuperare la memoria breve perduta (Alzheimer) e altre capacità cognitive, grazie anche al supporto della vitamina B12!
Segue poesia sull’accettazione
(Poesia bellissima sull’accettazione di Gialal ad-Din Rumi, il più grande poeta mistico persiano, fondatore della confraternita sufi dei dervisci).
LA LOCANDA
L’essere umano è una locanda,
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.
Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,
come un visitatore inatteso.
Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri
che devasta violenta la casa
spogliandola di tutto il mobilio,
lo stesso tratta ogni ospite con onore:
potrebbe darsi che ti stia liberando
in via di nuovi piaceri.
Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,
vai incontro sulla porta ridendo,
e invitali ad entrare.
Sii grato per tutto quel che arriva,
perché ogni cosa è stata mandata
come guida dell’aldilà.



Le voglio fare un’altra domanda. Mi può spiegare perché prendo le fissazioni con le persone. Perché mi sembra che mi piacciono tutte le persone e mi voglio fidanzate con tutti. Lo so che la mia mente non è lucida ma vorrei capire
Maria, secondo te è accettabile che ti innamori di tutti? Una fissazione del genere si verifica soltanto se fai prevalere la tua parte irrazionale, soltanto se ti fai guidare passivamente dal tuo dialogo inconscio, dai tuoi pensieri spontanei. Insomma, fa’attenzione a cosa pensi e cambi subito i tuoi pensieri sapendo che quelli spontanei sono assurdi. Guidi tu la tua mente anziché farti portare a spasso nelle nuvole col rischio di assopirti e cadere nel vuoto…
Mi sembra un tunnel senza via d’uscita
No, Maria, si tratta di non abbandonarsi a fantasticherie adolescenziali e essere più responsabili.
Buonasera, mi è stato molto utile leggere il suo articolo. Mi va di raccontare la mia storia, non so sé è il posto giusto ma lo faccio lo stesso.
Faccio una piccola premessa, il mio sogno da bambina è sempre stato quello di sposarmi e avere una bella famiglia.
Detto questo parto raccontando la mia storia.
Sono stata fidanzata per due anni con una persona, apparentemente Buona e che cercava in tutti i modi di farmi stare bene. Una persona estremamente possessiva, non voleva che avessi amiche, ne che mi truccassi, ne che parlassi con i miei colleghi di lavoro, nemmeno avere dialogo con la mia famiglia. Mi opprimeva con i suoi problemi economici, è una persona estremamente negativa che vedeva il marcio in qualsiasi persona. Io ero una persona molto solare, divertente, non mi sono mai posta mille domande. Insomma vivevo la vita in modo felice senza vedere il male e il marcio ovunque. Fatto sta che questa relazione è durata due anni, anche se non mi faceva vivere bene io lo amavo tanto e il desiderio di sposarmi con lui e crearmi una famiglia era grande. Un bel giorno mi iniziano ad assalire i pensieri ossessivi. Che ringrazio da un lato perché mi hanno dato la forza di lasciarlo. Anche se mi sono sentita molto in colpa perché credevo di aver fatto qualcosa di sbagliato nel lasciarlo. Mi sono assaliti pensieri ossessivi di qualsiasi tipo. Che tutt’oggi anche se non in maniera ossessiva ho ancora.
E come se volessi fidanzarmi con tutti, abbracciare tutti, proprio come facevo con il mio ex. Come se volessi baciare tutte le persone che mi circondavano. Come se avessi proprio gli impulsi interiori.
Durante la giornata mi capita di stare bene ma ecco che mi assale un pensiero negativo e come se dovessi attuarlo per forza.
ma dal suo articolo ho capito che devo accettare la realtà, in caso contrario farò sempre scelte sbagliate.
Dopo questo papiello spero che lei mi risponda e possa darmi qualche risposta in più
Maria,rifiutando la realtà ti metti in una situazione di negatività che scatena pensieri ed emozioni negativi.

Rifiutando la realtà, vivi in una situazione di confusione, insicurezza ed incertezza e hai sempre pensieri negativi ed opprimenti. Accettando la realta recuperi la lucidità mentale e riesci a trovare la soluzione ai tuoi problemi che consiste nel pensare in maniera positiva.
Ma lei ha un indirizzo e mail con la quale parlare? Oppure è possibile farlo solo qui
Certo. Scrivi a pfoglia2@gmail.com
Salve a tutti… 20 anni che combatto con il modo giudizi, pregiudizi, preoccupazioni, problemi sempre molto gravi perché la mia vita è sempre stata manovrata da decisioni altrui.. e mi facevano stare male ansia angoscia nel non sapere cosa mi sarebbe accaduto e se sarei riuscita a superare ecc ecc questi erano i miei pensieri… ma tutto riuscivo dare un senso o comunque reagivo per che in tasca avevo i miei sogni !! Ma in fine dopo sta lunga guerra ho avuto un brusco risveglio che per la ragione per cui combattevo non potrà essere realizzata quindi il mio unico e reale sogno non potrò viverlo automaticamente tutto è andato i frantumi!!! La mia reazione è priva di emozioni non piango non ho ansia… non provo nulla… io proprio io che ci rimango male da una semplice pastasciutta venuta male… sono priva di ogni emozione non so se è un accettare la realtà sta di fatto che non mi riconosco!!! Perché io sono ben altro… prima ero una montagna russa ora biiiiiiiiiiiii! Non so se sono riuscita a spiegarmi ma credetemi non è bello!! Perché non mi riconosco!! Sta di fatto che non ho mai reagito così. Ringrazio anticipatamente per una tempestiva risposta!!
Alice, parti dal principio che i mali non vengono mai per nuocere, ma per farci aprire gli occhi e risvegliarci alla realtà, per cui nel medio-lungo periodo sicuramente sarai grata alla vita per ciò che ti è successo. Rammaricarsi, avvilirsi, prendersela con se stessi per un evento negativo, compreo un sogno che è andato in frantumi, si rivela sempre una scelta sbagliata. Del resto, già il fatto stesso che il sogno per il quale combattevi è andato in frantumi, dimostra che era un sogno campato in aria, forse persino nocivo.
La tua delusione -è questa l’emozione che provi- nasce da una interpretazione “immediata” di ciò che ti è successo. Quando analizzerai la situazione approfonditamente, sarai grata alla vita per averti tolta dalle “montagne russe”, anche se rinunciare a un sogno crea sempre una sensazione di vuoto.
Ti consiglio di perdonare se è necessario e comunque amare a prescindere, perchè quando ami, la vita ritorna a sorridere poiché scompaiono le emozioni negative.
Salve Sig. Pasquale.. anche io ho sempre pensato come lei… che k mali non vengono per nuocere ma che in ogni cosa c’è sempre qualcosa di positivo un insegnamento… ma quando ti viene rubata infanzia ti fai forza dicendo quando sarò grande farò di testa mia ecc… ma poi sai che chi manovrava prima manovra anche adesso… il tuo passato bussa sempre alla tua porta ma tu combatti perché c’ó che sognavi che quello che non hai avuto e che ti aspettava di diritto .. immagini… cerchi forza nel dire si ok!! Me lo costruirò con il tempo.. ma poi l’errore è cadere nel fare le cose di fretta colpa della giovane età inesperienza quel disperato bisogno inarrestabile di volere una famiglia… ma poi con il susseguirsi di problemi si disfa e li prendi forza nel dire ok riproviamo.. poi ti viene negata un altra volta soprattutto nel momento in cui ci ero quasi riuscita… e ti ritrovi a combattere ancora con il nemico del passato e non riesci a liberartene perché prendi coscienza che è tutto un meccanismo è il sistema che non funziona che c’è una speculazione dietro tutto questo! Che infondo lo sapevo… ma come dice lei non volevo guardare in faccia la realtà è combattevo!! E so percerto che non avrò possibilità nel esaudire un sogno comune semplice e soprattutto non era impossibile se non fosse per 3°persone!! Perché il nemico era lì ad aspettare!! E quindi sono arrivata a non provare più un emozione dolore disperazione angoscia rabbia ecc ecc perché quando le hai è perché hai paura che ti venga tolto c’ó che tieni di più… ma nel momento in cui ti viene tolto non hai motivazioni se non dire più nulla!… la ringrazio nuovamente… il perdono non è un compito mio!!
Alice, il nemico non è mai esterno a noi, ma dentro di noi. La responsabilità è sempre personale e mai esterna a noi.

Se non prendi consapevolezza di questi principi psicologici elementari, rischi di proiettare sempre le tue responsabilità sugli altri… e non ammetterai mai che le tue scelte sbagliate, dettate dall’inesperienza e dalla fretta, sono la vera causa della realtà che non ti piace.
Si giudica spesso senza avere tutte le informazioni necessarie e senza sapere come stanno veramente le cose e in queste condizioni la paura la fa da padrona. Soltanto accettanndo la realtà si riesce ad eliminare le emozioni negative che ci confondono e opprimono recuperando la lucidità mentale necessaria per trovare la soluzione ai problemi.
Rifiutare la realtà significa continuare a vivere nel tunnel.
Ho riscontrato notevoli miglioramenti psico-fisici, una forza e una gioia di vivere che avevo perso non so dove. Sto iniziando a vivere! Ed in soli tre giorni di ISP (http://www.aspeera.it/video-approfondimento-respirazione-consapevole/)!
Ciao Federico, grazie per la tua testimonianza. Sono molto felice per te e sono a tua disposizione.
Buongiorno! Sono una single di 54 anni (per scelta), appena compiuti. Sono (ero) la gemella di una portatrice di handicap , infatti mia sorella era affetta da un medio ritardo mentale. Lei era come , a detta dei medici, una bambina di 8…..12…a volte 15 anni….Ma io credo di averla sempre trattata come la sorellina un po’ rompi e capricciosa una che dava filo da torcere, ero protettiva , certo,ma solo negli ultimi anni mi e’ sorto questo impellente bisogno di rapporto simbiotico con lei, fatto di complicita’ da cui escludere tutti.Abbiamo fatto le elementari insieme e poi io ho proseguito con le medie e scuole superiori e lei no. In tutti questi anni siamo sempre vissute insieme con i nostri genitori, dall’98 e’ rimasta con solo mia mamma, papa’e’ morto per un ictus. Ho anche un fratello di 3 anni maggiore…ma e’ come se non ci fosse, ha la sua vita, e per questo mi pongo in maniera antipatica nei suoi confronti. Diciamo che non lo stimo molto.Lo considero infantile.
Due anni fa mia sorella si e’ ammalata di un raro tumore muscolare. Le sono stata piu’ vicina del solita…in simbiosi estrema…cosi’ come lei , da “bimba”, “pretendeva “Era diventata (forse lo era sempre stata) incapace di stare, affettivamente, senza di me…e a me non pesava, anzi. Ad agosto 2014 la situazione e’ precipitata, gravi sofferenze e infine a ottobre 2014 mi ha lasciata. I primi due mesi li ho affrontati benino, anche perche’ durante la sua malattia prendevo sereupin (prescritto dal mio medico in quanto lo avevo gia’ preso anni addietro per attacchi di panico, con ottimi risultati)..poi gradualmente ho smesso in concomitanza con la morte….e adesso mi trovo a pensare spesso di farla finita…soffro atrocemente…mi manca come l’aria, ho la netta sensazione di non riuscire a vivere senza di lei….non voglio piu’ prendere psicofarmaci, le ultime volte che li ho presi mi servivano solo per essere forte durante la sua malattia , che credevo potesse essere tenuta sotto controllo per molti anni. Sono straziata, disperata, con crisi di pianto, e piu’ passa il tempo e peggio e’. Chiedere aiuto a qualche esperto, dovrei riprendere sereupin??Cerco e cerco su internet non trovo ne’ indirizzi ne’ consigli ne’ conforto. Non stimo gli psicologi in questo momento , dopo che ho avuto forzatamente a che fare, per la malattia di mia sorella con la cinica sciatteria dei meici tutti e se solo sento una frase “di circostanza” o una frase fatta da amici o colleghi o parenti divento intrattabile. Chiedo disperatamente aiuto! Ero cosi’ felice quando pensando al mio futuro mi immaginavo con la sorellina , noi due vecchiette in giro per la citta’ o al mare. Sole e felici. E pensare che per anni sono andata in giro con amici /e dell’ultima ora. Sapendo che lei, comunque a casa e al sicuro e in ogni caso poco attratta dalla gente in genere. Ora vorrei morire e basta. A volte mi sento confusa, a volte un mostro, a volte una disgraziata. Non faccio che piangere e mi si sta chiudendo man mano lo stomaco , mangio sempre meno. Sento dentro di me un amore immenso fortissimo dilaniante per mia sorella…negli ultimi due anni non ho fatto altro che baciarla, accudirla, andare insieme (quando era possibile) a spasso nei posti piu’ belli, ripetendole :ti amo amore mio! Sono troppo infelice. La prego mi dica cosa si sente di consigliarmi.
Mi rispecchio molto in questo articolo, anche io ho sofferto e sto soffrendo per problemi lavorativi
e, cercando in rete mi sono imbattuto in un video che propone di alleviare la mia sofferenza. Grazie a questo video a poco a poco sto cominciando a eliminare le cause del mio disagio. Per questo motivo vi consiglio questo video sulla sofferenza
salve sig. pasquale,oggi le posso dire che leggere per intero il suo articolo mi ha fatto molto bene,sono jessica,ho 21 anni e da diverso tempo con pensieri automatici negativi che a maggior ragione compaiono quando mi fidanzo. sono sempre stata con delle donne,alcune arrivando a lasciarle quando pensavo troppo. con la mia ultima addirittura non riuscivo a starci a letto e ad oggi,non le so dire se semplicemente non c’era amore o se mi son fatta ingannare dai miei pensieri.molte volte la paura di pensare cose negative,mi da la possibilita’ di crearmi dentro un’ansia assurda che gia’ nel momento stesso mi sta portando a pensare….poi pero’ quando torno sui miei passi e le mie ex non mi vogliono piu’,la mia mente si blocca,non pensa piu’ e mi porta a star male nuovamente
Molto bene Jessica. Mi fa piacere che il mio articolo ti abbia fatto bene.
Dice che faccio bene? Marco.
Marco ti consiglio di leggere i miei articoli…
Cercherò di accettare la situazione e la realtà per porre le basi al mio cambiamento. Sono stufo di riempirmi di pensieri negativi e ossessivi. Se fossi lucido mentalmente li reputerei anche stupidi. Marco.
L’accettazione della realtà è alla base di ogni serio cambiamento.
Forse, pensandoci bene, credo sia l’invidia un modo di “voler cambiare gli altri”. Visto che non riesco ad essere come gli altri (atteggiamento mentale dovuto sicuramente alla mia negatività) tendo a volere che gli altri siano come me. Marco.
Caro Marco, l’invidia è dannosa soltanto quando è ecessiva, come tutte le cose della vita. L’invidia è un sintomo, una emozione che ti dice che non ti senti all’altezza degli altri.
Non guardare soltanto al problema, concentrati sulla soluzione. Se non sei brillante come gli altri, c’è una ragione ben precisa: indovina quale. Per non provare invidia, secondo te cosa dovresti fare…? Non certo rimpicciolire gli altri o maledirli!
Salve. Io è un periodo che non riesco ad accettare il mio senso di vuoto. Cerco sempre di saltarci fuori creandomi pensieri negativi in testa! Lo so che è un periodo e sono d’accordo sul fatto che bisogna accettare la realtà per porre le basi ad un cambiamento interiore. Non capisco però il fatto di dover cambiare gli altri. Io credo che se uno non sta bene con se stessi (o per lo meno parlo di me) vorrebbe essere come gli altri per sentirsi più appagato. Ovviamente il mio fine non è quello di essere come gli altri ma di star bene con me stesso e ovviamente con il mondo circostante. Grazie. Marco.
Caro Marco, la cosa più importante è avere le idee chiare su cosa si vuole, ossia avere una direzione chiara da seguire, altrimenti resti in balia degli altri. I pensieri negativi sono sintomi che ti icono che sei su una cattiva strada e devi cambiare rotta. Se vuoi essere frustrato e infelice ti devi paragonare agli altri: in questo modo uccidi la tua autostima, sia senti senti inferiore (bassa autostima), sia se ti senti superiore (alta autostima).
Voler cambiare gli altri, poi, è pura follia: cambiati tu e vedrai gli altri in maniera diversa.
Ciao

