COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 2^ PARTE

PERCEZIONE DI SICUREZZA E DI PERICOLO

STARE AL CENTRO: PERCEZIONE DI SICUREZZA 

I PENSIERI VAGANTI

MA GLI EVENTI NEGATIVI NON SUCCEDONO PROPRIO NEL PRESENTE?

PARADISO TERRESTRE E INFERNO

SICUREZZA E PERICOLO: I DUE CAPISALDI 

I TRE CERVELLI 

PENSIERI, RESPIRO, EMOZIONI, SENSAZIONI 

LA NEUROCEZIONE

PASSATO E FUTURO

IL NERVO VAGO

LA MAGIA DELLO STATO DI PRESENZA

L’ASCOLTO ATTIVO

LO STATO DI FLOW O DI GRAZIA

Come raggiungere la piena consapevolezza. 

L’inconsapevolezza esplode in rivolte popolari quando la fame e l’ingiustizia sociale e fiscale diventano insopportabili e crudeli.

 

STARE AL CENTRO: PERCEZIONE DI SICUREZZA  

È bene ora soffermarci sul concetto di stare al centro.

Al centro scompare la negatività perché si neutralizzano le cariche opposte degli estremi e si dissolve la loro pericolosità. La tensione al centro è nulla, mentre ai due poli è massima e di segno contrario. In poche parole. il centro è portentoso perché condivide le qualità migliori dei due poli opposti -vedi più avanti destra e sinistra- lasciando agli estremi le qualità peggiori.

Appunto, il centro è talentuoso e persino magico perché è equidistante dai suoi due poli estremi caratterizzati da instabilità e insofferenza! Ad un estremo c’è grande agitazione e tensione, e all’altro velleità e depressione. Al centro si è calmi, centrati ed equilibrati e tutto scorre in modo tranquillo, fluido ed armonioso. 

Il centro comporta dunque neutralità, rallentamento, distensione e serenità, il che evoca assenza di conflitti, sicurezza, pace ed armonia. 

Il presente evoca anch’esso assenza di conflitti perché elude l’angoscia generata dai ricordi del passato e sfugge alle preoccupazioni e all’ansia per il futuro.

Nel presente non ci sono pensieri vaganti perché si è totalmente presi da ciò che si sta facendo. Purtroppo i rimpianti e i ricordi ci allontanano dal presente.

Tutto avviene nel presente. Eppure la maggior parte di noi vive rapita nel passato o nel futuro, perdendosi tra paure, sogni, speranze, desideri, ricordi, risentimenti e fallimenti. A volte sembra che alcuni aspettino tutta la vita di cominciare a vivere”. (Dal libro “La felicità fa i soldi” di D. F. Sada e E. Garzotto)

I PENSIERI VAGANTI

I pensieri negativi concernono unicamente il passato con i suoi brutti ricordi e il futuro con le sue ansie insopportabili. L’azione consapevole, che è focalizzazione nel presente, impedisce alla mente di vagabondare.

Quando siamo attenti e focalizzati, il sistema emotivo entra in uno stato di riposo. Stare attenti calma”(Nicoletta Cinotti)

Dunque, stare attenti e concentrati, calma. La calma non è cosa da poco: essa è la situazione ideale per il nervo vago che presiede al rilassamento della muscolatura e dell’intero corpo. Grazie alla calma respiriamo in modo profondo, cioè con la pancia, il che conferisce sicurezza e tranquillità.

Al contrario, l’agitazione comporta un respiro superficiale e affannoso che è indice di insicurezza e ipervigilanza. Ed ecco pronti i brutti pensieri che sono caratterizzati da una respirazione superficiale che è la vera causa dell’ansia che è l’opposto della calma.

Nella calma il nervo vago funziona egregiamente, mentre nell’ansia è ostacolato o interdetto dal nervo simpatico. L’ansia scompare respirando con la pancia in modo da riattivare il nervo vago e la distensione.

Con la meditazione consapevole ci alleniamo alla presenza, cioè ad essere attenti, consapevoli e focalizzati. In tal modo ci abituiamo a fare le cose per bene anche nella vita quotidiana dove le distrazioni sono tante.

