SE SONO BRUTTO, BRUTTO DAVVERO, COME POSSO ACCETTARMI?

critiche Brutto, sono brutto davvero: come posso accettarmi?L’accettazione non è mai una resa, ma una liberazione.

Non vergognarti mai!

“Buonasera Pasquale, ascolti, io ho un problema abbastanza grave che magari all’impatto può sembrare banale ma mi sta logorando. Io sono brutto, davvero brutto. E’ una cosa certa, non opinabile, questione di simmetria ossea e di conseguenza non trascurabile. Ora, non sarà tutto nella vita ma il mio conflitto ha preso da tempo una piega quasi universale. Mi chiedo sempre più spesso perché alla fine dovrei essere felice se non sono stato progettato materialmente per esserlo? Insomma, la storia dell’accettazione io la vedo più come una resa. Alla fine distruggermi in tutto e per tutto è l’unico modo che ho per mostrare il Medio all’ingiustizia che è la vita in generale”. (Da un commento su questo blog)

Se sono brutto, brutto davvero, come posso accettarmi?

La felicità non dipende dall’essere belli o brutti, o dall’essere ricchi o poveri, e neanche dall’avere o meno successo nella vita. Come tutte le emozioni, anche la felicità dipende unicamente dai nostri pensieri, e meglio ancora da come ci giudichiamo e dalle scelte che facciamo.

La felicità si ottiene facendo prevalere le emozioni positive su quelle negative.

Non nascondere i tuoi difetti: sono la tua vera bellezza“. (Nicoletta Cinotti)

Se sono brutto, brutto davvero, come posso accettarmi?

Pensare in maniera ossessiva di essere brutto e fartene una colpa, ritenere che sia una grande ingiustizia, è soprattutto questo che ti fa male!

Tu stai bene soltanto nei momenti in cui ti scordi di essere brutto, per esempio quando giochi e sei spensierato. Peccato che questi momenti siano rari. Il tuo problema è che pensi troppo spesso di essere brutto.

E se l’idea, pensiero o giudizio di essere brutto nascondesse invece qualche altra cosa…?

Giudicarsi negativamente è una trappola mortale per la propria autostima”. (P. Foglia)

Quanto più desideri di essere diverso, ossia quanto più non accetti la realtà, più ti senti infelice. E soffri terribilmente perché le tue emozioni diventano struggenti.

L’accettazione non è mai una resa, ma una liberazione dalle emozioni negative che accompagnano automaticamente i brutti pensieri.

Le emozioni negative cessano di tormentarti nel momento in cui accetti di essere così come sei. Infatti non ci pensi più ossessivamente come fosse un marchio crudele o un’ingiustizia del cielo.

” Noi non siamo perfetti e la ricerca della perfezione è uno dei più grandi ostacoli alla felicità”. (Nicoletta Cinotti)

 

Se sono brutto, brutto davvero, come posso accettarmi?

Bellezza e bruttezza si equivalgono nell’universo.

Purtroppo non tutti possiamo essere belli, così come non tutti possiamo essere ricchi, non tutti possiamo avere successo, non tutti possiamo godere di buona salute e così via.

L’universo si regge grazie agli opposti come il giorno e la notte, la luce e il buio, il caldo e il freddo, il bel tempo e il cattivo tempo, la sazietà e la fame, la soddisfazione e l’insoddisfazione, la consapevolezza e l’inconsapevolezza

C’è chi ha avuto il privilegio di essere bello e chi ha avuto il privilegio… di essere brutto.

Guai se non ci fossero brutti su questa Terra: non ci sarebbero neanche i belli! E tu potresti rispondere: “Potrei essere anche d’accordo, ma perché il brutto devo essere proprio io”?

Essere brutto potrebbe essere un privilegio di cui vantarti… se lo fai diventare un punto di forza.

“La nostra incessante tendenza alla correzione diventa persecuzione: dietro a ogni persecuzione c’è una tendenza alla correzione. Un rifiuto a stare nelle cose così come sono”. (Nicoletta Cinotti)

 

Se sono brutto, brutto davvero, come posso accettarmi?

Penso che tu abbia compreso che per la natura non conta un tubo essere belli o brutti. La natura esige che per il buon funzionamento dell’insieme debbano esserci entrambi gli opposti. Il positivo non è migliore o superiore del negativo: entrambi servono!

L’uomo non soffre perché è fisicamente brutto, povero o sfortunato, ma soltanto a causa dei suoi “pensieri” o “giudizi” su come dovrebbero essere le cose. 

“L’infelicità è causata dal bisogno ossessivo di voler cambiare le cose che non ci piacciono!” (Eckhart Tolle).

curva Brutto, sono brutto davvero: come posso accettarmi?Questo è il grande e inutile dramma dell’umanità. Nessuno è contento per come vanno le cose. Tutti hanno qualcosa da rimproverare al Creatore, persino il più insignificante degli uomini. Ma il Creatore non si cura dei singoli, ma di tutto l’insieme.