Non smetterò mai di elogiare i tuoi articoli Pasquale e questo te lo dico SENZA interessi e SENZA RICEVERE nulla in cambio.
Anche perchè la realtà di tutti i giorni ne conferma la loro veridicità.Basta informarsi e guardarsi attorno.
Il non voler accettare la realtà in passato mi ha portato a compiere azioni le cui conseguenze negative si fanno sentire ancora nel mio presente.
Ho imparato che ci sono vari tipi di errori.Errori molto grossi si pagano MOLTO caro e io ne so qualcosa.
L’eccesso di pensieri negativi e ossessivi genera la malattia e se viene la malattia vengono gli psicofarmaci,il ricovero in ospedale (TSO),il centro di igiene mentale per poi finire nelle mani degli psichiatri.
Inizia una schiavitù che non finisce più.Questo perchè gli psichiatri tendono a non scalare MAI i farmaci. Per loro sei l’ennesimo soggetto che ricade sempre e così finisce che lo psichiatra con te ci prende la pensione.
Ci sono persone CONVINTE che le medicine e gli psichiatri possono risolvere i loro problemi… invece bisogna prendersi le proprie responsabilità e darsi da fare.
I tuoi articoli permettono di evitare l’inferno dei CSM e degli psichiatri. e invito tutti a seguirli.
E’ meglio seguire questi semplici consigli che assumere giornalmente psicofarmaci: droghe legalizzate pericolose per il cervello e per il corpo.
Chi li assume ogni sei mesi deve fare le analisi del sangue e l’elettrocardiogramma…Tutto questo perchè i farmaci psichiatrici hanno moltissimi effetti collaterali alcuni dei quali anche mortali.
E allora dico io:perchè tutta questa sofferenza inutile?E’ meglio smettere da farsi le seghe mentali e darsi da fare!
“I tuoi articoli permettono di evitare l’inferno dei CSM e degli psichiatri. e invito tutti a seguirli”. Grazie Romolo!
è quindi l’attaccamento morboso alla vita che genere la paura della morte?
Bisogna “diffidare” dai pensieri negativi che non hanno riscontro con la realtà, giusto? La morte è una realtà. L’unica forse realtà inevitabile. E quindi cosa si fa? Si accetta perché inesorabile? Probabilmente sì, ma nell’accettarla bisogna accettare il distaccamento da tutto ciò che ora è.
Sia per le cose belle che per quelle brutte. Accetta la realtà e sarai felice per sempre, come si fa ad accettare di non poter più provare le emozioni, sia belle che brutte? Come si fa ad accettare la realtà se questa presto (o tardi) non esisterà più?
La domanda ovvia diventa “quindi per paura di morire smetti di vivere adesso?” No, probabilmente no. Ma quando il pensiero -involontario- della cessazione dell’esistenza entra in loop nella mente come si fa ad “accettarlo” o metabolizzarlo?
Vorrebbe forse dire accettare che la realtà è tutta una situazione passeggera e quindi accettarla perché non si può fare altrimenti. E allora stiamo parlando di consapevolezza o rassegnazione?
Inoltre, più faccio, più voglio fare. E più impegni, interessi, svaghi mi trovo più mi attacco alla vita e quindi ancor di più mi viene difficile metabolizzare l’idea di cessazione che deriva dalla morte.
E la cosa che mi fa più rabbia è che ho questi pensieri nei momenti -quasi- più felici… perché godendo di quei momenti vorrei non finissero mai . . . .
ho letto quasi tutti i suoi articoli e devo dire che mi sento particolarmente appagato della mia vita, un po’ insicuro sul mio futuro, ma questo non è mai stato motivo di limitazione anzi, le sfide mi gasano e mi ci butto a pesce.
Credo di perdere la via di fuga in questo loop, consigli?
Ciao Roby,
L’abitudine al fatto che prima o poi tutti dobbiamo morire, crea l’assuefazione e quindi finiamo con il non pensarci più, come se la morte non fosse un problema, o addirittura non riguardasse noi…. almeno fino a quando siamo in forze e siamo giovani.
La gestione delle emozioni dalle quali dipende la nostra felicità o l’infelicità, l’ho trattata nel mio ultimo articolo, al quale ti rimando: http://www.paurexpaure.com/pensieri-ossessivi-dove-vengono/
Comunque è sbagliato dire che non dobbiamo provare più emozioni perché le emozioni sono automatismi inconsci, ossia non ci chiedono il permesso, e quindi dobbiamo soltanto imparare a gestirle per non restare schiavi di tali automatismi.
Accettare la realtà signfica proprio accettare le emozioni negative, e in parole ancora più semplici, i dispiaceri, in modo da recuperare al più presto possibile la lucidità mentale, dato che le emozioni ci rimbambiscono letteralmente, nel momento in cui le proviamo, escludendo l’emisfero razionale del cervello.
Dici anche: “E la cosa che mi fa più rabbia è che ho questi pensieri nei momenti -quasi- più felici… perché godendo di quei momenti vorrei non finissero mai . . . .”.
Le cose belle sono tali perché durano poco, caro Roby. Se durassero di più non sarebbero più belle, ma neutre. E se durassero troppo a lungo verrebbero a noia o a schifio!
A presto

Grazie per la risposta!
Spero di riuscire ad abituarmi e/o assuefarmi a quest’idea dato che sono giovane e in forze.
Mal che và… Quando e se dovesse ricapitare tornerò a leggere questi articoli e i relativi commenti 😉
A presto!
Grazie a te Roby, mi fa piacere che leggi anche i commenti: si impara molto da quello che dicono altri lettori.
E proprio vero……il fossilizzarsi su cio che pensiamo nn ci permette di andare oltre……grazie
Grazie a lei, Roberta!
Salve.
Ho trovato il suo articolo per caso, stavo cercando qualche consiglio che mi faccia stare più sereno e accettare ciò che io non posso cambiare, mia suocera. Non riesco a conviverci, anche se so che per tanti motivi devo accettarla, è la madre di mia moglie e se non accetto lei, mia moglie ne soffre al punto di scagliarsi contro di me, è la nonna dei miei figli e non voglio far mancare l’affetto dei nonni. Abbiamo un carattere opposto. Lei falsa, bugiarda, prepotente, sfacciata e invadente, ed io testa dura ma sincero, non racconto bugie e odio chi le dice, ho i miei difetti ma questi li deve accettare mia moglie, non mia suocera! Ho iniziato a non accettarla da quando scoprivo bugie, furbizie, lei pensa di essere furba ma io ormai so quando mente, quindi scatta un qualcosa dentro di me che mi fa stare sofferente quando è vicina alla mia famiglia. Io non gli voglio vietare di vedere i nipotini o la figlia, ma quando non è necessario, perché sta vicino a noi pur sapendo che la sua presenza m’infastidisce? Per esempio, questo pomeriggio ho lasciato mio figlio con lei e mio suocero, giusto per fargli capire che non voglio vietare l’affetto dei nipotini, però la sera, quando è venuta a casa nostra insieme a mio suocero a riportare nostro figlio, vedendo che a casa mia vi erano ospiti/amici, perché non è rimasta soltanto il tempo di scambiare quattro chiacchiere, mangiare un dolcino per poi andare via? Invece no.. è rimasta fino a quando sono andati via i nostri amici, pur sapendo che la sua presenza m’infastidiva. Mia moglie giustamente non dice niente perché è sua madre, ed io nemmeno voglio che la butti fuori di casa, vorrei che lei cinquantaquattro anni, capisca che la sua presenza era gradita solo per fare due chiacchiere e mangiare un dolcino!!!Ecco il motivo per il quale mi sono imbattuto nel suo bellissimo articolo. L’ho salvato e cercherò di leggere nuovamente i suoi consigli, so che non posso cambiarla perché abbiamo litigato un sacco di volte..ma dovrebbe essere lei ad accettare me, perché io ho giurato in chiesa di amare e di rispettare mia moglie, non lei.. perché dovrei accettare lei e il suo bruttissimo carattere se lei non accetta le mie condizioni? So che se non troverò un po’ di serenità e una soluzione, perderò la mia famiglia, che è la cosa che amo più della mia vita, anche se mia moglie è cosi attaccata alla madre.. è sempre la madre, ma io sono suo marito!!sto scrivendo in un momento di rabbia. Io secondo Lei dovrei accettare la realtà.. cioè che lei non cambia.. se ne fregherà del fatto che io non gradisco la sua presenza..ma come faccio ad accettarla? Per esempio, il cattivo pensiero di stasera è “perché è rimasta pur sapendo che mi avrebbe dato fastidio”? Se lei stava con noi il tempo di mangiare un pasticcino e fare due chiacchiere non mi avrebbe dato fastidio.. ma non riesco a ingoiare il fatto che è rimasta con noi pur sapendo che noi eravamo con gli amici a casa mia, in più.. che mi avrebbe dato fastidio questa cosa, e probabilmente motivo di un litigio con mia moglie perché poi il pensiero negativo ti fa dire “visto tua madre sfacciata? È rimasta con noi fino alla fine”!!spero di riuscire ad accettare la realtà, che lei non cambia… perché non voglio allontanarmi dalla mia famiglia, ho un figlio di diciotto mesi e una bambina di quindici giorni, non voglio buttare tutto all’aria per mia suocera. Cercherò di allontanare i cattivi pensieri e accettare la realtà. Lei che consiglio mi da?
Caro Danilo, quando non sopportiamo una persona qualunque, il motivo è molto semplice: siamo “tali e quali” a quella persona e la cosa grave è che non ce ne rendiamo conto.
In poche parole, i difetti che più ci danno fastidio negli altri, come l’invadenza, la sfacciataggine, la prepotenza, la falsità e le bugie nel caso di tua suocera, in realtà ce l’hai anche tu, ma non ne sei cosciente. Ossia tu eri tale e quale a tua suocera, e la prepotenza mi sembra che è molto evidente, visto che affermi che tua suocera deve cambiare, ma tu no. Successivamente hai “rimosso” le caratteristiche negative che non ti piacevano, e perciò ora le “scopri” subito negli altri. Ma quelle “perle” sono anche dentro di te, e sono molto potenti, si agitano a tutta forza…, non ti lasciano in pace, ed esplodono quando meno te lo aspetti, come per esempio con questa lunga lettera accusatoria. In realtà con questo sfogo stai accusando te stesso!
Se tu non fossi tale e quale a tua suocera – so che ti sembra assurdo, ma ti invito a restare calmo e a rifletterci-, le qualità che hai scoperto in tua suocera non avrebbero alcuna risonanza negativa su di te e magari ti faresti anche qualche risata perchè non ti toccherebbero, non ti ferirebbero, e saresti accomodante e ben disposto. La tua rigidità e intransigenza deriva dalla rimozione di quelle “belle” qualità che disprezzi perché non le hai integrate dentro di te.
Non sto dicendo che tua suocera è una santa, ovviamente, ti sto solo spiegando che per accettare tua suocera – e tutte le persone invadenti, false, bugiarde, prepotenti, ecc. – dovresti riconoscere ed accettare la tua “ombra”, i tuoi lati oscuri.
Tutti abbiamo sia qualità positive, sia qualità negative (ombra); e, in generale, chi non ammette di avere anche lati oscuri e brutti dentro di sé, e si crede magari un angioletto profumato, in realtà puzza da capo a piedi senza saperlo, e non vive sereno, ha sempre cattivi pensieri, e si sentirà arrabbiato e furioso anche solo a vederla da lontano la suocera.
In realtà, attraverso tua suocera, vedi i tuoi lati oscuri, ma non sai di averli.
Caro Danilo, se c’è una persona che deve cambiare e accettarsi, quella… sei tu. Se tu fossi diverso da come sei, vorresti bene alla madre di tua moglie e alla nonna dei tuoi figlioletti!
unabbraccio

Rifletterò su ciò che ha scritto. La ringrazio per la celere risposta. Mi serve tempo però, anche se non mi riconosco nella sua descrizione cercherò di riflettere. Grazie
Certo Danilo, penso che la tua sia la migliore risposta in questo momento. Ti consiglio di fare una ricerca sulla parola “proiezione”.

Ciao
Pensare e come respirare e vero, ma certe volte non vorrei ragionare con il cervello
Si, molte volte è meglio arrendersi e lasciar andare le cose, Patrik, perché più si insiste, e peggio è.
Io non so che dire…. accetto la realtà è l’insulti e il disprezzo cortidiano del mio compagno e padre di mia figlia o interrompere la relazione e la strada ci aspetta non ho lavoro ne casa ne amici ne famiglia accanto a me in Italia. ..
Ciao Badma,
la scelta va fatta a monte. L’accettazione e la pazienza sono le virtù migliori. Ma se tu lo amassi nonostante tutto, le cose migliorerebbero sicuramente. Bisogna avere fede e speranza e smetterla di laementarsi. Non è mai colpa di un solo partner…
Ho una altra donna e mi sono mollato con la mia ex pero non riesco ad accettare la situazione ho un blocco interno non ho piu la concentrazione di prima anche nel lavoro e la prima volta che ho ansia e dispiacere chi mi consiglia grazie a tutti buona serata
Caro Gianni, il tuo disagio psico-fisico dipende proprio dal fatto che non riesci ad accettare la situazione e perciò hai la mente confusa e non sai neanche tu stesso cosa vuoi veramente. Ti conviene mollare la presa, in modo da eliminare le tensioni interne e fare chiarezza dentro di te. Ti aiuterà molto a chiarirti i tuoi obiettivi fare molto movimento. Ti piace correre?
Sto seguendo i suoi consigli e comincio a sentire un po’ di tranquillità, ora provo con le scarpette a farmi una corsetta. Grazie di tutto
Molto bene. L’attività fisica guarisce egregiamente la mente e il corpo.
Buongiorno, è un momento buio per me, per colpa mia ho perso l’uomo della mia vita dopo 10 anni, non riesco a lasciarlo in pace ed è solo questo che chiede di avere, aria. Da quando mi ha lasciata per trovare se stesso quello che prova e aria gliela ho tolta in continuazione per sfogarmi su di lui in tutte le emozioni a partire dalla disperazione, rabbia, delusione e abbandono pur sapendo che ha bisogno di pace non riesco a capirlo veramente e lui chiede solo questo dicendo che prova ancora sentimenti per me, forse sono 3 giorni che ho capito ma i pensieri non mi danno tregua, ora lo lascio in pace e sa dove sono, ma se fosse troppo tardi e lo ho perso per colpa mia e non mi ama più?può ritrovare i sentimenti perduti dato che fino a una settimana fa diceva che qualcosa provava? Io vorrei tanto chiedergli ora cosa prova ma gli tireresti via ulteriore aria. Grazie Laura
Ciao Laura,
tutti commettiamo sbagli, ma a volte e anche se non possiamo capire, i nostri errori giocano a nostro favore. Molte volte la sfortuna è la tua fortuna e il dispiacere che provi è soltanto il prezzo da pagare. E proprio perché stai pagando un prezzo molto alto, sono sicuro che nel giro di poco tempo le cose si aggiustano. Abbi fede. Accetta la realtà e sarai felice per sempre.
unabbraccio e tanti auguri