Il multitasking, infatti, è la negazione della presenza. Quando si fanno molte cose contemporaneamente, non si fa niente di buono perché l’attenzione frammentata è fortemente indebolita.

La crescita della consapevolezza determina l’accettazione della realtà e il risveglio graduale dall’infelicità alla felicità. Si vive nella consapevolezza soltanto quando si vive nel presente, attenti a ciò che si sta facendo.

 

MA GLI EVENTI NEGATIVI NON SUCCEDONO PROPRIO NEL PRESENTE?

Giustissima considerazione! Gli eventi negativi accadono tutti nel presente, anche sei poi il presente diventa passato.

E allora chi è quel matto che va dicendo che dobbiamo vivere nel presente?

Innanzitutto diciamo che il presente diventa il nostro paradiso terrestre soltanto dopo un lungo percorso di crescita personale. Sarebbe troppo bello se non fosse così. Il presente è non dualità e richiede consapevolezza, attenzione, focalizzazione, integrazione degli opposti e altro ancora.

I giovani purtroppo non sono per niente consapevoli: in carcere ci finiscono soprattutto i ragazzi e i giovani perché sono troppo impulsivi e inconsapevoli. Obbediscono soltanto ai propri istinti e vanno avanti col pilota automatico che è l’opposto della presenza.

La presenza è attenzione. Il pilota automatico corrisponde alle abitudini apprese che spesso sono sbagliate. E sbagliate lo possono essere anche perché ormai sono diventate obsolete e occorre sostituirle con nuovi abitudini. 

Quindi è necessario cambiare. Col buono o con la forza. La vita è continuo cambiamento e i cambiamenti sono sempre dolorosi, sono critici e nessuno li accetta.

 

PARADISO TERRESTRE E INFERNO

E allora come la mettiamo? Per non soffrire nel presente, nell’oggi, si deve imparare ad accettare le difficoltà, le paure, i contrattempi, i colpi della sorte, i dispiaceri, i fallimenti. Ci dobbiamo allenare a sopportare il dolore!

Ora se ci siamo temprati abbastanza, se siamo diventati abbastanza resilienti uscendo spesso dalla zona di comfort, abbiamo acquisito sicurezza e fiducia e siamo sempre più in grado di affrontare le difficoltà e le amarezze della vita. 

Le difficoltà maggiori le incontrano i bamboccioni perché non si sono mai allontanati più di tanto dalla casa dei genitori, sono usciti poco o niente dalla zona di comfort, hanno evitato le difficoltà e le paure come la peste e quando arrivano a 40 anni e si fanno una famiglia piangono lacrime amare! 

Insomma si deve entrare nell’ottica che gli eventi brutti non sono per niente negativi, ma vengono per il nostro bene, servono a farci crescere. I salti evolutivi avvengono soltanto dopo le crisi. La vita non ci regala niente, dobbiamo conquistare ogni cosa con l’impegno quotidiano e anche accettando il dolore quando viene. Il dolore non risparmia nessuno, neanche i miliardari e i potenti della terra.

Per imparare a vivere nel presente, nel paradiso terrestre, dobbiamo acquisire la piena consapevolezza, la non dualità, altrimenti vivremo con la nostra mente nel passato (fatto di esperienze negative e torti subiti che ci torturano) e nel futuro (fatto di pretese e desideri sempre di tardivo e difficile conquista).

Se il presente pienamente vissuto è il nostro paradiso terrestre, il passato e il futuro sono l’inferno!

 

SICUREZZA E PERICOLO: I DUE CAPISALDI DEL VIVERE QUOTIDIANO  

È chiaro che la serenità e la calma sono solo al centro. Ciò perché il centro coincide col momento presente e con il cuore, dove passato e futuro s’incontrano in una percezione di sicurezza, agio, armonia, gentilezza, gratitudine e consapevolezza. Al centro regna la pace, le interazioni sociali avvengono agevolmente e la realtà viene accettata tacitamente.

