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Le emozioni sono la risposta del cuore ai nostri pensieri.

L’azione del sangue e del cuore nella genesi delle emozioni appare indiscutibile.

Le emozioni fanno da tramite tra la mente che pensa e il cuore che sente. Il cuore, attraverso il sangue, ci fa emozionare e ci induce all’azione.

I pensieri di sicurezza attivano il nervo vago, il cuore resta calmo e tranquillo e noi ci sentiamo bene: ecco le emozioni positive. Invece i pensieri di pericolo attivano immediatamente il sistema nervoso ortosimpatico che blocca il nervo vago; e il cuore, che è collegato al respiro, cioè al fabbisogno di ossigeno per produrre l’energia termica, si mette a battere a tutta velocità: ecco l’agitazione del cuore e le emozioni negative.

Il significato etimologico di ‘emozione’ è mettere in moto, eccitare, commuovere. E il suo significato letterale ci dice che l’emo-zione si riferisce all’azione o movimento del sangue (da emo = sangue).

Il sangue è il fluido energetico del nostro organismo.

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Infatti, il sangue fornisce nutrimento ed ossigeno a tutte le cellule del corpo. Esso ha precisi standard di temperatura e di pH. Nel fluido sanguigno circolano anche molti agenti chimici importantissimi come vitamine, enzimi, elettroliti, neuro trasmettitori ed ormoni, sostanze che causano vasocostrizioni, vasodilatazioni e numerosi altri processi metabolici. Anche i residui del catabolismo delle cellule, tra cui l’anidride carbonica, l’acido lattico, l’acido urico, ecc. si riversano nel sangue. Insomma, il sangue è sicuramente il tessuto più importante del corpo ed è tutt’uno con il cuore che lo distribuisce in ogni parte del corpo. I progressi prodigiosi della medicina sono dovuti all’analisi chimica del sangue.

Sappiamo anche che le emozioni sono cariche di energia emotiva. Ma dove la prendono quest’energia? L’energia emotiva proviene proprio dal sangue.

Il sangue si muove grazie alle pulsazioni del cuore. Il cuore può passare in un baleno dalla calma assoluta (bradicardia), ad una agitazione forsennata (tachicardia) come accade nel panico. Quando ci sentiamo agitati o demoralizzati, o al contrario gioiosi, è il cuore che sotto l’effetto di determinati ormoni, trasmette attraverso il sangue quelle sensazioni a tutto il corpo .

La paura è conseguenza di pensieri paurosi;

il coraggio di pensieri coraggiosi,

la gioia di pensieri gioiosi.

 

Sangue, energia che EMO-ziona

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Manuela A. Cervi. La competenza emotiva, San Bonifacio (VR) – Dicembre

Nessuna meraviglia, pertanto, che le emozioni siano causate dal cuore attraverso il sangue. Il cuore, a seconda degli input che riceve dalla mente attraverso i pensieri dotati di tonalità emotiva -si parla infatti di pensieri di paura, di rabbia, di gioia, ecc.- dà luogo (grazie all’azione dei respiri, degli ormoni e dei neurotrasmettitori), ai numerosi cambiamenti psicofisici che chiamiamo emozioni.

Le emozioni si manifestano attraverso l’espressione del viso, la postura e le sensazioni del corpo. Le emozioni però si possono riconoscere anche dal modo di respirare. Alle emozioni fanno seguito le azioni.

Nelle emozioni più eclatanti il cuore sposta una maggiore quantità di sangue in un punto del corpo a scapito di altri. Questo meccanismo  avviene anche nelle infiammazioni innescate da ferite, traumi, ustioni e infezioni a carico di un tessuto o di un organo.

Vediamo le emozioni in cui il cuore opera un eclatante spostamento di sangue.

 

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A seguito di una scarica di adrenalina indotta dalla vergogna, il timido diventa rosso e vorrebbe fuggire, trovarsi chissà dove, ma è paralizzato perché il cuore gli ha sottratto il sangue alle gambe per dirottarlo ai capillari del viso.