Buongiorno, non capisco in che senso.
questo errore può portarmi a capire di lasciare essere se stessi a chi amo, ma come può la mia sfortuna diventare fortuna, quanto tempo ancora? Non riesco a smettere di piangere dalla paura di essere arrivata troppo tardi a capire quello che cerca lui è vorrei darglielo perché lo capisco bene e non solo per riaverlo indietro
Fai troppa pressione al tuo inconscio e anche al tuo uomo. La fretta uccide ogni aspirazione. Rilassati. Mettiti in serena attesa. Il tuo atteggiamento di volere le cose per forza le allontana.
Grazie, ora la pressione la sto facendo solo al mio inconscio di nascosto da lui. Devo riuscire a mettermi in serena attesa e sperare che torni ad essere il mio uomo se vorrà. Non sono mai stata serena ho tutti gli atteggiamenti negativi del controllo e del voler prevalere sugli altri, vediamo se riusciamo a fare un bel cambiamento
Cara Laura, mi sembra che le cose non siano messe molto bene. Ti consiglio di ascoltare il tuo cuore.
Il mio cuore…forse perché batte forte senza tregua quando lo vedo che non riesco a darmi pace e lo lascio libero di fare un continuo tira e molla con me che mi destabilizza. ..
Laura sono le tue pretese esagerate che ti rovinano la vita. L’amore vero è amare senza pretese. Amare signdica dare senza aspettarsi nulla in cambio. E invece tu vorresti “modellare” il tuo uomo e così sfracelli il tuo cuore contro gli scogli di un mare in tempesta…
Buongiorno, ho trovato il suo blog davvero benfatto, e mi ha incuriosito molto la sua teoria sul pensiero negativo. Personalmente sto vivendo un periodo “agitato” fatto di ansia, stress e pensieri negativi… tutto è cominciato 6 mesi fa o meglio sarebbe dire tutto è esploso 6 mesi fa perchè ho da sempre queste emozioni negative dentro di me…. ho avuto un’infanzia un pò cosi…. papà alcolista, papà assente, papà marito violento….. negli anni mi sono fatto la mia corazza e appena ho potuto mi sono creato una mia famiglia…. ora sono 11 anni che sono sposato, ho due bimbe di 9 e 6 anni e vivo felice…. 6 mesi fa però, un fuoriprogramma, fortunatamente fasullo, ci ha fatto andare in tilt…. mia moglie ha cominciato ad accusare vari sintomi organici che ci ha fatto pensare alle più disparate malattie….. in realtà si trattava di un blocco emotivo, stress e ansia che somatizzava sul corpo…. nel frattempo però le emozioni vissute, provate erano VERE di VERA malattia… e cosi ci è nata la PAURA del futuro come se quel che ci è successo ci avesse risvegliato da un lungo letargo che ci ha fatto capire che anche noi possiamo essere colpiti e non siamo al sicuro…. da qui mille preoccupazioni di salute per noi e per le figlie…. paura di non poter controllare ciò che non si può…. dover accettare il futuro senza poter farci nulla…. paura di malattie che magari non arriveranno ma che sono li…… pensieri negativi che nascono, crescono e fanno male.
Ciao Mauro,
la paura del futuro è la cosa più comune di questo mondo, ossia ce l’abbiamo tutti. Siamo tutti “naturalmente” un po’ preoccupati o ansiosi per quello che potrebbe succedere a noi o alla nostra famiglia, agli amici, ecc. Infatti, la paura del futuro serve a evitare comportamenti poco giudiziosi o che ci potrebbero mettere in pericolo o in stato di bisogno. Come hai sicuramente compreso da solo, si tratta di una paura immaginaria, quindi non vera, che però ci destabilizza letteralmente quando diventa esagerata. Ci destabilizza perché non siamo in grado di controllarla.
E’ risaputo che vivere troppo nel futuro, ci rende ansiosi e paurosi: perdiamo la pace e la tranquillità. Anche vivere nel passato fa male perché diventiamo depressi. Per stare in pace con se stessi, ossia senza brutti pensieri, dobbiamo vivere soprattutto nel presente.
Cosa significa vivere nel presente o nel qui e ora? Questa cosa non viene spiegata bene nei libri – neanche nel best seller internazionale “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle -, per cui anche tantissime persone colte continuano ad andare soggette alla depressione e/o all’ansia.
Per essere felici, o comunque non ansiosi o depressi, si deve vivere nel qui e ora, ossia devi essere tutto preso da ciò che stai facendo in quel preciso momento senza pensare ad altre cose. Se mentre stai lavorando pensi ad altre cose, non solo sei poco efficiente e stai male, ma puoi combinare anche dei guai. Pensa ad un pilota di un aereo o al macchinista di un treno o anche ad un semplice automobilista: guai a distrarsi!
Gli incidenti sono causati quasi sempre dalla distrazione, ossia dal fatto di non essere presente a te stesso, dal non essere attento a ciò che stai facendo. E allora cosa succede quando, dopo una giornata di lavoro, ti siedi in poltrona e stai senza far niente? Arrivano immediatamente i pensieri negativi che sono tali proprio perché legati sempre al passato o al futuro. La mente non appena non è impegnata in qualcosa di utile e/o di pratico, si sbizzarrisce e ci conduce verso il precipizio… o vicoli ciechi. Insomma, ci riporta ai pericoli degli uomini delle caverne…
Ecco allora tutto il potere del qui e ora, del vivere nel presente: vivere nel presente signfica essere tutto presi da ciò che stai facendo per cui la mente non può pensare ad altro, non può spaventarti con pensieri assurdi sul futuro o sul passato. E’ chiaro che non è per niente facile vivere sempre nel qui e ora; è facile soltanto quando siamo impegnati a fare qualcosa, quando lavoriamo, quando facciamo qualcosa che ci piace, quando siamo concentrati in ciò che stiamo facendo. Ma non appena ci sediamo un attimo… la mente è pronta a spaventarci con mille pericoli immaginari!
Se così stanno le cose, cosa bisogna fare per non distrarsi, o meglio per non farsi fregare dai pensieri negativi? Occorre tenere la mente sempre occupata! E quando ci distraiamo, cosa possiamo fare? Non appena ci si accorge di stare pensando a cose brutte, occorre riportare subito l’attenzione sul presente: alzarci e fare qualcosa di pratico, di utile, anche uscire a fare una passeggiata se siamo in casa, o magari semplicemente salire e scendere le scale, e se sei in macchina fare una sosta all’autogrill. Insomma, dobbiamo interrompere immediatamente la spirale dei pensieri negativi riportando l’attenzione e l’azione sulla realtà che ci circonda. In poche parole, dobbiamo ricordarci che se la mente non è impegnata, ci destabilizza perché “spontaneamente” pensa sempre alle peggiori cose che ci potrebbero capitare o che ci sono già capitate in passato.
Grazie per la risposta. In effetti mi sto impegnando proprio nel pensare a quello che mi accade “qui e ora” cercando di NON pensare a futuri fantasiosi che non hanno nessun riscontro avendo buoni risultati…. ossia mi sento più sereno e spero proprio che questo diventi il più presto possibile parte di me, che diventi naturale e non un “qualcosa” che ottengo impegnandomi a fondo… l’equilibrio è tutto e, anche grazie ai suoi consigli, spero proprio di ritrovare al più presto…. GRAZIE.
CIAO MAURO, COMPLIMENTI VIVISSIMI!
Buonasera,io nn riesco a mettere in atto
Cio’ che suggerisci e insegni. Forse sn soltanto depressa. Se si puo’
Dire soltanto..ho perso la possib di ess felice e vivermi la vita con dignita’ ed entusiasmo. Ho perso il mio amore. E dopo 10 anni mi rendo conto di tutto. Di tutto qll che dovevo fare ma nn ho fatto e viceversa. Ma ora e’ tardi. Vorrei sparire perke’ qst rimpianto mi devasta l’anima. E nn basta, ho scelto superficialmente senza spiegarmi il perke’ ho fatto un figlio con un
Uomo che nn mi ama e che nn amo.
E nn e’ giusto. Qst vita nn sembra appartenermi ed io ho perso il controllo. Nn voglio medicine. Vorrei solo tornare indietro.
Grazie
Ciao Mimi, certo che sei depressa e angosciata! E lo sei perché non riesci a ingoiare il rospo, ad accettare la brutta realtà che stai vivendo. Ma non ci sono altre vie d’uscita: o accetti la realtà in modo da recuperare la serenità e la lucidità mentale, e quindi anche il senso di responsabilità della tua vita, oppure oppure continui a non accettarla e a lamentarti inutilmente, permanendo nello stato di confusione e prostrazione.
Ti domando: era meglio continuare a stare con un uomo che non ti ama e non ti apprezza, oppure approfittare della possibilità di rifarti una nuova vita? A questa seconda possibilità perverrai soltanto recuperando la lucidità mentale, ossia accettando la realtà. Un consiglio: dato che la realtà ha una faccia negativa, quello che ti è capitato, e una faccia positiva, quello che ti accadrà quando avrai smaltito il dispiacere, se vuoi accelerare il recupero della serenità, quarda alla faccia positiva. Dopo il buio della notte arriva sempre una splendida giornata di sole!
Tanti auguri da parte mia.

Grazie infinite per la celere risposta. TErmino con qst righe e poi nn disturbo piu.
Ma come si fa ad accettare qlcs che si odia? Dovrei perdonarmi, ma sarebbe come giustificarmi, e nn ci riesco, ho scelto cio’ ke nn va bn per me,
Ed tutta colpa mia! E’ come
Se
Nn avessi ascoltato la vera me stessa. E’ vero nn si puo’ stare con ki nn ci ama. Ma
Poi come faccio a dividere il mio bimbo con lui che nn sopporto? E rifarmi una vita nn creera’ dispiacere al piccolo? Come fara’ ad avere stima della sua mamma? Si meritava una famiglia normale, 2 genitori che si amavano. Qst era il mio valore e desiderio piu’ grande, e mi chiedo come ho fatto a perdere l’unica persona che faceva per me e fare un figlio con qll sbagliato.ora nn credo piu’ a niente. Mi fido di qll che consigli e vorrei riuscirci a fare come dici.. Altrimenti impazzisco
Grazie infinite
La cosa peggiore è piangere sul latte versato: è come rivoltare il coltello nella ferita. Dovresti sapere che ogni cosa ha sempre due facce, ossia vantaggi e svantaggi, e nel tuo caso ti conviene guardare in avanti e non indietro. Ovviamente, come nel lutto, gli episodi spiacevoli hanno bisogno di tempo per essere accettati. Ingoiare il rospo non è facile ne tanto meno piacevole, ma è necessario x ridurre la sofferenza.
Tieni anche presente che non esistono scelte indolori o perfette: qualunque decisione costringe a perdere qualcosa.
Accettare la realtà è comunque sempre la scelta migliore perché ti fa recuperare la lucidità mentale e uscire dalla disperazione.
Dopo la notte arriva sempre il giorno.
Buongiorno Sig. Foglia, ho letto questo suo articolo e anche quello dedicato sui pensieri negativi. trovo molte analogie con quanto sta succedendo a mio fratello ma temo ormai per lui che sia arrivato ad uno stadio troppo avanzato di pensieri negativi che ormai gli stanno condizionando la vita e buttando in stato depressivo. Per via di problemi sul lavoro che facevano presagire ad una perdita del posto fisso, ha iniziato ad essere perennemente triste sul suo futuro e sul come mantenersi visto che abita solo. questi pensieri purtroppo lo hanno portato a fare pensieri talmente negativi su quel posto e su tutte le persone che vi lavorano che è arrivato alla conclusione che lo volessero istigare al suicidio o peggio ancora ucciderlo. per rafforzare questa sua teoria ha collegato una serie di episodi senza senso apparente se non nella sua testa su cose avvenute che per lui erano una chiara conferma delle sue teorie tanto da arrivare a presentarsi ai carabinieri dicendo di sentirsi in pericolo per lui e noi familiari. si è proprio costruito un film nella sua testa. noi purtroppo ce ne siamo resi conto solo in questo momento e iniziando a parlare con lui siamo riusciti a fargli vedere sotto un altro aspetto tutti gli episodi da lui menzionati tant’è che su alcune cose ha ammesso di aver esagerato. questo però non gli ha tolto la paura e ha ammesso che continua a fare pensieri negativi e collega a questi pensieri anche nuovi insignificanti episodi. cerchiamo di distrarlo con il calore familiare e lui stesso piu volte nei suoi momenti di lucidità dice di volersi riprendere la sua vita che prima era davvero brillante e carismatica. quando è lucido sente anche amici di cui si fida e programma di uscire ma basta poi un attimo di pensieri negativi che collega a questa vicenda a fargli perdere la voglia di uscire a svagarsi. per fortuna questa situazione di pensieri negativi di teoria del complotto è agli inizi, più o meno un mese ed è esplosa con la denuncia ai carabinieri la settimana scorsa. per fortuna lo abbiamo convinto ad iniziare un percorso con lo psicologo per fargli imparare a gestire questi pensieri negativi nella speranza che siano limitati a questa situazione e non alla generalità della vità. temiamo che questo dipenda dalla depressione e dal fatto che non abbia accettato la realtà che stava vivendo a lavoro. secondo lei è una situazione recuperabile?
Caro Francesco,
la malattia di tuo fratello la puoi chiamare depressione, esaurimento nervoso, fissazione e anche nevrosi infantile. In questi casi, l’affetto e la presenza amorosa dei propri familiari è fondamentale per evitare l’escalation dell’ossessione e delle paure, il che rappresenta l’anticamera della pazzia.
La paura di perdere il posto di lavoro è micidiale e porta proprio in questa direzione perché il soggetto non dorme più e quindi la sua mente s’indebolisce sempre più martoriata dai pensieri negativi e ossessivi.
La migliore cosa da fare in questi casi è compensare la stanchezza mentale con la stanchezza fisica. Costringi tuo fratello a fare lunghe camminate a piedi. L’ideale sarebbe correre a piedi e fare una bella sudata per eliminare le tossine e fare un pieno di endorfine. La corsa ha anche altri vantaggi perché ossigena alla perfezione tutte le cellule del corpo e specialmente i neuroni, cosa che avviene anche durante il sonno a chi riesce a dormire.
Naturalmente per combattere i pensieri negativi, l’ansia e le paure immaginarie, anzi pazzesche, non è facile perché si tratta di emozioni e quindi scattano autonomamente e automaticamente perché sono meccanismi salvavita, anche se perversi. Agire direttamente sull’ansia con prodotti farmaceutici è pazzesco, almeno è questo il mio punto di vista.
Le emozioni negative sono causate da una bassissima autostima –leggi anche mancanza di fiducia, sicurezza e convinzione- ed è su questa che bisogna agire. E siccome la sincronicità si manifesta sempre al momento opportuno, posso dirti che ho appena pubblicato un ebook (destinato a diventare best-seller) dal titolo: “COME ACCRESCERE VELOCEMENTE L’AUTOSTIMA”.
In sintesi, per migliorare velocemente l’autostima occorre agire sulla propria autoimmagine infantile e trasformarla in autoimmagine adulta. L’autoimmagine o immagine di sé è di natura inconscia. E io ho escogitato un metodo facile facile che arriva dritto all’inconscio per cancellare i vecchi programmi negativi – i famosi circuiti neuronali -, in pratica le convinzioni limitanti che sono la causa delle paure e dei fallimenti, iscrivendo nella memoria inconscia nuovi circuiti neuronali, nuovi programmi, ossia convinzioni potenzianti che generano comportamenti più idonei e abitudini positive.
Spero proprio, Francesco, che tu sia il primo ad acquistare questo libro straordinario!
Gentilissimo sig. Foglia la ringrazio davvero tanto per la sua risposta. Quello che scrive è una sacrosanta verita, infatti da quando e successo il fattaccio epilogo di questa brutta storia, mio fratello sta dormendo a casa dei miei genitori e l’amore di tutti noi della famiglia ha diminuito l’escalation dei pensieri negativi, ha ripreso a dormire un po di più e giorno dopo giorno si sta rendendo conto delle sue ossessioni con la volonta di mandarle via dalla sua testa. Per fortuna quando stasera ho accennato il discorso della corsa e allenamento fisico l’ha trovata una buona idea e faremo di tutto (anche andare insieme a lui) affinché lo faccia. Siamo inoltre tutti d’accordo in famiglia di non iniziare alcuna terapia con farmarci; solo sedute da uno psicologo con cui si instauri un rapporto empatico che lo aiuti a gestire queste ed altre situazioni di angoscia interiore. Per concludere sono davvero ben lieto e onorato di leggere il suo ebook (messo oggi in lista desideri e domani lo acquisterò) di cui regalero il best seller a mio fratello :-). Sono contento di averLa conosciuta. A presto. Francesco
Ciao Francesco, con una persona positiva come te, tuo fratello supererà tutte le difficoltà e farà tesoro della sua brutta esperienza. I Mali servono a farci CRESCERE e tuo fratello aveva bisogno di questa esperienza. A posteriori le crisi devono essere considerate sempre in maniera molto positiva, come anche lo stress, e in questa ottica si superano assai più rapidamente.

Piacere Simone .. complimenti una spiegazione così non l ‘ avevo mai trovata ma ho un dubbio i pensieri negativi sembra che mi perseguitano ciò ogni giorno mi vengono in mente .. come mi dovrò comportare difronte a questi , cerco di bloccarli o li lascio fare ma non gli do retta ! Sembra come se ho mille voci che mi parlano e non so più quale ascoltare ps: il libro in libreria si trova ?
Caro Simone,
i pensieri negativi ti assillano quando stai senza far niente. Se hai la mente occupata (lavoro, sport, ecc.), essa non può angustiarti.
I pensieri negativi sono falsi, e non gli devi credere, ma hanno anche una grande funzione: ti stanno dicendo che devi cambiare modo di pensare e di comportarti.
Per i libri consulta le seguenti pagine: I miei ebook, I miei libri, e Libri consigliati.
Grazie del commento.