Il centro entra in subbuglio solo in occasioni di rivolte popolari promosse dalle periferie dimenticate e abbandonate al degrado. E cioè quando la fame e l’ingiustizia sociale diventano insopportabili avendo il governo centrale, asservito all’alta finanza, perduto ogni credibilità e ragionevolezza. In questi casi la consapevolezza generale sembra ridursi ai minimi termini e l’inconsapevolezza popolare esplode. Tutto questo accade nel presente: in questi casi la presenza è quasi nulla.

Nel passato e nel futuro si vive nella costante percezione di pericolo e di disagio. Anche se alla fine ci si abitua, è pur sempre un’abitudine negativa. L’insicurezza ed il pericolo comportano un respiro corto e superficiale, ipervigilanza, paura e ansia e quindi stress, stanchezza e rifiuto della realtà.

Comportando il passato e il futuro una percezione d’insicurezza e di pericolo, ci privano del piacere di stare in compagnia dei nostri simili e della gioia di vivere. Nel pericolo si è sempre vigili e tesi e c’è grande dispendio energetico. Vivendo con i propri pensieri nel passato o nel futuro la consapevolezza è minima.

È chiaro perciò che il presente evoca emozioni positive, prime fra tutte la sicurezza e la tranquillità. Passato e futuro invece evocano emozioni negative, prime fra tutte l’insicurezza e la paura, ma sarebbe meglio dire pensieri di paura.

Quando la nostra neurocezione percepisce un pericolo esterno o anche interno al corpo, fa scattare automaticamente il meccanismo della sopravvivenza che blocca il nervo vago e attiva il suo antagonista, il nervo simpatico con l’azione combatti o fuggi se c’è via d’uscita e morte simulata se non si può fuggire. 

 

I TRE CERVELLI

i tre cervelli COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 2^ PARTELa situazione è questa: percezione di sicurezza e percezione di pericolo sono i due capisaldi del vivere quotidiano e gestiscono il funzionamento della nostra mente, della nostra emotività e della nostra fisicità nella vita quotidiana. I tre piani corporei, che si interlacciano strettamente tra di loro, fanno capo rispettivamente al cervello cognitivo, al cervello emotivo ed al cervello rettile.

In poche parole, i pensieri, attraverso il respiro, si trasformano in emozioni, che a loro volta generano la sensazione fisica di piacere o di dolore. Tutto questo avviene anche all’inverso. Le emozioni variano in funzione della modalità di respirazione. 

La percezione di sicurezza porta l’umore e l’entusiasmo alle stelle potenziando il respiro e le nostre energie, e rende possibile anche il traguardo più ambizioso. Invece la percezione di pericolo riduce l’intensità respiratoria e la produzione di calorie (energie) inducendo debolezza, stanchezza, insonnia, malumore, pessimismo e fallimento.

Le emozioni determinano il nostro umore attraverso l’accelerazione del respiro, come accade nella rabbia, o rallentandolo come accade nella paura. Nel panico il respiro è affannoso e superficiale. Nella tristezza il respiro è minimo, cioè entra poca aria, e quindi la vitalità è bassa. Nello stato di piacere la respirazione è lenta e profonda e nell’orgasmo è molto rapida e profonda perché sono richieste molte energie.

Non appena qualcosa ci mette in apprensione, la respirazione diventa superficiale, e a causa dell’insufficiente apporto di ossigeno si riducono le calorie e ci sentiamo deboli. Insomma è chiaro: il respiro, che dipende da cosa stiamo pensando in un dato momento, determina le nostre emozioni, il nostro umore, il modo come ci sentiamo e agiamo.

 

PENSIERO>CUORE>RESPIRO>EMOZIONI>SENSAZIONI  

Dunque, ciò che determina il modo come respiriamo, e quindi come ci sentiamo, sono i nostri pensieri perché arrivano direttamente al cuore che gestisce la respirazione accelerandola o rallentandola.

Pensieri di pericolo bloccano il respiro (come per non farsi sentire dal nemico in agguato) e sentiamo paura. Pensieri di sicurezza liberano il respiro e ci sentiamo bene. Noi respiriamo in modo naturale soltanto quando non pensiamo, cioè quando dormiamo.