Ciò che conta per il Creatore è che non manchi nulla nell’universo e che tutto si distribuisca secondo la curva di Gauss.

 

Se sono brutto, brutto davvero, come posso accettarmi?

Intanto tu mi ripeti: “Ma io soffro perché mi sento brutto. E non è giusto!”

Ed ecco la mia risposta: tu soffri soltanto perché non ti accetti come sei e soprattutto perché credi che sia una condanna essere brutti.

Soltanto se accetti di essere così come sei, scompare la tua ossessione e smetti di soffrire. E cessi anche di essere brutto perché non ci pensi più.

In poche parole la bruttezza è nella tua mente, nei tuoi pensieri ossessivi, più che nella realtà!

Più rifiuti la realtà e desideri cambiarla, più ti rodi dall’invidia, non sapendo che colui che ritieni bello potrebbe essere più infelice di te, per altri motivi… per altri pensieri o giudizi. Forse si crede poco intelligente o poco meritevole, chissà.

bebe 3 300x169 Brutto, sono brutto davvero: come posso accettarmi?Tu potresti anche essere bello, ma se sei convinto di essere brutto, secondo te cosa conta? Ovviamente conta ciò che credi di essere, non quello che sei veramente.

Accetta la realtà e sarai felice per sempre! (P. Foglia)

Accettare la realtà significa liberarsi dei pensieri ossessivi e della depressione che li accompagna.

 

Se sono brutto, brutto davvero, come posso accettarmi?

come accrescere velocemente lautostima Brutto, sono brutto davvero: come posso accettarmi?E significa anche recuperare la lucidità mentale e cominciare a pensare proficuamente.

Non fare come chi ha paura della morte! Tutti dobbiamo morire e quando ce ne rendiamo conto e l’accettiamo, non ci pensiamo più e riusciamo anche a gioire. Quando non ci pensi, è come se la morte non esistesse. Ugualmente, se non pensi di essere brutto, smetti di esserlo.

Essere felice o infelice non dipende dalle proprie condizioni materiali o fisiche, oggettive o meno, ma unicamente dai propri giudizi.

Scegli di essere felice: pensa positivo!

Sono convinto che il tuo vero problema non è la bruttezza. Questa sensazione fisica fa da parafulmine e giustificazione alle tue insoddisfazioni psichiche…!

Voglio dire, in sostanza, che nelle tue attuali condizioni psicologiche, se tu non fossi brutto ti lamenteresti per qualche altra cosa… 

Comunque il fatto stesso che hai avuto il coraggio di affrontare apertamente il tuo problema è positivo: probabilmente stai per liberarti di questa… brutta sensazione fisica. Anzi, tu hai avuto la forza di parlarne pubblicamente perché il  tuo vero problema non è la bruttezza, ma… la mancanza di autostima! Esci subito dal tuo isolamento: esci più spesso dalla tua zona di comfort! E diventerai presto orgoglioso di essere come sei!

 

Se sono brutto, brutto davvero, come posso accettarmi?

Questa tua caratteristica fisica potrebbe essere una scusa per giustificare il tuo pessimismo e la tua scarsa voglia di impegnarti per affermarti nella vita.

Cosa pensi di te stesso, escludendo la bruttezza, come ti valuti intellettualmente, come ti giudichi professionalmente, che voto ti dai dal punto di vista delle tue capacità in generale?

Per concludere, ti propongo le stupende parole di Bebe Vio, campionessa di scherma, vincitrice di una medaglia d’oro alle paralimpiadi di Rio:

bebe spada 300x155 Brutto, sono brutto davvero: come posso accettarmi?La prima cosa che vi fanno quando arrivate in uno studio televisivo è coprirvi la faccia di trucco. È per una questione di luci, dicono, per non fare l’effetto lucido e cose simili, ma nel mio caso tantissime volte i truccatori hanno cercato e cercano di coprirmi le cicatrici. La mia risposta è sempre: No, le cicatrici non si coprono. Io sono così, perché dovrei coprirle? Perché dovrei vergognarmi di quello che sono?

“I difetti bruciano ed è bruciando che ci permettono di diventare chi siamo veramente”. (Nicoletta Cinotti)

Ed io dico a te: Non vergognarti per la tua bruttezza, ma per il fatto che vorresti distruggerti! Invece, rimboccati le maniche e dimostra a te stesso di cosa sei capace nonostante la bruttezza!

Sono tanti i personaggi pubblici che si sono affermati nonostante non fossero delle star in fatto di bellezza fisica! 

In conclusione, non voglio minimizzare il problema, ti assicuro che anch’io alla tua età mi sentivo bruttino, ma non era quello il vero problema…

 

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