Ho letto con molto interesse l’articolo e condivido praticamente tutto.
Però ho un dubbio.
Se uno vive in una realtà dove subisce costantemente aggressioni o violenze la sofferenza è inevitabile. Il caso che mi tocca più da vicino è l’ambiente di lavoro dove da dipendente uno può subire continue molestie dai superiori,persecuzioni,violenze verbali, controlli subire pressioni per ridurre allo zero “l’andare in bagno”per non perdere tempo, straordinari mai pagati …
Il mio ragionamento però si estende a situazioni ancora più difficili pertanto immagino la donna che subisce violenze fisiche/verbali/sessuali dal marito oppure il prigioniero che subisce torture e altre violenze…
La sofferenza tendenzialmente è un’elaborazione mentale pertanto non si può dire che la sofferenza è fuori di noi ma siamo noi che la proviamo ma è altresì vero che alcune circostanze sono “pericolose” per l’individuo e al contrario se uno conduce una vita sana,vivendo in circostanze sane, facendo sport e mangiando prodotti sani ne guadagna come benessere.Il contesto in cui uno si trova conta.
Io personalmente ho accettato la realtà dove stavo lavorando non mi sono opposto a nessuna aggressione e ho cercato di farmi scivolare tutto elaborando un giusto distacco, però quel modo di ragionare è anche faticoso in quel contesto, diciamo che fino a prova contraria non avevo ammazzato nessuno per dover subire certe aggressioni pertanto quando il contratto stava scadendo ho deciso in tutta serenità di prendere in mano la mia vita e di dire di no a quel tipo di politica e di rimettermi in gioco abbandonando il lavoro (con tutti i rischi che comporta ovviamente).
Secondo me è importante che chi subisce violenze non faccia il gioco dell’aggressore.
La mia domanda è come si fa a non soffrire in contesti come quelli esposti?
Accettare la realtà vuol dire accettare passivamente le violenze?
Non è forse meglio reagire cercando in maniera pacifica di cambiare quel tipo di realtà creata dagli uomini (come ad es. lotta non violenta di Gandhi)?
Il suo articolo è più riferito a chi in un contesto pacifico/normale si sente avvilito per motivi vari?
Grazie per l’attenzione
Ciao Mone, le tue osservazioni sono molto pertinenti e logiche e le domande legittime e giudiziose.
Accettare la realtà non significa essere passivi, e neanche aggressivi, ma assertivi, ossia agire con avvedutezza.
Purtroppo, quando viviamo in ambienti svirilizzanti o subiamo un’aggressione fisica o psicologica, diretta o indiretta, le emozioni negative come la rabbia, la paura, l’ansia, il risentimento, l’odio, il desiderio di vendetta, ecc. finiscono per impossessarsi subitamente della nostra mente causando pensieri negativi e opprimenti e perdiamo la capacità di ragionare. Reagire senza lucidità mentale e quindi sotto l’effetto di emozioni negative troppo forti, ci fa essere violenti e irrazionali, oppure ci sentiamo paralizzati come nel caso di un lutto improvviso e inaccettabile di una persona cara, un tracollo finanziario, una malattia molto grave ecc.
Le emozioni negative molto forti come la collera, anche se ciò che sto per dire non si trova in letteratura, hanno il potere di escludere totalmente l’emisfero sinistro del cervello, quello razionale, e ciò spiega la violenza omicida e assurda in persone giudicate ammodo dai conoscenti e vicini di casa: ecco il raptus di gelosia e di follia.
Per recuperare la consapevolezza e la lucidità mentale, ossia il senso di realtà, la prima cosa da fare è accettare la realtà, ossia prenderne atto anziché stare a chiedersi: “Perché succede tutto a me, perché sono stato così stupido, perché sono così sfortunato, vorrei ammazzarlo… ecc. ecc. Rimuginare sulle ingiustizie subite o sulle proprie disavventure, ci annebbia il cervello e ci impedisce di uscire dalla crisi o dal tunnel in cui ci troviamo.
Per cercare la luce occcorre prima rendersi conto di essere al buio; ma se non si riconosce la realtà, se la si nega, se la rifiutiamo, se non accettiamo il lutto, la sventura, il tracollo finanziario, l’abuso, la violenza, non recuperiamo la lucidità mentale e non siamo neanche in grado di trovare una via d’uscita.
Quando le nostre cose vanno male “…ci sentiamo imperfetti, impotenti, frustrati, incapaci, tristi e proviamo immediatamente paura, ansia, rabbia, risentimento, mal di testa, mal di schiena e abbiamo tanti pensieri negativi. E per alleviare la nostra sensazione di impotenza proiettiamo i nostri sentimenti e le nostre inadeguatezze incolpando gli altri, a cominciare da chi ci sta più vicino, ossia le persone più care!” Tutto questo ci rende irresponsabili e irrazionali.
Accettare ciò che è, ti libera dalla confusione e dai pensieri negativi e irrazionali, ti fa trovare la soluzione ai tuoi problemi e potrai agire con calma e avvedutezza! Accettando la realtà acquisisci automaticamente una visione completa e diventi responsabile della tua vita.
Soltanto se smetti di dare la colpa agli altri della situazione incresciosa in cui ti trovi, e ti prendi le tue responsabilità, sei anche in grado di vedere l’altra faccia della realtà, quella positiva, e puoi rimboccarti le maniche con giudizio e non sotto l’effetto della collera.
In sostanza, accettando la realtà, la confusione scompare e si recupewra la consapevolezza, abbiamo le idee più chiare e obiettive su ciò che ci è capitato o ci sta capitando, e siamo anche in grado di ragionare e di trovare la via d’uscita.
Lì per lì bisogna sempre accettare la realtà perché in ogni caso non siamo in grado di cambiarla in alcun modo.
E poi c’è un’altra questione da considerare. Molte volte la fortuna arriva per vie traverse e ciò che noi consideriamo sfortuna potrebbe rivelarsi a distanza di tempo la nostra fortuna. Del resto, il bene arriva attraverso il male (dopo le guerre e i terremoti arriva anche la ricostruzione e c’è tanto lavoro e benessere per tutti).
Voglio dire che la cosa più sbagliata è perdere la speranza e agire d’impulso, sotto l’effetto della rabbia, credendo di avere ragione mentre in realtà anche la ragione ha due facce o due punti di vista. Quando si viene alle mani è perché ciascun contendente crede fermamemente di avere ragione. Quindi, senza lucidità mentale e consapevolezza si commettono molto errori, e soltanto attraverso l’accettazione della realtà smettiamo di essere confusi e in guerra con noi stessi e con gli altri. E quando siamo in guerra con gli altri gli ostacoli e i dispiaceri si triplicano…
Reagire, soprattutto d’impulso, porta altri guai.
Ti ringrazio per la celere risposta.
In effetti credo anch’io che nella vita possa accadere di vivere situazioni piacevoli come spiacevoli.Sicuramente la differenza sta a come le si vive. Se si vive nel momento presente si è in grado di godere di ciò che è piacevole se invece si vivono situazioni spiacevoli si è in grado di avere la lucidità necessaria per superare il brutto momento senza aggravare ulteriormente l’inevitabile sofferenza.
Ti ringrazio pertanto della precisazione su questo aspetto che credo interessi molte persone
Ciao Mone,
è proprio così: tutto dipende da come si interpretano gli eventi, e questo dipende molto dall’atteggiamento positivo o negativo della persona.
Vivvere nel presente ci tiene lontani dai brutti ricordi del passato e dall’ansia per il futuro.
Grazie per l’intervento.
Pasquale
Buongiorno, volevo solo aggiungere che la paura della realtà, ovvero dello sconcerto che il suo smascheramento comporta, si chiama Apatepofobia. Cfr http://technesya.blogspot.it/2012/01/apatepofobia-e-atiquifobia.html
Grazie per l’informazione e per il commento.
Pasquale
Ciao Pasquale,
complimenti per i tuoi articoli. Condivido le tue affermazioni.
Ho trovato molto in comune con i libri di Eckart Tolle: Il Potere di Adesso; Un nuovo mondo.
I concetti espressi da Tolle sono esattamente gli stessi di quelli da te scritti nei tuoi articoli.
Dopo aver letto i suoi libri sono stato per mesi molto bene poi purtroppo ho perso consapevolezza e per assurdo mi sono trovato in uno stato di estrema inconsapevolezza che mi ha fatto soffrire molto fino a portarmi a degli stati di ansia e di panico.
Purtroppo non è facile vivere in uno stato di consapevolazza quando si è circondati da tante persone incosapevoli, persone dominate da un profondo ego.
Oggi mi sono ritrovato su questo blog perchè preso da uno stato di sofferenza ho voluto cercare pareri per tranquillizare il mio stato di ansia. Sono contento di aver ritrovato come medicina gli stessi concetti che mi hanno reso felice per mesi. E’ un motivo in più di credere che ero sulla buona via e che è il caso ri riprenderla.
Ti ringrazio.
Michele
Ciao Michele,
grazie per il tuo feedback. I concetti da sapere per essere felici e soddisfatti sono pochissimi. Ne parlo con cognizione di causa nel mio nuovo ebook pubblicato su Amazon Kindle.
http://www.amazon.it/benessere-della-felicit%C3%A0-Miglioramento-personale-ebook/dp/B00FZRX5D2/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1388329516&sr=8-1&keywords=la+leva+del+benessere+e+della+felicit%C3%A0
Seguimi più spesso.
Salve dottore,mi rivolgo a lei perché sono disperata..sto con il mio ragazzo da quasi un anno,lo amo moltissimo,prima di lui ho avuto una relazione molto turbolenta durata qualche mese e finita male che mi ha ferito molto. Con lui ho ritrovato la pace. Da tre mesi purtroppo,alterno dei periodi di fortissima ansia,a volte la mia testa si fissa sul fatto che lui non mi ama più,per motivi davvero futili e periodi in cui vederlo mi provoca ansia,la paura immensa che io non provi più nulla per lui e ogni cosa che guardo che mi ricorda lui mi fa scoppiare in lacrime come se ci fossimo già lasciati. Una volta,in preda all ansia l ho lasciato e sono stata malissimo,mi sono sentita male,urlavo come se qualcuno me lo avesse portato via contro la mia volontà…mi sono rivolta ad una psicologa cognitivo comportamentale maa non mi sta aiutando molto,anzi alimenta i miei pensieri negativi ed esco in lacrime dal suo studio. Sono disperata,ho provato a dare ragione ai pensieri negativi ma ciò mi porta a stare malissimo a piangere continuamente e a non vivere più. Sto provando a controllare l ansia,a trasformarli in positivi,amo troppo il mio ragazzo,per favore mi aiuti
Cara Michela,
l’ansia te la fai venire tu stessa a causa della tua eccessiva preoccupazione. La quasi totalità dei pensieri sono automatici e cioè non sei tu ad averli volontariamente, ma vengono da soli e non puoi farci asolutamente nulla. Cioè non puoi e non devi combatterli, ma acettarli con comprensione ed amore. Solo così essi ti lasciano in pace.
Vero è che soffri probabilmente di bassa autostima, il che spiega perchè ti soffermi troppo su di essi e ti mostri preoccupata più del necessario.
Per non soffermarti a ragionare su questi pensieri automatici e assurdi, e spaventarti a morte inutilmente, devi accrescere assolutamente la tua autostima, l’amore per te stessa, la fiducia in te stessa e nela vita.
Non sforzarti a trasformare i pensieri negativi in positivi, è controproducente. Cambia soltanto i tuoi pensieri, pensa a cose belle anziché a cose brutte. Le preoccupazioni eccessive sono la causa dell’ansia!
Ma è anche vero che devi avere pazienza, devi accettare i momenti tristi della vita che come i pensieri stesi, sono automatici. Insomma, se non accetti il brutto perdi anche il bello della vita. Tanti auguri!

Pasquale
Grazie pasquale senz’altro un ottimo consiglio, infatti secondo me quello che serve a me e’ l’autostima, quando succede che non dormo vado in un ansia incredibile e praticamente mi si blocca il mondo e mi butto giu e penso: ” e senon dormo nemmeno domani? E se domani mi fara’ male forte il petto? E se nn dormiro’ piu come una volta? Praticamente tutti film mentali che non mi riesco a togliere, hai altri suggerimenti per me? Un tuo libro potrebbe essermi utile? Se si mi dici dove procurarlo? Grazie per il tuo aiuto e ti faccio i miei complimenti per la tua saggezza!!
Ciao Gianni,
grazie a te per aver accettato… i miei consigli. Come ho scritto nell’articolo in questione, il nostro cervello produce sia pensieri negativi che positivi, proprio come nella terra prosperano sia le piante coltivate che quelle spontanee.
Anche nel bosco troviamo sia funghi buoni (commestibili) che funghi non buoni (più o meno velenosi). Ora mi viene in mente che anche nella rete dei pescatori capitano sia pesci buoni, che pesci da buttare via.
Gianni, tu i funghi velenosi li raccogli o gli dai un calcio? E se scambi i funghi cattivi con quelli buoni, per esempio l’Amanita muscaria con l’Amanita caesarea, sai a cosa vai incontro? E sai cosa succede al contadino se non fa le zappettature a tempo debito per rimuovere le erbacce?
Tutto questo per farti capire che devi imparare a riconoscere i pensieri “velenosi” che sono del tutto naturali e normali. Se non li riconosci e catturi subito, saranno i pensieri ossessivi e stressanti a catturare e possedere la tua mente e ti porteranno alla disperazione anche se si tratta di uno specifico problema. Infatti un pensiero stressante è molto invasivo e invadente e danneggia tutta la tua vita.
Quali libri suggerirti? Ti consiglio “Se vuoi sbloccarti lanciati” e “La felicità a portata di mano”, ma anche l’ebook “Totomizza le tue paure”. La paura viene spesso sottovalutata, ma essa è all’origine di tutti i problemi quotidiani. Infatti la paura è causata dalla mancanza di qualcosa, è legata al mancato soddisfacimento di un bisogno. Se hai paura della povertà, hai pensieri di povertà e attiri al 100% la povertà. Se invece hai pensieri di prosperità attireai ogni ben di Dio.
Leggendo i miei saggi impari ad avere fiducia (autostima) in te stesso e diventi sicuro e vincente in tutte le aree della vita (amore, lavoro, denaro e salute) perchè capisci che la ricchezza e la povertà, in senso lato, sono soltanto stati mentali e quindi basta pensare in maniera positiva e ottimistica, ossia in termini di abbondanza, per tenere lontani i pensieri stressanti e cambiare totalmente la tua vita.
1abbraccio

Caro pasquale quello che dici tu è giustissimo, anche io come la signora di sopra sono contrario ai farmaci, è pur vero però che i farmaci sono fatti per essere usati e non abusarli, una persona che usa correttamente un farmaco nn e’ assolutamente un drogato come e’ sfato definito prima,, immagina tu..una persona che fuma come un turco é felice e beato uno invece che momentanamente o anche non momentanamente si affida a un farmaco (ovviamente riconosciuto dalla sanità nazionale) bhe quello nn mi sembra drogato. .i farmaci ci sono e vanno usati quando servono e con il controllo del medico. Io credo di iniziare una cura farmacolica ovviamente lieve ma solo questo nn basta..ascoltanto i tuoi consigli devo cambiare vita, amare sempre di piu me e gli altri, accettare in tranquillita che di ansia si guarisce basta cambiare pensieri e per quello che mi riguarda..dirmi che se uno non dorme anche due giorni e lo accetta nn muore mica..che ne pensi caro pasquale? P.s ma il tuo libro dove lo trovo? Ciao pasquale e grazie per la tua pazienza nel starmi a sentire. ..
Ciao Gianni,
tutto dipende dalla qualità dei tuoi pensieri. Ma il discorso è più lungo perché ci sono anche le credenze…
Gianni puoi scrivermi quando vuoi e se vuoi approfondire le questioni, io ci sono. Puoi scrivermi in privato a pfoglia2@gmail.com
Il libro “Se vuoi sbloccarti lanciati” lo puoi ordinare cliccando a questo indirizzo: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__se-vuoi-sbloccarti-lanciati.php?pn=640
Buon weekend