Quando la respirazione è superficiale e quindi vi è insufficiente apporto di ossigeno, proviamo ansia o altre emozioni negative: il nostro cuore sta ricevendo pensieri negativi e noi siamo ansiosi, preoccupati. Invece, quando la respirazione è profonda e quindi l’ossigeno introdotto è abbondante, proviamo gioia o altre emozioni positive: il nostro cuore sta ricevendo  pensieri positivi e noi stiamo bene, siamo allegri.

Inoltre, deve esserci equilibrio tra inspirazione ed espirazione, e cioè tra l’accettare (prendere l’aria) e il lasciare andare, tra il nuovo e il vecchio, tra l’attaccamento e il distacco. L’inspirazione ci insegna che abbiamo bisogno del nuovo, dobbiamo accettare, e l’espirazione che dobbiamo liberarci del vecchio, di ciò che non va più bene e lasciarlo andare. Non dobbiamo attaccarci, trattenere e accumulare perché si tratta di scorie tossiche…

Il modo migliore per fare la respirazione profonda e sentirsi in forma, è l’attività fisica. La vita sedentaria invece è l’esatto contrario!

 

LA NEUROCEZIONE

La neurocezione è una specie di radar del nostro sistema nervoso, costantemente attivo. Scandaglia autonomamente l’ambiente esterno e interno al corpo e trasmette al nostro organismo la percezione di sicurezza e tranquillità, o al contrario di pericolo ed allarme. 

Essa funziona utilizzando le informazioni che provengono dai cinque sensi e dalla interocezione.

Come vedremo più avanti, la neurocezione, nel mondo moderno in cui i fattori psicologici prevalgono nettamente rispetto ai pericoli reali vissuti dagli uomini delle caverne, spesso si sbaglia e suscita allarme anche se non c’è pericolo, oppure non riconosce i pericoli reali.

Da questo punto di vista, dato che le cose possono essere chiamate in modo diverso, assume un’enorme importanza la scelta delle parole che utilizziamo: cambiando le parole, cambia la neurocezione o percezione della realtà. Per esempio, se uso le parole problema o paura, si accendono nel cervello una serie di lampadine, mentre se parlo di situazione da risolvere o sotto controllo, la percezione è neutra o positiva e non c’è allarme.

A questo punto si spiega l’efficacia della metafora del bicchiere mezzo pieno: ogni parola è un’immagine per il cervello rettile che all’ascolto del termine pieno immagina il bicchiere completamente pieno, e all’ascolto del termine vuoto lo immagina completamente vuoto. Insomma, il termine mezzo è come il non: non viene riconosciuto. 

 

PASSATO E FUTURO EVOCANO PERCEZIONE DI PERICOLO

Dunque, questa è la situazione: mentre il presente evoca percezione di sicurezza ed armonia, passato e futuro evocano al contrario percezione di pericolo e stress. Nel presente, i pensieri nevrotici e le sensazioni come il senso di colpa, il rimpianto, la nostalgia e l’ansia, che si manifestano vivendo nel futuro e nel passato, tendono a diminuire e a scomparire. 

Come già detto, la percezione di pericolo esterno e/o interno al corpo blocca il nervo vago e attiva il sistema nervoso simpatico. Quest’ultimo prepara il corpo alla lotta, alla fuga o alla finta morte (isolamento).

Ciò avviene anche quando siamo nella tranquillità della nostra casa, ma anziché essere concentrati su ciò che stiamo facendo, ci abbandoniamo inconsapevolmente a pensieri tristi legati a ricordi angosciosi o siamo presi dalle inquietudini per il futuro.  

Quindi la sofferenza, l’insoddisfazione e l’infelicità, ed in generale i problemi esistenziali si manifestano quando non viviamo pienamente nel presente perché scompare l’attenzione, la consapevolezza e la percezione di sicurezza.

Vivere pensando al passato o al futuro crea automaticamente percezione di pericolo, paura e pensieri negativi.