Nelle emozioni negative, l’agitazione più o meno forte del cuore è causata sempre da una scarica di adrenalina, l’ormone della paura, e di cortisolo, l’ormone dello stress.

Al contrario del viso paonazzo dei timidi, il volto pallido o cadaverico conseguente a uno spavento, è dovuto al fatto che il cuore dirotta il sangue dal viso alle gambe per favorire la fuga.

È noto che la scarica di adrenalina indotta dal sistema nervoso ortosimpatico può innescare tre tipi di reazioni: fuga (flight), lotta (fight), o finta morte (freeze).

Nella rabbia la scarica di adrenalina è subitanea e fortissima ed è causata da una risposta  offensiva e inattesa da parte dell’interlocutore, oppure consegue ad un proprio errore imperdonabile, il che inibisce le facoltà comunicative e/o riflessive. In questo caso, il cuore invia un surplus di sangue alle braccia per cui la persona offesa diventa manesca e furiosa e ha l’impulso di distruggere tutto. Come minimo, a causa della rabbia viene la voglia, spesso repressa, di sferrare un pugno.

 

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Nella tristezza, come pure nella depressione, non è interessata l’adrenalina, ma la diminuzione della serotonina, un neurotrasmettitore che regola il tono dell’umore. I neuro trasmettitori sono sintetizzati nella terminazione sinaptica dei neuroni e sono liberati in quantità sufficiente per esercitare l’azione eccitatoria o inibitoria sui neuroni post-sinaptici. Nella tristezza, i respiri diventano sospiri, l’inspirazione è minima e il sangue, povero di ossigeno, si muove lentamente: pertanto nella persona triste la vitalità è bassa. Quando si è tristi diminuisce anche la temperatura del corpo, mentre aumenta il cortisolo e il rischio di malattie infiammatorie. A volte la tristezza si accompagna al pianto che ci aiuta a liberarci delle tensioni.

E cosa succede nella gioia? La gioia deriva dalla presenza massiccia di serotonina, l’ormone del buonumore, e anche di dopamina, l’ormone del piacere, e di ossitocina, che è l’ormone della tenerezza e dell’empatia. La gioia è l’antidoto della tristezza, anzi di tutte le emozioni negative. Essa ci consente di essere flessibili e aperti al mondo, creativi e curiosi, e favorisce i rapporti sociali e l’empatia. Nella gioia il respiro è pieno, spontaneo e fluido, il cuore è calmo ed il sangue viene distribuito con regolarità in tutto il corpo.

Per ultimo, ma di enorme importanza esistenziale, ricordiamo l’afflusso del sangue nei corpi cavernosi, fattore indispensabile per l’accoppiamento e la conservazione della specie. L’indurimento del pene è causato dall’eccitazione sessuale, una particolare forma di emozione prodotta da pensieri, visioni, fantasie e sogni erotici sotto l’effetto del testosterone, la cui secrezione si riduce fortemente con l’invecchiamento ed anche in assenza di attività fisica, causando impotenza.

 

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In definitiva, l’azione del sangue e del cuore nella genesi delle emozioni appare indiscutibile.

Appare altresì evidente l’importanza della quantità di ossigeno presente nel sangue arterioso, che in condizioni ordinarie non deve essere né bassa, né alta, per il buon andamento della respirazione cellulare e il regolare funzionamento del cuore. E si comprende perché l’esercizio fisico, che rende il respiro più intenso e profondo, sia fondamentale per una buona ossigenazione del sangue. La sedentarietà è dannosa sia perché causa obesità, ma anche scarsa ossigenazione del sangue e l’indebolimento dei muscoli e delle articolazioni.

È interessante osservare che gli ormoni della gioia come la serotonina e la dopamina hanno picchi che si esauriscono rapidamente, da qui la breve durata delle emozioni positive; al contrario l’adrenalina e il cortisolo, che sono gli ormoni del distress, si mantengono nel circolo sanguigno per circa 24 ore. Ecco perché le emozioni negative durano più a lungo di quelle positive.

L’organo che riceve sia pure temporaneamente più sangue dal cuore fruisce di una maggiore quantità di glicogeno e di ossigeno e quindi di maggiore energia.