Ciao pasquale. .ti ho scritto in pvt perché penso proprio che tu sia la persona giusta per aiutarmi a sbloccare..ti aspetto. .
“Se vuoi sbloccarti lanciati” è statio scritto anche per te!
1abbraccio

Ciao pasquale, mi chiamo gianni..sono ormai circa tre anni che soffro di ansia legata al dormire. .in pratica vado in ansia quando non dormo..sai anche io sono contrario ai farmaci anche se lo specialista mi rassicura sempre dicendomi che non dovro’ mai abusare di essi ma solo usarli, questo stato di ansia si riperquote anche sul giorno facendomi stare sempre incupito perché ho sempre cattivi pensieri..tu dici di accettare e sono daccordo ma come faccio a traaformare i cattivi pensieri in belli? Certe volte sembra che la mia mente sia in trappola..spero tu possa aiutarmi..ciao e ti saluto cordialmente. ..
Ciao Pasquale,
non ti conoscevo, ma il tuo articolo mi è piaciuto molto. Ti faccio i complimenti perchè credo che tu abbia proprio ragione nel dire che il raggiungimento della felicità sta nell’accettare la realtà stessa.
Io sono infelice da circa tre anni a causa di una separazione non voluta. Questo evento ha offuscato la mia mente, mi ha fatto compiere anche gesti affrettati quali un matrimonio con un uomo che non amo e, oggi purtroppo ho saputo anche di non poter essere confermata per il prossimo futuro sul posto di lavoro.
Caro Pasquale, provo esattamente le sensazioni che ha descritto: senso di oppressione e impotenza, voler per forza cambiare a nostro piacimento la realtà. Come la vogliamo e cerchiamo noi.
Io volevo sposarmi con il mio ex e diventare dirigente sul posto di lavoro dove mi trovo, invece di trovarmi licenziata e sposata con un uomo che non amo.
Sono infelice da troppi anni ormai e mi sto logorando. Non vedo piu’ le cose in maniera lucida e mi sento in totale confusione.
Molto di cio’ che consigli nel tuo post, dipende dal carattere di ognuno di noi. Io ho sempre avuto un carattere da comandante e pensavo che con l’impegno e la dedizione si potesse fare molto per cambiare gli eventi della vita.
Purtroppo non è cosi’. Mi risulta difficile accettare la realtà soprattutto se poi la quotidianità ti riserva altre delusioni, sofferenze e come nel mio caso non essere felice con mio marito.
Seguiro’ i tuoi consigli nel godere di cio’ che abbiamo e cancellare i pensieri negativi dalla testa ma vedere solo cio’ che è reale e obiettivo: nel mio caso accettare che quell’altro uomo non mi amava (altrimenti oggi eravamo sposati), cercare di vivere meglio il matrimonio accettando di buon grado mio marito che è una brava persona e, cercare un altro lavoro senza rimuginare sulle scelte del mio datore di lavoro.
Ti ringrazio e se potrai darmi qualche consiglio a riguardo, avendo letto la mia storia, verrà accettato da parte mia con molto piacere.
Cara Barbara,
accettare la realtà signfica dire sì alla vita, si all’Universo e sì al cambiamento che non è mai una cosa piacevole. Ma per recuperare la lucidità mentale e riuscire a vedere il lato positivo delle cose, l’unica via d’uscita sta nell’accettare la realtà che è anche accettazione e assunzione delle proprie responsabilità.
Penso che tu abbia le idee chiare ormai e sono sicuro che ne uscirai presto. Comunue, io sono sempre disponibile per ulteriori consigli.
1abbraccio

come non riesco e non posso accettare il mondo per come è adesso non posso accettare nemmeno il tuo punto di vista, al massimo posso condividerlo riguardo a questioni futili riguardo le quali si può lasciar correre. il fatto di accettare la realtà per quello che è e rassegnarsi a questo può anche sembrare un controsenso ma mi da la sensazione di una fuga dalla realtà più che un accettazione. per farla breve voglio concludere con un esempio:probabilmente se nella storia tutti avessero accettato la realtà per quello che è la nostra civiltà sarebbe ancora al medioevo, se uno schiavo accetta la sua condizione di schiavo resta schiavo. quindi prendo atto della realtà del mondo e faccio il possibile per cambiarlo e anche aver fatto riflettere una sola persona su questo e sopratutto averle fatto prendere coscienza su questo per me può essere considerato un successo.
se devi vivere strisciando alzati e muori!!!
Ciao Diego,
concordo completamente con le tue perplessità, ma non con le tue conclusioni. L’accettazione della realtà è solo un fatto provvisorio, ma fondamentale per muoversi razionalmente.
Come spiego nell’articolo https://www.pasqualefoglia.com/blog/come-spazzare-via-i-brutti-ricordi-e-i-pensieri-negativi/ “Accettare la realtà non significa subirla supinamente, ma il contrario. L’accettazione di un brutto evento ci consente di recuperare la lucidità mentale perduta a causa delle forti emozioni alle quali siamo stati esposti, emozioni che anestetizzano letteralmente l’emisfero sinistro del cervello, e così riacquistiamo la ragione e il senso di responsabilità e siamo in grado di scuoterci e di rimboccarci le maniche. Bisogna accettare la realtà, il presente, per andare oltre la realtà, oltre il presente”.
Ora, a prescindere dai casi personali, anche se prendiamo in esame le grandi rivoluzioni della storia, compresa l’attualissima rivolta dei giovani in Egitto, ci rendiamo conto che chi capeggia le ribellioni diventerà a sua volta il prossimo… dittatore, e la grande massa di rivoltosi che agisce per nobili ideali, ma in maniera per lo più irrazionale e istintiva, quando la rivolta sarà finita, si ritroverà letteralmente “cornuta e mazziata”. Non so se ho reso l’idea.
Dunque, è ovvio che nessuno accetta la schiavitù e la mancanza di libertà o di democrazia, e nessuno può accettare la fame stando a guardare i “banchieri” che gozzovigliano, ma non è possibile cambiare in quattro e quattr’otto la realtà che non ci piace: le riforme avvengono molto lentamente e spesso col sacrificio, ingiusto e crudele, della vita da parte di molti giovani.
Ma nel mio discorso di accettazione della realtà mi riferisco a situazioni come per esempio un lutto prematuro, una separazione non voluta, la perdita del posto di lavoro, il fallimento, un errore irrimediabile, una grave ingiustizia subita e a tanti altri casi personali in cui si smarrisce spesso la ragione proprio perchè non si vuole accettare la realtà troppo dolorosa che ci è piovuta addosso e si finisce per dare la colpa agli altri della propria situazione.
La non accettazione della realtà ci fa essere in guerra con noi stessi e col mondo che ci circonda e questo fatto non gioca certamente a favore del benessere personale.
Grazie del commento.
Grande Pasquale ,lo ammetto ,i pensieri sono una trappola,che ci possono dare brutte
senzazioni fisiche,lo sto provando sulla mia mente,bisogna allenarsi per essere in equilibrio.
Ieri mi e’ arrivato il tuo libro:la felicita’ a portata di mano.
Non vedo l’ora di leggerlo.
1 abbraccio Gavino
Ciao Gavino,
il segreto di una vita esemplare è: evitare le esagerazioni sia in eccesso che in difetto!
“La felicità a portata di mano” ti caricherà al punto giusto accrescendo potentemente la tua consapevolezza!
Grazie Gavino.

1abbraccio
Quello che ho letto mi lascia sbalordito è possibile che un’uomo a 40 anni, dopo tante sofferenze non abbia mai preso in considerazione che per essere felici è ora di accettare la realtà?…ciao Paquale un giorno mi piacerebbe conoscerti.
Ciao Gianfranco,
io ce ne ho messi di più di anni… per capirlo. Meglio tardi che mai, non ti pare?
1abbraccio

ho avuto ictus emorragico 08/08/2012, il 2016 mia moglie ha detto di non far venire un terapista a pagamento, tanto non ti prendi più, dimenticando che mi si
bloccherebbe braccio e gamba.
non posso dirle che ci sono nuovi strumenti di riabizzazione, perchè hai soldi
e chi ti può portare a benevento, dove hanno il tms.
tutti si meravogliano come mi riprendo, parlo da solo, con mia moglie non si parla mai
Ciao Guido,
L’amoRe cura più di qualsiasi medicina e terapia.
L’amore di sé, che è quello più genuino e più efficace, può fare miracoli.
Amati alla follia a dispetto di tutto e di tutti.
1abbraccio
Pasquale
Accettare la propria confusione invece di giudicarla, a questo oggi son arrivata.
Capirla e calmarsi, cercar di rendersi conto che non è arrivata da sola e si è abili di rispondere, responsabili e si è parte di ciò che accade. Non giudicare la confusione, come il sangue non giudica il cuore che lo dirama più veloce verso il corpo in presenza di pericolo, lo prepara alla corsa. Così la cimice perde energie nel cercar, a grembo all’aria, di rigirarsi. E la rondine con un’ala rotta, continua a cercar di prender il volo, affaticandosi ai nostri occhi. Ai nostri occhi.
La confusione, la compressione di tanti pensieri in una sola persona, crea nel mio caso affaticamento corporeo e voli pindarici in tempo zero, possibilità di commettere gravi errori, causati da dimenticanze, da omissioni, sono troppo nei miei pensieri, c’è un nodo da slegare e mi butto nel gomitolo. Mi aiuta considerare che in un giorno o un mese un punto di vista non può cambiare così ampiamente, razionalizzare e cercare di far passare la febbre mentale, cambiando spesso il cuscino surriscaldato su cui poggio la testa; in che modi? Dipende. Cercando i silenzi e togliendo qualche mattone, ponendomi in situazioni nuove e cercando di essere molto presente anche se fatico, molto attiva in quel che faccio (anche il riposo può essere attivo!). Insomma metterti in situazioni dove la mia ombra, il mio agire, il mio pensare o non pensare, abbia un riscontro visibile. Togliermi dai contesti che non permettono alla mia confusione di esplicitarsi, di raffreddarsi.. Guardare la televisione da sola abbuffandomi nel mio caso è una maniera di fingere di prendermi il tempo per riflettere e calmarmi, è un sedativo, quindi lo evito, specialmente se non sono in compagnia e non lo faccio per star meglio, ma per cercare tregua. Cercar tregua da me stessa nella realtà tangibile, in cui sono attiva con più parti di me possibili. Accettando un’attività in compagnia ed esercitandomi ad ascoltare le esperienze altrui, a discapito del ronzio in testa, condividere una risata o un pianto. Oppure non far nulla,quando la confusione è tanta, io non giudico lo scappare, il cambiar brutalmente abitudini. Se la confusione è tanta, c’è qualcosa in pentola che bolle. La re-azione è personale.
Sì, gli effetti saranno evidenti., ma alla base credo ci sia qualcosa da scegliere, quando ci si sarà aiutati a sbollentare la testa o nell’aiutarsi a sbollentarla.
Grande confusione merita grande scelta, che può essere accettare la realtà, non accettarla affatto agendo in un tentativo di smuoverla (un cambiamento nasce da una pre-visione), distanziarsene incombendo in una nuova. In ognuno dei casi si ha un ruolo rispetto all’ambiente e la realtà in cui si sta agendo ultimamente o abitualmente.. Ma ora speculo, perché la voglia di discutere ciò che riesco a capire, mi porta a non aver rispetto di chi legge e così mi impongo, scusate. Volevo dire che la confusione anche merita di essere accettata e non giudicata subito. Magari trasferendosi per un po’ in una mela cotogna e smettendo di ascoltare qualsivoglia consigli, miei inclusi..!
http://gibranmadman.blogspot.it/2006/05/la-melagrana.html
Ciao Telise,
potremmo dire: benedetta accettazione!
Certamente, perché per riacquistare la lucidità mentale bisogna accettare la realtà, prendere coscienza della propria confusione senza giudicarla o criminalizzarla. L’accettazione è l’acqua fredda che fa cessare l’ebollizione dell’acqua nella pentola, pardon della mente affaticata per i troppi pensieri. La mente surriscaldata è gioco forza confusa e smarrita. Un consiglio inusitato: bevi molta acqua! L’acqua raffredda il cervello.
L’accettazione rasserena e calma la mente e la mette in grado di comprendere la situazione e di assumersi le proprie responsabilità, quindi fa cessare le pericolose proiezioni (con le le quali si accusa gli altri dei propri guai) e fa emergere l’ombra nascosta.
Ci sono veramente tanti motivi per cui l’accettazione è taumaturgica. Molte volte si giudica la situazione molto più grave di quanto non sia, ignorando che spesso “la sfortuna è la tua fortuna” e che dal male nasce il bene.
Accetta la realtà e la confusione sparirà.
1abbraccio