 

IL NERVO VAGO

sintomi nervo vago COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 2^ PARTEPercezione di sicurezza e percezione di pericolo sono situazioni che determinano rispettivamente sensazione di agio e di disagio dell’organismo. Esse sono gestite rispettivamente dall’azione del sistema nervoso parasimpatico e simpatico mediante l’antagonismo tra il nervo vago e il nervo simpatico.

Esistono due nervi vaghi: uno a destra e uno a sinistra. Il nervo vago è il decimo nervo craniale ed è uno dei nervi più importanti dell’organismo perché fornisce fibre parasimpatiche, cioè rilassanti, a tutti gli organi, ad eccezione delle ghiandole surrenali, e controlla anche alcuni muscoli scheletrici. Esso comunica in maniera bidirezionale tra i visceri e il cervello.

Il nervo vago regola quindi gli organi interni tra i quali il cuore facendo in modo che non oltrepassi, in condizioni ordinarie, i 60-70 battiti al minuto. Quando la sua funzionalità è compromessa, come per esempio a causa dell’artrosi cervicale e dello stress, si possono verificare tutta una serie di sintomi come tachicardia, acidità di stomaco, nausea, giramenti di testa, rigidità e dolore del collo, pallore, sudorazione fredda, stanchezza e dolori articolari. In pratica, il blocco del nervo vago colpisce molti organi e principalmente il cuore, lo stomaco e gli intestini. 

Quando funziona bene il nervo vago, siamo in perfetto stato di salute psicofisica e ci sentiamo a nostro agio. Quando invece il vago è ostacolato nelle sue funzioni regolatrici, ci sentiamo in pericolo, il cuore comincia a battere a mille all’ora, la respirazione diventa irregolare e viene meno l’omeostasi dell’organismo.

È stato accertato che la gentilezza migliora il tono vagale sia di chi fa un atto gentile, sia di chi lo riceve (Kok et al, 2013).

 

LA MAGIA DELLO STATO DI PRESENZA

benedettissima COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 2^ PARTE

Non si deve confondere l’oggi o adesso, con la presenza o stato di presenza. Infatti, la paura che ci tiene legati alle esperienze negative del passato e l’ansia che ci opprime con l’incertezza per il futuro, ci privano della serenità e del buonumore proprio nel momento attuale.

Passato, presente e futuro formano un continuum, ma tutto succede ora, in questo momento. Il passato è l’oggi che ormai se n’è andato portando con sé il ricordo di ciò che è successo. E il futuro non c’è ancora: il domani è l’oggi che verrà. Il passato è formato da tanti oggi già vissuti e il futuro da tanti oggi che devono ancora arrivare. 

Siccome il presente è l’unico momento in cui agiamo, passato e futuro sono espansioni del presente e sono ben reali per la nostra mente! Tanto è vero che noi influenziamo direttamente il nostro futuro, il nostro domani, con ciò che facciamo nel presente con le nostre azioni e con i nostri pensieri. (Se oggi compi un delitto, domani ti ritroverai dietro le sbarre).

Non è vero che il passato non esiste più perché quando rievochiamo i brutti ricordi rivoltiamo il coltello nelle ferite come se il dolore lo vivessimo oggi. E non è vero che il futuro non esiste altrimenti non esisterebbe neanche il presente e il passato. D’altra parte, le preoccupazioni e l’ansia che lo caratterizzano ci fanno stare male. 

Se vogliamo avere ricordi belli e un futuro roseo, dobbiamo operate bene nel presente coltivando buone abitudini. Anche se il futuro precede il presente, noi lo influenziamo positivamente con abitudini, azioni e pensieri positivi, e lo influenziamo negativamente con abitudini, azioni e pensieri negativi.

“Ogni pensiero che fai crea il tuo futuro. I pensieri di rabbia, risentimenti e sensi di colpa creano tanti problemi”. (Louise Hay)

La consapevolezza nasce dall’esperienza. Purtroppo, siccome per molti anni della nostra vita non abbiamo ancora fatto abbastanza esperienza e ci manca la consapevolezza, è ovvio che andiamo incontro a tantissime difficoltà e disavventure. 