Grazie Paolo, hai ragione: la luce è tutto! Senza luce non c’è vita, non ci siamo noi, e non c’è nulla!
1abbraccio
ciao pasquale mi chiamo simonetta ed ho 56anni !! leggo con piacere quello che scrivi e cerco di farne tesoro ! sto attraversando un momento molto difficile che non so come si evolverà ! sono completamente priva di energia e demotivata ! non riesco più a provare piacere per nulla ! sono sempre stata una ottimista e nonostante tutto voglio continuare ad esserlo ! ma la vita mi sta mettendo a dura prova ! la perdita del lavoro è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso ! mi sono data da fare ma ……..niente ed alla mia età non è facile ! sono stanca di sentirmi dire che non sono la sola ad essere in questa situazione . Non è una consolazione ed è la mia di vita che sta andando male . tu mi domanderai : cosa vuoi da me ? niente ma il fatto è che non riesco a vedere la luce !! cerco di mettere in pratica gli insegnamenti del pensiero positivo ma evidentemente la mia parte inconscia la fa da padrona ! sto leggendo “come ottenere il meglio da sè e dagli altri ” di Anthony Robbins e la cosa che mi ha colpito è quella in cui lui afferma che per certi cambiamenti non occorra tanto tempo ma che con l’aiuto di determinate ” ancore” e ” rincorniciamenti” il cambiamento può essere immediato ! vorrei la tua opinione a riguardo anche perchè lo hai messo tra le icone sulla copertina del tuo libro !!
Ciao Simonetta,
hai tutta la mia solidarietà. Certo, senza lavoro come si fa a vivere e come si fa a restare sereni? Antony Robbins è il più grande motivatore vivente ed il suo libro ha incantato milioni e milioni di persone, me compreso. Ma poi la gente continua a stare male e a non risolvere un bel nulla. Non si può né manipolare gli altri, né manipolare la propria vita: la disillusione non si fa attendere molto ed è sempre cocente.
L’unica cosa che possiamo fare per risolvere i nostri problemi è indagare i nostri pensieri perchè sono essi che ci fanno soffrire. La realtà non è mai così brutta come i pensieri ce la fanno apparire. Di fronte a problemi così gravi e stressanti tu sei talmente confusa e indecisa sul da farsi che non riesci a vedere la luce e ti senti demotivata e priva di energie. Eppure il sole sorge ogni giorno e dopo la tempesta ritorna sempre la quiete! Dici che sei ottimista, io vedo invece tanto pessimismo e ti comprendo perfettamente.
Il mio consiglio è questo: per prima cosa devi recuperare la tua lucidità mentale, la tua chiarezza interiore, non certo con l’uso di ancore miracolose o altre diavolerie della PNL: devi accettare la realtà, ingoiare il rospo, anzicché ribellarti di fronte alle ingiustizie della società. Lamentarsi e ribellarsi non serve a nulla e aumenta la confusione e lo stress. Accettando la realtà recuperi la tua chiarezza interiore e il senso di responsabilità verso te stessa e la tua famiglia. Recuperare il senso di responsabilità significa, cara Simonetta, che la responsabilità non è mai degli altri, non è mai esterna a noi, ma sempre personale, anche se non bisogna farsene una colpa. Insomma, sei tu che ti devi rimboccare le maniche, ma veramente, non io (faccio x dire)!
Ma non è finita. Hai citato Antony Robbins. Il capitolo più interessante dei libri di Robbins è dove parla delle credenze limitanti, anche se non ci spiega, o per lo meno non ci fa capire bene che le credenze negative sono la causa dei pensieri ossessivi e dello stress. Ma il suo libro è stato una rivelazione.
Nel tuo breve discorso io ho trovato una sola credenza micidiale: “Mi sono data da fare, ma alla mia età non è facile”! E’ questa credenza che ti blocca, cara Simonetta: la mia convinzione invece è che la vita incomincia a 60 anni. Per me è stato così, sinceramente.
ciao,
mi chiamo tiziana e leggo da poco i tuoi articoli, li ho trovati molto utili, però la verità è che come a te sembra facile, e a dire la verità leggendoli trovo tutto molto facile anche io, poi come si suol dire dal dire al fare in mezzo ci sta il mare.
ovviamente se sono arrivata a trovare i tuoi articoli e se sono qui a scriverti è perchè sto attraversando un periodo di “confusione pazzesca” che non mi fa vedere la realtà come dovrei e di conseguenza non riesco più a provare serenità, gioia e amore per quello che faccio nella mia vita di tutti i giorni.
cerco di sforzarmi e cerco di contenere i miei pensieri, cerco di cambiarli, ma più ci provo e più loro si prendono gioco di me, cambiando strategia.
ho 41 anni e ho sempre puntato l’obbiettivo e sempre raggiunto, l’ultimo che ho raggiunto, qualche mese fa, mi ha lasciato un vuoto, sono bloccata, non riesco ad andare avanti e quel che è peggio ho un’immagine di me davvero brutta, come se l’io che ho sempre apprezzato, amato e stimato mi abbia abbandonato.
Chiudo perchè sto scrivendo tanto e conoscendomi più scrivo e più creo confusione.
In realtà volevo solo ringraziarti, perchè metti al servizio di tutti la tua esperienza e questo aiuta molta gente.
Grazie di esistere!
Un abbraccio a te e a tutti i tuoi lettori e ammiratori!
Ty
Grazie Tiziana, ricambio l’abbraccio! Hai ragione quando dici che a me sembra facile. Per me è veramente facile perché ho raggiunto un ottimio livello di CONSAPEVOLEZZA, anche se non bisogna mai perdere la modestia!
Ritengo sagge le parole di dover accettare la realtà così com’è per vivere bene ma, come si concilia tutto ciò con quanto hai asserito in altre sedi (tra cui anche in un tuo libro a tal proposito) per cui dicevi che è importante buttarsi nell’azione? nel momento in cui si agisce, ciò non implica in qualche modo di incidere sulla situazione presente?
Ciao Rita,
grazie per questa domanda. L’accettazione della realtà non è rinuncia, ma AZIONE! Accettazione della realtà significa assunzione delle proprie responsabilità, il che spinge a rimboccarsi le maniche a a darsi da fare: quindi più azione di così!
Accettare la realtà è indispensabile per fare chiarezza dentro di sé. Se non conosci qual è il tuo problema, come puoi affrontarlo e risolverlo?
Accettando ciò che è, pensierio e azione si muovono nella stessa direzione senza conflitti e senza inutili resistenze. E così arriva la lucidità mentale e sai cosa devi fare per rimediare alle situazioni.
Se non accetti la realtà, continui a fare resistenza e a lamentarti senza concludere nulla e senza trovare chiarezza dentro di te!
grazie per la risposta. Devo seguire il tuo consiglio. Anche nella vita devo prendere tutto serenamente, mi arrabbio quando le cose vanno male, faccio le corse per un appuntamento inutilmente. Sono troppo preciso, ma non sono tutti come me e a volte non me ne rendo conto ma chi me lo fa fare. Per il discorso della bilirubina è proprio come dici tu, devo imparare a rilassarmi forse è proprio quello il mio problema
Caro Antonio,
nessuno nasce imparato! Io ritrovai la libertà… quando appresi che dovevo essere più flessibile e più distaccato. Lo trasferisco anche a te questo consiglio di tutto cuore perché la rigidità e l’attaccamento sono i peggiori difetti, sotto tutti i punti di vista! L’eccessiva rigidità di carattere (leggi anche il voler aver per forza ragione) e l’eccessivo attaccamento alle persone e alle cose provocano stress, frustrazione, depressione e… malattie!
Eh si hai proprio ragione la devo finire col dannarmi, devo insistere, la vedo dura ma è per il mio bene e per laos salute. Ora sono lontano dalla famiglia per lavoro, da mio figlio e forse questa cosa si accentua ancora di più. Faccio fatica a dormire quando lavoro di notte per l apprensione che suoni la campana per uscire, sono un pompiere e faccio questo lavoro da poco. Scusano se insisto ma parlare con te mi fortifica
Ciao Antonio,
fare il pompiere è uno dei più nobili mestieri perché sei al servizio della comunità. I pazzi danno fuoco e tu intervienei senza chiederti chi sia il pazzo; sei pronto a fare qualunque cosa quando si tratta di salvare una persona; ti distingui durante le alluvioni, i terremoti e in ogni calamità. Senza i pompieri la società non saprebbe difendersi dalle bizzarrie della natura. Abituati al suono della camppana: è la campana che ti fa Grande!
Sembra strano ma è così. Da quando sono entrato nel corpo non riecco proprio a rilassarmi. Soprattutto quando faccio il turno di notte sai che ci riposiamo, tutti dormono tranne me come se stessi vigile aspettando la chiamata. Ma anche a casa per dire il pomerigio che potrei rilassarmi un Po non dormo. Arrivo alle sera che son distrutto. Ti chiedo,Forse non mi sono sono addentrato del tutto in questo splendido lavoro?
Caro Antonio, gli altri dormono facilmente perché sono veterani! Da’ tempo al tempo e soprattutto ama molto il tuo lavoro, e vedrai che arriva anche per te il sonno!
CONFERMO TUTTO QUello che dici e ti preannuncio che apprezzo sempre i tuoi articoli. La mia esperienza che voglio dirti è questa e vorrei un consiglio. Da qualche anno mi hanno diagnosticato la sindrome di ghilbert. non so se la conosci. è una malattia benigna del fegato. Bene. in caso di stress mi STRESS il valore della bilirubina mi aumenta e la parte bianca dell occhio si colora di giallo. mi fisso a guardarmi sempre allo specchio anche perchè mi ferma la gente per strada e me lo ricorda. Lo so sbaglio ma a volte è piu forte di me, dovrei imparare a convivere altrimenti peggiorero sempre
Caro Antonio,
Ringrazia Dio che si tratta di una malattia benigna. Ma vorrei farti capire che non è tanto il fegato o l’intero corpo il vero problema, ma i brutti pensieri sul fegato… Ecco perchè se tu riuscissi ad accettare la tua situazione, pensando magari a chi sta peggio di te, non avresti più cattivi pensieri e non ci sarebbe l’aumento del valore della bilirubina. Hai detto bene: bisogna imparare a convivere con i propri acciacchi. Meno ci pensi e meglio è. E per non pensarci devi tenere sempre la mente occupata a fare qualcosa.
ti preannuncio che leggere i tuoi articoli è sempre gratificante. Confermo tutto quello che dici, io sono uno che si fissa molto e mi comporta spesso pensieri negativi. Es da quakche
Grazie Antonio!
Effettivamente i colpi bassi e i dardi più brutti li riceviamo dall’interno, non dall’esterno, come stupidamente crediamo.
Un altro passo avanti
L’abbraccio
Mario
Ciao Mario,
ho riportato la citazione di tuo nonno nell’articolo che ho pubblicato su piuchepuoi.it: http://www.piuchepuoi.it/mens-sana-in-corpore-sano.html.
Grazie
Pasquale, come sempre hai colto nel segno!
Penso che il tuo concetto possa anche essere riassunto con una massima di Freud che lessi qualche giorno fa: Il prezzo del progresso di paga con la riduzione della felicità, dovuta all’intensificarsi dei sensi di colpa.
Ciao Stefano,
probabilmente il progresso c’entra solo relativamente perché si tratta di fattori ancestrali. I motivi dolenti sono le credenze limitanti, da cui nascono i pensieri negativi, e le proiezioni che fanno si che diamo sempre la colpa di ciò che succede agli altri e mai a noi stessi.
Capisco benissimo quanto dice Mario. Spesso i pensieri negativi ci martellano la mente facendoci stare male. E ci si avvilisce quando, pur leggendo tanti bei consigli, come quelli suggeriti da Pasquale, pur divenendo consapevoli di come dovremmo fare per stare bene, pur riuscendo a fare bellissimi ragionamenti di saggezza, poi non riusciamo a mettere in pratica quanto appreso razionalmente. Ma posso confermare che la costanza e l’impegno premiano sempre, senza nemmeno che ce ne accorgiamo, come la goccia così piccola e leggera col tempo corrode la roccia, così avviene nella nostra “testa dura”. Se noi siamo tenaci, il nostro inconscio elabora quanto appreso, piano piano lo assimila e poi lo mette in pratica. E’ chiaro che non possiamo pretendere il miracolo in un istante, siamo esseri umani, e in quanto tali molto complessi, non è facile ristabilire gli equilibri compromessi. Ma diamo tempo al tempo, inondandoci intanto di fiducia e speranza, già questo ci farà vivere meglio, poi, continuiamo a leggere frasi corroboranti, leggiamo le esperienze degli altri, scambiamoci le idee, e poi quello che per noi ora appare solo un miraggio, un miracolo, col tempo accadrà.
Buona vita a tutti.
Ciao Rita, sei sempre saggia e illuminante. Il motivo per cui la goccia va così lenta a corrodere la roccia è che la roccia è troppo dura e resistente. La roccia è rappresentata dalle vecchie credenze limitanti di cui non siamo coscienti, e così facciamo sempre gli stessi errori, insistiamo con gli stessi pensieri sbagliati, ossia con le nostre fissazioni, e la goccia perde di efficacia.
Basta eliminare quei pensieri ossessivi… accettando la realtà, accettando ciò che è e che non possiamo modificare, che è anche la verità, anche se poco piacevole, ed ecco che la roccia si frantuma da sola in un attimo!
Ecco dunque il problema: vogliamo testardamente cambiare qualcosa che non va, che non ci garba, non riusciamo a ingoiare il rospo, e perciò si continua a soffrire e a “morire”.
Il segreto è che dobbiamo smettere di voler entrare nella testa degli altri, considerato che dopo tanti anni non abbiamo ottenuto alcun risultato utile, e prenderci finalmente le nostre responsabilità anziché dare la colpa agli “altri” per i nostri turbamenti e fallimenti! Non è questione di strategie sbagliate se non riusciamo nei nostri intenti, se non riusciamo a liberarci di certi pensieri, ma dipende dal fatto che non possiamo cambiare la realtà, non possiamo cambiare le situazioni, né tanto meno cambiare le persone, quindi non ci resta che accettare la situazione per far sparire il problema!
I nostri neuroni non ci arrivano da soli a smetterla di pensare sempre alla stessa cosa, dobbiamo aiutarli noi!!!!!!!!!!!!!!!!
Essi ormai sanno ragionare solo in quel modo “ossessivo” e noi scioccamente gli prestiamo attenzione, gli diamo importanza, anziché cercare di capire che (i neuroni) ragionano in modo sbagliato, perché ci danno ragione mentre in realtà abbiamo torto! Il punto cruciale per venirne fuori è ammettere anche i nostri torti, le nostre colpe!
Non vi pare una cosa folle prendersela, per esempio, con il padre o la madre anche dopo la loro morte, o prendercsela con il mostro… a distanza di tanto tempo dai fatti accaduti? E’ così che succede con le fissazioni perché i neuroni ormai sono entrati in corto circuito e soltanto non pensandoci più possiamo uscirne; e per non pensarci più dobbiamo ingoiare il rospo accettando la realtà e convincerci che le nostre storie sono false, che siamo sulla cattiva strada, che è tutto sbagliato. Ciò che noi pensiamo è sbagliato. Per es. la colpa non è del nostro nemico…, ma nostra! Proprio quello che non siamo disposti ad ammettere perchè è così comodo dare la colpa agli altri! Ma in questo modo restiamo prigionieri dei notri fantasmi e non ce ne liberiamo mai.
Accettare la realtà significa anche prendersi le proprie colpe: solo così si diventa liberi, soltanto così la mente cessa di perseguitarci!
E’ tutto vero quello che scrive sig. Foglia, ma c’è un ma…
I suoi scritti e i suoi consigli mi hanno aiutato molto, diciamo che vivo quasi in un mondo technicolor (sono fortunato 🙂 ), ma come dicevo prima c’è un ma…
A volte la tua mente non riesci a controllarla, va alla ricerca incessante di pensieri negativi indipendentemente dalla tua volontà, senza accorgertene. Va alla ricerca dei colpi bassi che hai ricevuto; cerca e trova tutti i dardi del destino che ti hanno trafitto e piegato. E anche se sei riuscito a rialzarti e ad andare avanti a testa alta, accettando quello che ti rimane, la tua mente riesce a soggiocarti: ti fa entrare nella spirale dei giochi perversi, ti illude di farti stare meglio, lacerandoti lo spirito.
Mario, sei un grande! Hai perfettamente ragione. La mente ha bisogno delle sue storie e si crea per lo più storie deprimenti, tristi, ma anche false!
La mente riesce a soggiogarti perché è confusa, perché non sa come uscire dal buio della notte e perciò incontra continuamente i suoi fantasmi e i suoi mostri. Ma è tutto falso!
Sono le proiezioni dell’ombra nascosta che creano fantasmi e mostri. Quando un pensiero ti turba devi rigirarlo al contrario. Quando pensi: mio padre non mi ama devi intendere: io non amo mio padre; quando pensi: mia madre è sporca, devi intendere: io sono sporco; quando pensi il mio amico si comporta male, devi intendere: io mi comporto male; quando pensi la mia donna non mi rispetta devi intendere: io non rispetto la mia donna. Quando pensi ai “colpi bassi che hai ricevuto” devi pensare ai colpi bassi che hai inferto, magari inconsciamente e involontariamente; e quando la tua mente “cerca e trova tutti i dardi del destino che ti hanno trafitto e piegato” devi intendere quante persone ho trafitto e piegato con i miei dardi senza neanche rendermene conto.
La mente ha questa peculiarità fuorviante: dà sempre la colpa agli altri!
Quando cerchiamo di farci gli affari degli altri, quando pretendiamo di influenzare gli altri, quando vorremmo cambiare le persone, la realtà e le situazioni, quando accusiamo a spada tratta, ci comportiamo come pazzi perché la mente è in corto circuito. Perdere la lucidità mentale, perdere la chiarezza interiore, pensare ostinatamente alla stessa cosa è come perdere la ragione!
Accettando la realtà, accettando ciò che è, con umiltà, pazienza e fiducia, si possono affrontare e sconfiggere i fantasmi e i mostri della paura e dell’ansia. Ma mi rendo conto che per chi è vissuto a lungo nel buio, è difficile anche immaginare di poter rivedere la luce, e si è talmente affezionato alla sua depressione e alle sue frustrazioni da non volersene privare… E le credenze negative da cui si formano le abitudini peggiori continuano a creargli storie deprimenti e frustranti.
Ma come dice Rita, la goccia della speranza sta lentamente formando un grande lago, il lago della consapevolezza e dell’amore.
Ciao Pasquale,
ieri nel commento sull’accettazione della realtà abbiamo un pò parlato dei giovani che assumono droghe o alcol per placare il loro disagio interiore.
Te ne vorrei un pò parlare perchè non è una cosa che mi riguarda in prima persona però ci sono delle mie amiche che abusano di queste sostanze.
Io sono assolutamente convinta che ad ogni disturbo d’ansia è associato un aumento nell’abuso di alcol,droghe, cibo e farmaci come gli ansiolitici.
Ma io sono assolutamente contraria a queste cose sopratutto ai farmaci come appunto gli ansiolitici per eliminare l’ansia.
Perchè sono convinta che quando ci si anestetizza bevendo, mangiando tantissimo e prendendo delle gocce di ansiolitici , si comunica a se stessi il messaggio di non riuscire a gestire le proprie emozioni o le proprie preoccupazioni.
Non si riflette mai a fondo su di esse nè si esamina quanto, di fatto, sia irrazionale il proprio modo di pensare.
La grande attrattiva della anestetizzazione io credo risieda nel fatto che ha un’efficacia immediata ed è facilmente accessibile quindi pensiamo che sia meno pericoloso ma in realtà cosi facendo non riusciamo a capire che cosa davvero ci fa stale male e a risolvere il problema che ci affligge.
E anzi i problemi diventano due : l’ansia e il comportamento autodistruttivo.
Tu parli molto sopratutto dell’abuso di alcol e droghe ma secondo me è anche molto importante mettere in mezzo a queste sostanze i farmaci come appunto gli ansiolitici.
Ormai molte persone ne fanno un uso quotidano e spropositato.
Ma io sono convinta che solo le persone che hanno dei disturbi legati all’ansia per malattie mentali debbano prendere dei medicinali, perchè in quel caso sono assolutamente utili. Ti aiutano a condurre una vita normale, perchè diciamocelo ci sono persone che non escono di casa per l’ansia. Ma quello di cui io sono convinta è che l’ansia in queste persone è dovuta a delle psicopatologie .
Quindi è molto importante capire chi deve e chi NON deve prendere dei farmaci.
Io non riesco ad accettare il fatto come delle persone giovani come me e sane di mente e che non hanno nessun tipo di problema e quindi conducono una vita assolutamente normale possano cominciare a prendere degli ansiolitici !
Scusami ma sono un pò arrabiata perchè molti giovani e persone adulte che io conosco mi propongono di prendere della cocaina, della mariuana, degli ansiolitici ..e la cosa che mi fa arrabiare è che fanno passare me per la sciocca che tenta di capire qual’è il problema , la causa che mi provoca l’ansia.
Vedi Pasquale, me ne rendo conto pure io da sola…è vero prendere dei farmaci può calmare l’ansia..ma a che prezzo ? io sono convinta che chi prende degli ansiolitici è una persona che non vuole combattere, una persona che non ci vuole neanche provare.
Io preferisco tenermi l’ansia ogni giorno e capire….accettare la realtà di dire…ok sono una persona ansiosa ..sono contenta di me stessa perchè questa ansia non mi ha mai dato nessun tipo di problema…e poi ormai lo so bene…L’ANSIA NON SI PUÒ ELIMINARE…fa parte del nostro corredo biologico..quindi se io prendo dei farmaci per eliminare l’ansia e l’ansia non si può eliminare che vuol dire che devo prendere dei farmaci a vita ? quindi dovrei diventare una drogata ? e prendere queste cose a lungo andare non può causare problemi fisici ben più gravi ? molto più gravi che il sentimento dell’ansia stessa che il massimo di male che può fare è far venire la tachicardia ?
Nel mio caso io mi rifiuto di prendere degli ansiolitica perchè ho capito che io DEVO imparare ad accettare le mie emozioni, la mia paura, la mia ansia.
Devo abituarmi a loro ….capire che sono solo emozioni passeggere e sono sicura che prendendo degli ansiolitici l’ansia diventerebbe un vero problema.
E questo io tento davvero di dirlo in giro alle persone che io conosco e che sono simili a me…ma raramente mi ascoltano.
Infatti ti giuro in questa mia idea mi sento un pò sola perchè sono davvero poche le persone che conosco che non abusano di queste sostanze.
Però io sono convinta di stare facendo la cosa giusta.
Tu che cosa ne dici ? vorrei davvero che mi dicessi la tua opinione.
Un abbraccio
Cara Eva, che lungo discorso… il tuo! Ma hai scritto tante cose importanti e te ne sono grato. Sono anche io convinto che “ad ogni disturbo d’ansia è associato un aumento nell’abuso di alcool, droghe, cibo e farmaci come gli ansiolitici”. E’ vero: “molte persone ne fanno un uso quotidano e spropositato”. Ed è male perché la scorciatoia è sempre molto insidiosa e pericolosa: si rischia di cadere e di farsi molto male, o meglio ancora più male!
Hai ragione ad arrabiarti quando dici: “Scusami ma sono un pò arrabbiata perchè molti giovani e persone adulte che io conosco mi propongono di prendere della cocaina, della mariuana, degli ansiolitici… e la cosa che mi fa arrabiare è che fanno passare me per la sciocca che tenta di capire qual è il problema, la causa che mi provoca l’ansia”.
Tuttavia, se non avessi anche tu uno scheletro nell’armadio, ossia un’ombra che ti perseguita e ti attira verso il baratro, non te la prenderesti così tanto. Ogni volta che ci arrabbiamo è sempre perché è stato colpito un nostro tasto dolente! Se per te non fosse un problema non ne parleresti neanche, o comunque ne parleresti in maniera disinteressata. Ma anzichè rammaricarci e prendercela con i nostri nemici, nel tuo caso i tuoi conoscenti e amici, dovresti ringraziarli perché è grazie a loro, grazie ai reclusi con i loro misfatti, che ti tieni lontano dal fare gli stessi errori!
Quando qualcosa ci colpisce e ci arrabbiare dobbiamo aprire gli occhi e metterci sul chivalà: la nostra ombra è in agguato e vorrebbe attirarci nel tranello. E’ necessario capire che avere la tentazione di prendere le droghe e gli ansiolitici è del tutto legittima, è del tutto normale, perché il male è anche dentro di noi e il desiderio di estirparlo è troppo forte. Anche noi vorremmo prendere gli ansiolitici, noi non siamo degli angioletti senza colpe o senza tentazioni. Siamo anche noi esseri umani, deboli, insicuri e soprattutto confusi.
Quindi dobbiamo riconoscere quanto siamo vulnerabili, capire che dentro di noi c’è una parte saggia e una scriteriata…, accettare che anche noi abbiamo i nostri istinti e le nostre tentazioni e integrarle nella nostra vita senza ergerci a giudici. Detto più semplicemente, dobbiamo capire che tutti siamo buoni e cattivi allo stesso tempo, anziché credere che noi siamo i buoni e tutti gli altri sono i cattivi, come “siamo” portati a credere. Credimi Eva, non è un rimprovero per te, è una cosa generale. “Noi” siamo i santi e gli altri sono i diavoli, il che è ovviamente falso! Perciò il mondo va a catafascio.
Ciò che distingue le persone è soltanto la consapevolezza, la ragione, il buon senso, la forza di volontà “maggiori o minori”.
Infine, c’è una cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso nel tuo discorso: non è vero che “L’ANSIA NON SI PUÒ ELIMINARE” (a meno che tu non ti riferisca alle preoccupazioni ordinarie), è vero invece che bisogna lavorare sulle proprie credenze limitanti. E questa tua credenza negativa, che risale sicuramente all’infanzia, ciò che non va bene! Come vuoi liberarti dall’ansia se tu stessa credi che “l’ansia non si può eliminare”? Naturalmente intendo l’ansia che fa soffrire, non quella normale, che hanno un po’ tutti e che, come la stessa paura, ci fa essere prudenti e circospetti. Va da sé che non si può essere sempre tranquilli, anche perché la vita diventerebbe troppo monotona!
non ho potuto fare a meno di rispondere a eva la quale dice she si sente sola quando dice che secondo lei non bisogna prendere farmaci ma credimi non sei sola io la penso come te al 100% anche se a periodi provo ad aiutarmi con i fiori di bach e australiani ma sono convinto che sono solo dei pagliativi ma almeno non fanno male anzi sentendo quello che dicono in giro sono davvero utili chi sa che ne pensa il nostro mentore pasquale ciao piero.
Caro Piero, i problemi sono sempre nella testa, non nel corpo. E allora, è utile dare un palliativo al corpo per far stare bene la testa? Non è forse meglio indagare i propri pensieri? Comunque, se credi che qualcosa ti fa bene, spesso ti fa veramente bene, anche se si tratta di effetto placebo. Peccato che l’effetto placebo duri così poco!
ciao carissimo dottore ho letto il suo ultimo articolo è come al solito è stato bellissimo,dopo ho anche letto diversi commenti che vi erano e non ho potuto che essere incuriosito e anzi stupito dal vedere che ciò che scriveva eva sembravano parole scritte da me.Questo in parte mi ha fatto piacere perchè non so come ma non mi sono sentito piu’ solo.Adesso volevo dirle che sono d’accordo sul fatto che bisogna accettare la realtà e perciò accettare di avere quei brutti pensieri visto che sono come dice eva parte di noi come la cistifella ma a volte il dubbio mi viene perchè faccio paragoni con gli altri e penso che mica tutti vivono col terrore del panico anche se è pure vero che non tutti lo hanno mai avuto e come penso è pur sempre un trauma.Come sa dopo aver avuto un attacco di panico circa 10 anni fà e sul quale io ci ho fatto una ragione di vita cercando di non pensarci e invece come lei mi ha insegnato ho avuto il risultato opposto. io ormi ci convivo ma il mio cervello non accetta il fatto di pensare sempre alla paura della paura e di aver sempre il freno a mano tirato ogni cosa che vado a fare anche se ormai con il suo aiuto riesco a fare anche se con qualche ansia quasi tutto ma vorrei un giorno arrivare a a fare tutto dinuovo senza questo assillo forse l’unica strada come ha descritto eva è accettare i brutti pensieri vivere le paure che comportano ma allo stesso tempo affrontare le situazioni.In fine secondo lei è male sperare che un giorno si possa si avere brutti pensieri ma non sempre lostesso e ssillante?ciao piero.
Caro Piero,
grazie per il carissimo. Mi dispiace che senza un colloquio non posso esserti più utile, ma anche così ce la sto mettendo tutta per aiutarti a farti accettare la tua paura.
Accettando la realtà svaniscono le paure! Accettando le realtà cambia totalmente la tua vita e ti senti più efficiente e più efficace!
I brutti pensieri bisogna accettarli, ma anche non darci peso, non crederci! Tutto ciò che angustia e fa soffrire è falso! Dietro i pensieri negativi ci sono credenze limitanti su se stessi che si sono impossessate della mente al punto da togliere la chiarezza e la lucidità mentale.
Senza quei pensieri, quando non hai quei pensieri, non solo stai benissimo, ma ti senti un leone! Non appena però essi si fanno sentire la paura ti fotte! Ora io ti dico che quei pensieri sono falsi, che tutta la storia che ti racconti nella tua mente è falsa e quindi quando si ripresentano non devi darci peso!
Grazie di cuore per la solita illuminante risposta e andrò avanti mettendo in pratica i tuoi consigli e leggendo tutto ciò che pubblicherai o scriverai per me sei diventato un vero e propio mentore ciao piero.Scusa se ti do del tu ma così facendo forse ti sento più vicino a presto.
Caro Piero, mi hai reso veramente felice. Grazie.
1abbraccio
Ciao Pasquale,
vorrei risponderti a proposito di quello che mi hai scritto dei pensieri.
Io mi rendo conto che in realtà i miei pensieri negativi non sono legati al fatto di voler condizionare gli altri per cambiare la realtà.
Nel mio caso, è legato al fatto di voler controllare troppo la mia mente.
Ma vedi io mi rendo conto da sola di una cosa…la mia mancanza di controllo è derivata dal fatto che sono ” ignorante ” sul funzionamente del cervello.
Soltanto da quando sto studiando alcune tue nozioni importanti sono riuscita a capire che effettivamente alcune cose della mente funzionano cosi perchè fanno parte del nostro corredo biologico…e che in realtà è un comportamento sano e non una perdita di controllo mentale ! E quindi sono riscuta a poco a poco ad essere più obbiettiva e distaccata.
Quello quindi che devo imparare io è accettare proprio questo..che esista una parte del cervello che produce dei pensieri che non riflettono assolutamente la mia natura, pensieri di azioni che io non commetterei mai…insomma accettare quella parte ” pazza” che in realtà se c’è è del tutto normale…perchè non so se t ricordi in una mail ti ho scritto che la sanità mentale di una persona si basa non su i suoi pensieri ma sulle azioni che compie concretamente !
Comunque ho riletto la mail che ho scritto prima e l’ho scritta velocemente infatti ci sono degli errori di ortografia e sopratutto quel “non” dove dico che dal male viene il bene e “non” viceversa in effetti mi rendo conto da sola che ho sbagliato…perchè è vero ci sono delle mie amiche che io frequento ,giovani come me che abusano di molte sostanze e non sai le volte che loro mi chiedono di provarle perchè dicono che si sentono benissimo, che riescono a dimenticarsi del loro disagio interiore.
Ma io non mi lascio mai tentare..ci tengo troppo a me stessa per lasciarmi andare cosi.
E poi sono convinta che abusare di sostanze per alleviare il dolore sia come trasmettere a se stessi che non ce la possiamo fare. Insomma preferisco tenermi la mia ansia e riuscire con la mia testa a placarla piuttosto che fumare dell’erba che dicono tanto tranquillizzi.
Cara Eva,
la questione del “non” l’avevo capita, ma non potevo non precisare.
Hai detto bene a proposito di alcune tue amiche che abusano di molte sostanze per eliminare il loro disagio perché si sentono benissimo per un po’ e poi crollano nella dipendenza… Il disagio interiore dei giovani c’è sempre stato, da che mondo è mondo, e cercare di cancellarlo con sostanze nocive è la via più nociva che esista.
La strada più efficace per far fronte al proprio disagio interiore e alle difficoltà della vita è l’accettazione della realtà.
Quando, in presenza del naturale disagio, rimuginiamo senza riflettere sui nostri pensieri perché ci manca l’esperienza e la consapevolezza, finiamo in un vicolo cieco. Quando i neuroni non riescono a risolvere i nostri problemi e a formare nuove sinapsi, nuovi collegamenti, nuove reti neurali, si fissano e in tal modo perdiamo la lucidità mentale che rappresenta la nostra libertà, la nostra guida interiore, la nostra felicità. La mente che non riesce a concludere bene i propri affari comincia a credere cose non vere, crea delle storie immaginarie terribili che provocano ansia, paura, frustrazione e depressione; e ce la prendiamo caparbiamente con gli altri, con le persone più care, proprio quelle che sicuramente ci vogliono bene, e persino con Dio, con il tempo, con il denaro, con le situazioni…
Più non riusciamo nei nostri intenti e più crediamo che sia colpa di qualcuno o di qualcosa…
Siccome ci manca la lucidità mentale, crediamo di avere ragione noi e torto gli altri: per la mente ignorante e irresponsabile la colpa è sempre degli altri…
Noi proiettiamo continuamente i nostri errori sul prossimo e così vediamo la pagliuzza nell’occhio del vicino e non la trave sulle nostre spalle… Quando accusiamo qualcuno stiamo proiettando…! Quando non accettiamo una situazione stiamo resistendo al cambiamento e alla realtà.
Attraverso l’accettazione della realtà recuperiamo la lucidità mentale, il senso di responsabilità e la libertà, e smettiamo di soffrire inutilmente.
Ciao Pasquale,
sono davvero contenta di me stessa !
Perchè con tanta pratica e pazienza sto accettando il fatto che nel mio cervello esistano delle parti che io non posso controllare, come appunto la produzione di pensieri di cose che io non farei mai e poi mai nella vita ( e tu sai bene quali ! ).
Ma mentre prima mi preoccupavo perchè pensavo che ero io a produrli volontariamente e quindi la mia paura si situava nel fatto di pensare di stare perdendo il controllo della mente, ora ho capito che in realtà è solo autosuggestione !
Quindi la paura di perdere il controllo sulla mia volontà si è notevolmente affievolita.
Perchè è proprio vero..sono solo dei pensieri !
Ma i pensieri sono autosuggestioni ed io penso che debbano essere comunque sentiti..anche se sono orribili perchè se non lo si fa e come se automaticamente dicessimo a noi stessi che NON possiamo o NON dobbiamo avere quel pensiero. Ed ecco quindi che scatta l’attenzione su quel pensiero che tende a ritornare tanto da diventare ossessivo.
Io ho imparato a non fuggire dai pensieri che appena mi vengono in mente mi creano eccessiva paura. Li ascolto. Sento la sensazione che mi provocano. LI ACCETTO. E dopo averli accettati , penso invece a quello che vorrei IO succedesse e quindi comincio a sentire la sensazione positiva che si produce.
In questa maniera riesco ad essere più lucida, riesco a incanalare meglio le mie energie mentre prima mi sforzavo usando troppa razionalità e questo non faceva altro che farmi sentire impotente di fronte ai pensieri negativi perchè l’errore che commettevo era quello di pensare di eliminare il pensiero e quindi la paura solo con la razionalità.
Ora invece ho capito che solo attraversando l’esperienza della paura, sentendola,lasciandomi sommergere dalla paura e dall’ansia posso superarle e rendirmi conto che sono solo emozioni passeggere.
Anche grazie a te ho cominciato a rivalutare la paura, a vederla in chiave positiva. Ho capito che dal male nasce il bene e non viceversa !! Infatti io sono sicura che riuscendo a sentire la paura (che a me fa tanto PAURA) riuscirei a trovare la serenità !
Ogni giorno mi ripeto il più possibile che sono una persona sicura di me stessa e che ho il controllo di me stessa. Ed ora sai che è successo che durante la giornata? Quando sono distratta mi si producono AUTOMATICAMENTE questi pensieri ( Io sono una persona assolutamente sicura di me stessa, ed ho il controllo più assoluto di me stessa; io so essattamente quello che voglio e come ottenerlo).
Un abbraccio !
Ciao Eva,
mi fa piacere che sta crescendo sempre più la tua consapevolezza. Colgo l’occasione dal tuo commento per precisare qualcosa sui pensieri.
Quando diventano pericolosi i nostri pensieri? Quando siamo confusi perché ci attacchiamo troppo ad essi, e diamo loro troppo potere, crediamo di avere assolutamente ragione noi e torto gli altri e diamo la colpa dei nostri disagi ad altre persone o a particolari situazioni. Quando entriamo con i nostri pensieri nella vita di altre persone, ossia quando vogliamo condizionare gli altri per cambiare la realtà che non ci piace, andiamo incontro a tanti problemi perché non riuscendo nei nostri intenti date le resistenze altrui, la nostra mente si attacca sempre alle sue false credenze e a quel punto i pensieri diventano ossessioni frustranti e dolorose.
Possiamo accorgerci della falsità delle nostre storie mentali o fissazioni dal fatto che stiamo male: il fatto che soffriamo a causa dei nostri pensieri è una lampante dimostrazione che non abbiamo le idee chiare sulla realtà, anzi stiamo andando contro la realtà. Crediamo di aver ragione e invece abbiamo torto, pensiamo a cose sbagliate e non vere. Quando vogliamo avere il controllo su tutto e su tutti siamo veramente messi male perché siamo sulla strada sbagliata e soffriamo terribilmente a causa di ansia, paura, risentimento, ecc.
In questi casi, se si riuscisse a liberarsi dei pensieri ossessivi, nel senso che si smettesse di voler testardamente cambiare la realtà delle cose, scomparirerebbe ogni problema. Ecco allora che accettare la realtà, come tu hai capito, ci rende liberi e sereni perché scompaiono i dubbi e le paure e recuperiamo la lucidità mentale, quindi sappiamo esattamente cosa fare e cosa è giusto per noi.
Desidero fare una piccola precisazione là dove dici che dal male viene il bene e “non” viceversa. In realtà, come ho spiegato ampiamente nell’articolo già alla quinta puntata “Dal bene nasce il male e viceversa” http://www.paurexpaure.com/dal-bene-nasce-il-male-e-viceversa-parte-quinta/, quel “non” non ci vuole perché nel lungo periodo avviene sempre l’inversione. Per esempio, chi si droga, ubriaca, si dà alla pazza gioia passa dal (presunto) bene al male addirittura subito.
Farò un commento generale ai tuoi scritti.
Come dici sempre tu Pasquale, i pensieri ci arrivano involontariamente.
Io ho letto tutti i tuoi libri e gli articoli e, a distanza di circa sei mesi da quando ti ho conosciuto, posso affermare che le tue parole sono come una goccia d’acqua che cade insistentemente sulla roccia. Noi, o meglio il nostro inconscio è la roccia che parrebbe resistere ad ogni tentativo di cambiamento. Per questo ci allarmiamo e scoraggiamo all’idea di non riuscire a mettere in pratica i tuoi consigli e quindi a vivere bene. Ma, come tutti sappiamo, a lungo andare, la goccia insistente sulla roccia arriva a corroderla. Bene, io ho notato in questi mesi di impegno nella lettura e sforzo di messa in pratifca dei tuoi consigli, che, quasi senza accorgermene, in realtà la qualità della mia vita è già cambiata. Probabilmente il mio cervello ha immagazzinato le informazioni, le ha elaborate nel tempo e le ha fatte proprie mettendo in pratica gli insegnamenti acquisiti.
Come hai ribadito in altre sedi, la pratica, la costanza e l’impegno sono sempre premiati.
Quindi la mia è un’esortazione a non mollare mai perchè, la felicità è a portata di mano.
Saluti a tutti
Ciao Rita,
io mi sono accorto da parecchio tempo che sei migliorata tantissimo e rapidamente e te l’ho sempre detto. Aggiungo soltanto che i miglioramenti sono come i nostri bambini: sembra che non crescano mai perché noi stessi non ce ne possiamo accorgere.
Ma ti assicuro che anche gli altri ti vedono in modo diverso e sono sicuro che si comportano verso di te con maggiore rispetto e considerazione perché tu stessa ti rispetti e ti ami di più.
sono d’accordo con te Pasquale, anche se in modo differente e mi spiego:
la mattina quando non hai ancora incontrato nessuno, ti senti come una “divinità”, e vorresti preservare questo stato, come se tu stessi su un piedistallo ma ecco che incontri il primo essere e immediatamente l’unica soluzione che hai è quella di non perdere la tua individualità e per riuscirci devi comportarti appunto rispettando l’altro, senza giudicarlo e senza volerlo cambiare, in fondo senza paura perchè lui è lui e tu sei tu.
Ciao Aldo,
mi piace molto il tuo esempio e ti ringrazio.
Caro Pasquale, leggo spesso e volentieri i tuoi articoli e devo dire che in genere mi piacciono molto, ti prego di scusarmi ma questo di oggi non mi trova tanto d’accordo. E’ vero che non posso certo impedire che il sole sorga o tramonti o che le nubi producano pioggia, ma mi viene abbastanza difficile accettare molti comportanti delle persone. Tu dici che accettare la realtà significa rispettare gli altri, ma come si fa per esempio ad accettare le persone che buttano la carta per terra, quelle che portano i cani a fare i propri bisogni lasciandoli per strada, tanto per dirne qualcuno, senza andare a ricordare quello che quotidianamente sentiamo dai telegiornali. Ovviamente accetto la realtà perchè non posso farci niente, non certo per rispetto verso queste persone, e anche perchè non si può passare la vita andando a rimproverare o a far notare un comportamento sbagliato, non secondo i miei pensieri o il mio giudizio, ma secondo le regole del vivere in società. Posso far finta di niente ed effettivamente evitare di rodermi il fegato però posso intervenire sui comportamenti delle persone che mi stanno vicino, che ne so… posso con gentilezza far notare al collega di lavoro che se sta ore e ore a parlare al telefono ad alta voce mi impedisce di concentrarmi nel mio lavoro? Posso riprendere mia figlia che non vuole fare i compiti e se ne sta attaccata al computer? Non ho ovviamente la pretesa di cambiare le persone ma qualche loro comportamento, dovrebbe essere uno scambio reciproco, infatti se qualcuno mi fa notare un mio modo di fare sbagliato cerco di comportarmi di conseguenza e magari gliene sono anche grato. Purtroppo caro Pasquale sono arrivato alla conclusione che accettare la realtà, o certe realtà, non solo non sia giusto ma soprattutto non rende felici. Ciao ti saluto cordialmente. Giovanni Carlo.
Caro Giovanni Carlo,
apprezzo molto i tuoi interventi critici anche perché, ancora una volta, la risposta più o meno te la sei data tu stesso.
Quando ci accaniamo nel voler correggere il comportamento sbagliato e riprovevole – ovviamente secondo chi si sente disturbato… – degli altri, andiamo incontro a dispiaceri e frustrazione. E’ proprio questa cosa che ci manda in bestia e ci rende infelici!
Il comportamento degli altri, ingiusto o meno che sia, riguarda gli altri, non noi. E’ loro il problema, non nostro. Se vogliamo cambiare gli altri dobbiamo dare il buon esempio, a cominciare dai figli. Se cerchiamo di imporre le nostre vedute riceviamo in genere soltanto ripicche. E’ anche per questo motivo che i bambini fanno i capricci!
Non è il comportamento illogico e incomprensibile (per te) del tuo collega il tuo problema, ma il fatto che tu vorresti che si comportasse in modo diverso, ossia come vuoi tu, e siccome non riesci a farlo cambiare, il tuo diventa un pensiero ossessivo! Chi si sente accusato, non importa se a torto o a ragione, si mette immediatamente sulla difensiva, anzi sulla controffensiva…
Togliti il pensiero di cambiarlo, ossia accetta la realtà, e per te il problema non c’è più! E manco a farlo apposta, proprio quando tu, dico tu, smetti di “molestarlo” con le tue critiche, lui smette di disturbarti!
Quindi hai detto bene, la cosa è reciproca, ma l’inghippo parte proprio da te, non da lui! Quando sei tu che vuoi cambiare un’altra persona, non ci riesci se lui non vuole, e anzi ci prova gusto a contraddirti: e si tratta di una reazione universale, visto che anche i bambini si comportano così. Ma quando cessi di interessarti a lui, lui smette da solo!
Se c’è un chiasso indiavolato intorno a te, ma tu sei sordo, stai pur certo che non provi disturbo.
Comunque è vero che in certe circostanze la regola “può sembrare” difficile da accettare.
come faccio a parteciapare al forum?
Hai bisogna di fare chiarezza dentro di te, Tiziana, e io posso aiutarti, anzi posso illuminarti. Credimi: essere felice è solo questione di “testa”!
1abbraccio
Il forum sono… io: scrivimi. L’email è ben visibile e comunque eccola: pfoglia2@gmail.com!
Ciao Gianni,
Non devi trasformare i pensieri negativi in positivi, ma coltivare direttamente pensieri positivi attraverso l’attenzione e la volontà.
Prima di andare a dormire, mentre ti lavi i denti devi mandarti tutte le sere un bel sorriso nello specchio e dirti che sei in gamba e che domani avrai una giornata meravigliosa. Devi lodarti, pensare il meglio del meglio per te. Devi sentirti una persona meritevole e a modo. E se fai questo anche la mattina appena ti svegli, e durante il giorno, se continuerai a volerti bene, sparirà il problema dell’insonnia e dei pensieri negativi e la tua vita comincerà a piacerti tantissimo.
Insomma, devi amarti, non abbandonarti all’auto-denigrazione e al rimuginamento. E naturalmente non devi pensare male del tuo prossimo.
Grazie per il suggerimento, credo infatti che a me serva piu autostima. .quando mi succede di non dormire vado in un ansia incredibile e il mondo mi sembra tutto nero, poi penso negativo tipo ” e se non dormo nemmeno domani? E se domani mi fa male piu forte il petto? E nn dovessi dormire piu come una volta? Come vedi tutti film mentali che mi bloccano, il tuo discorso di accettarsi nel mio caso dove si colloca? Mi piacerebbe molto leggere un tuo libro, quale potrebbe essere adatto a me?ti ringrazio anche perché sei una persona speciale!!!
Ciao Gianni,
per aumentare la tua autostima (o fiducia in te stesso) devi vincere la paura devi metterti in gioco, devi uscire dalla tua zona di comfort e fare esperienza. Per progredire in tutti i campi devi fare uno sforzo iniziale e accettare lo stress corrispondente: se paghi con lo stress “volontario” il prezzo del tuo miglioramento (per es. con un corso di formazione), ne ricaverai una ricompensa enorme e sarai successivamente risparmiato dallo stress involontario e distruttivo…
Accettati così come sei, impara ad amarti, accettarti aapprezzarti sempre anche se non sei come vorresti, anche se le cose per ora non vanno bene, e diventa responsabile della tua vita. Ricordati che tutto ciò che ti succede, nel 99% dei casi, dipende solo da te, da come pensi, da quello che pensi e da come agisci. Pensieri, parole e azioni possono farti diventare un re, oppure una… mappina (uno straccio)!
Per diventare grandi è necessario leggere tantissimo perché nessuno nasce imparato. Per riuscire in qualunque campo, compreso l’amore…, la spontaneità non basta: è necessario conoscere le giuste strategie, ossia i passi vincenti che hanno sperimentato nel tempo tantissime altre persone.
Tanti auguri.