Per operare bene oggi in modo da trovarci bene anche in futuro e conservare bei ricordi, dobbiamo abituarci a essere attenti, consapevoli e focalizzati su ciò che stiamo facendo ora. Dobbiamo fare cioè “intenzionalmente” una cosa sola alla volta! È questo lo stato di presenza, che è fondamentale per organizzare bene le giornate, raggiungere i nostri obbiettivi ed essere felici.

Quando siamo presenti accettiamo completamente sia il passato sia il futuro e non ci sono pensieri vaganti: ecco perché tutto scorre in maniera fluida e armoniosa.

Possiamo anche dire che quando ci sentiamo bene, (è perché) siamo automaticamente nel presente, al centro dell’attenzione. Nel presente non c’è dualità o separazione tra inspirazione ed espirazione, la respirazione è profonda e completa: da qui la magia della presenza.

 

L’ASCOLTO ATTIVO

Un bell’esempio di presenza è l’ascolto attivo fatto in maniera genuina e non giudicante. Esso rappresenta il più bel dono che possiamo fare agli altri perché si sentono accettati, compresi e lusingati. L’ascolto attivo richiede attenzione e consapevolezza, perciò è un grande dono anche per noi stessi. Infatti ci consente di conseguire il successo nelle nostre relazioni e di avere un rapporto di coppia duraturo e soddisfacente. 

Grazie all’attenzione e alla focalizzazione, il pensiero è diretto in un solo punto per cui il suo potere creativo si accresce. Questo punto diventa anche il centro della nostra attenzione e coincide con il presente. In sostanza, quando sei attento e concentrato, sei consapevolmente nel presente.       

In realtà, noi siamo fisicamente sempre nell’oggi, nel presente, ma dovremmo esserlo anche con la mente.

Purtroppo con la mente ci ritroviamo spesso a pensare a fatti spiacevoli del passato o ci preoccupiamo eccessivamente del futuro. Quando vaghiamo con la mente nel passato o nel futuro non siamo più attenti e consapevoli: abbiamo la percezione di essere in pericolo e respiriamo male.

“In un modo o nell’altro, lo stress, la paura, l’insoddisfazione, la frustrazione sono tutti stati d’animo causati da un eccesso di futuro o di passato, e quindi da una carenza spaventosa di presente”. (Dal libro “La felicità fa i soldi” di D. F. Sada e E. Garzotto)

 

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LO STATO DI FLOW O DI GRAZIA

Anche lo stato di flow, che consente alte prestazioni senza sforzo apparente, è una questione di presenza, centratura e focalizzazione. Lo stato di flow o di grazia coincide con lo stato di presenza e la non dualità! (Ne riparleremo nella 5^ parte).

Provavo una strana calma… una specie di euforia. Sentivo che potevo correre per tutto il giorno senza stancarmi e che potevo dribblare qualunque giocatore della squadra avversaria e quasi passare fisicamente attraverso loro.

(Pelé, il più grande giocatore di tutti i tempi)

La zona del flow è situata al “centro” tra l’area dello stress e quella della noia. È il caso degli artisti, degli sportivi e degli innamorati che nelle loro performance si sentono immersi completamente nel qui e ora, nell’attimo creativo, appunto senza stress e senza noia: la respirazione avviene in maniera perfetta.

Per essere coinvolti e concentrati al massimo e far sì che tutto scorra in maniera fluida e armoniosa, occorre che le abilità che abbiamo e le difficoltà che affrontiamo siano tra loro direttamente proporzionali. Questo concetto lo ritroviamo anche nell’interazione tra la consapevolezza e l’inconsapevolezza (vedi disegno) di cui parleremo successivamente.

Al di fuori della zona del flow c’è frustrazione e noia se il livello di abilità è alto mentre il livello di difficoltà è basso. Invece c’è ansia e stress se le difficoltà sono elevate mentre le abilità sono scarse.

Nella zona di grazia o di flow le abilità equilibrano perfettamente le difficoltà e tutto avviene in modo fluido e armonioso.

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