Caro pasquale, le faccio notare una cosina(poi mi ringrazierà) guardi qui sopra quanto ha dedicato a questo lettore per un problema simile e a come ha liquidato me…, i lettori penseranno “mah sarà un caso” e Lei Pasquale cercherà dentro se stesso una risposta razionale, esatto e’ quella razionale non la vera perche invece e’ il potentissimo subconscio che provoca questo (facci ricerca in questo ambito da tanti anni) , anch io i primi anni dela mia vita cercavo di pensare la stessa cosa(con l emisfero sinistro) il problema e’ caro pasquale, che e’ l emisfero destro che pensa nettamente il contrario(e ovviamente mi strabatte) perche?! perche e’ l imprinting che ha avuto fin dalla mia infanzia per come ero sottoconsiderato sottostimato da mio padre e l ho capito quasi subito, perche gia da piccolo ragionavo come un saggio quel che si dice “nato Psicologo”(poi mi sono laureato in psicologia e lo sono diventato ufficialmente, nella ns società troppo conta il pezzo di carta) ancora adesso non e’ cambiato il mio inconscio perche non ha cambiato parere mio Padre, ho pure provato a dirglielo a spiegarglielo(a fatica lo ammetto) approffittando di un momento in cui facendo outing mi disse che sapeva di non essere stato un buon padre, bene era il momento giusto (azz ormai ho 53anni) gli ho spiegato cosa serve soprattutto a un figlio e cosa mi ha causato e Lui? e’ rimasto in silenzio e ha continuato come sempre a non considerarmi come ha sempre fatto. Non nego che questo mi ha aumentato il risentimento perche un conto e’ sbagliare senza sapere come, altra cosa sbagliare sapendo di farlo, ma il punto e’ che siccome non mi considera avrà pensato che le mie parole fossero come al solito “cazzate”ecco perche come gli e’ entrato questo mio messaggio cosi e’ uscito…tornando al punto e lo scrivo anche per chi ci legge e’ dura cambiare credenze le psicoterapie fanno tante volte cilecca, il modo migliore e’ sottoporsi a ipnosi terapia, e’ necessario bypassare il conscio, purtroppo con le persone stramentali non funziona soprattutto negli uomini (e io sono tra questi ovviamente :-)) che strano eh?! )le ho provate di tutte ma essendo del campo con una mente che e’ una corazzata e’ dura trovare un collega a cui lasciarmi andare scordandomi tutto quello che so, ci ho provato ma alla fine pagavo per insegnare loro un sacco di cose :-)) dovete sapere che per gli psicologi la soddisfazione piu grande e’ il momento della diagnosi quando si mettono a spiegare usando paroloni (creati apposta per impressionare e guadagnare potenziale, perche ai fini della terapia l’80% dei risultati positivi viene dalla stima che il paziente pone nell operatore dalle parole che usa e il modo con cui le dice, la sostanza, intesa come tecnica terapeutica, resta al 20% massimo) e trovarsi di fronte un paziente che ti dice tutto e la causa di tutto li spiazza :-)) che potenziale possono avere ai miei occhi?! ci state pensando? -esatto quella e’ la risposta corretta :-))
Caro Marco,
si capisce subito da quanto scrivi che hai un’autoimmagine negaiva e ne hai indicato chiaramente la causa…
Sono d’accordo sul fatto che non è facile cambiare le credenze negative inconsce. Non basta cambiare le credenze quando l’autoimmagine infantile è negativa.
Hai una palese nevrosi infantile.
Ti consiglio di rivolgerti a uno psicologo esperto di psicoterapia evolutiva, oppure direttamente a Giulio Cesare Giacobbe, che certamente conosci di fama, l’inventore del training per l’acquisizione della personalità adulta.
Questo training ti sarà molto utile per la tua stessa professione e forse, come sempre dico la tua sfortuna sarà la tua fortuna.
Cari saluti

Caro Giovanni,
la tua frase “dovrei tirare fuori gli attributi ma non ci riesco” rivela subito la tua problematica psicologica.
Hai una forte nevrosi infantile, avvalorata dalla tua sensazione ricorrente di essere tradito da qualcuno, come a punirti delle tue manchevolezze.
Anche l’ammissione che i tuoi genitori hanno fatto tutto per te “per una vita intera” dimostra che non riesci ad essere autonomo e indipendente a causa della tua autimmagine negativa.
Per eliminare tutte le tue ansie e le tue paure devi acquisire l’autoimmagine adulta.
Ti consiglio il training per l’acquisizione della personalità adulta inventato da Giulio Cesare Giacobbe, lo psocoterapeuta che ha ideato la psicoterapia evolutiva.
In pratica puoi diventare un adulto autonomo e indipendente, e cioè essere in grado di cavartela da solo nel tempo massimo di 6 mesi.
Scrivi a mail@giuliocesaregiacobbe.org..
Tanti auguri di un felice Natale anche a te.
