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RABBIA E TACHICARDIA

rabbia RABBIA E TACHICARDIA

RABBIA E TACHICARDIA

QUANDO IL CUORE PRENDE FUOCO!

Rabbia e tachicardia – Quando il cuore prende fuoco!

Se è vero che “i pensieri arrivano direttamente al cuore, figuriamoci le parole!

Un cuore offeso, ferito o trascurato si surriscalda facilmente ed è come se prendesse fuoco: ecco la rabbia.

Il cuore si raffredda e soffre quando il respiro è superficiale e si riscalda e gioisce quando il respiro è lento e profondo.

La rabbia è una valvola di sfogo. È la risposta genuina e immediata del cuore offeso! La rabbia è causata da una scarica di adrenalina che accende il cuore. 

Anche la tachicardia è la risposta del cuore di una persona che si sente trascurata, ferita, offesa!

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Di |2020-01-03T09:07:27+01:00Febbraio 11th, 2019|crescita personale|7 Commenti

COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 2^ PARTE

COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 2^ PARTE

PERCEZIONE DI SICUREZZA E DI PERICOLO

STARE AL CENTRO: PERCEZIONE DI SICUREZZA 

I PENSIERI VAGANTI

MA GLI EVENTI NEGATIVI NON SUCCEDONO PROPRIO NEL PRESENTE?

PARADISO TERRESTRE E INFERNO

SICUREZZA E PERICOLO: I DUE CAPISALDI 

I TRE CERVELLI 

PENSIERI, RESPIRO, EMOZIONI, SENSAZIONI 

LA NEUROCEZIONE

PASSATO E FUTURO

IL NERVO VAGO

LA MAGIA DELLO STATO DI PRESENZA

L’ASCOLTO ATTIVO

LO STATO DI FLOW O DI GRAZIA

Come raggiungere la piena consapevolezza. 

L’inconsapevolezza esplode in rivolte popolari quando la fame e l’ingiustizia sociale e fiscale diventano insopportabili e crudeli.

 

STARE AL CENTRO: PERCEZIONE DI SICUREZZA  

È bene ora soffermarci sul concetto di stare al centro.

Al centro scompare la negatività perché si neutralizzano le cariche opposte degli estremi e si dissolve la loro pericolosità. La tensione al centro è nulla, mentre ai due poli è massima e di segno contrario. In poche parole. il centro è portentoso perché condivide le qualità migliori dei due poli opposti -vedi più avanti destra e sinistra- lasciando agli estremi le qualità peggiori.

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Di |2020-01-03T09:12:39+01:00Novembre 30th, 2018|crescita personale|0 Commenti

COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 1^ PARTE

COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 1^ PARTE

pasqualeepasqualino 292x300 COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 1^ PARTE

LA METAFORA DEL BICCHIERE MEZZO PIENO

LA TEORIA DEI PICCOLI PASSI

MA COS’È LA CONSAPEVOLEZZA?

Quello che sembra non sia stato detto sull’importanza del potenziamento dell’attenzione, che si ottiene con tutti i tipi di meditazione, è che essa mette in sintonia la consapevolezza con l’inconsapevolezza dando luogo allo stato di presenza e alla non dualità. Lo vedremo nella seconda parte di questo articolo.

 Come raggiungere la piena consapevolezza.

Volersi bene è una prerogativa irrinunciabile altrimenti il mondo ci crolla addosso!

Per volersi bene e conseguire la consapevolezza, è bene abituarsi a vedere il bicchiere mezzo pieno.

 

LA METAFORA DEL BICCHIERE MEZZO PIENO 

Importantissimo: vedere il bicchiere mezzo pieno è diverso sia dal vederlo mezzo vuoto, sia dal vederlo pieno. Fuor di metafora, vedere il bicchiere mezzo pieno ti salva sia dal pessimismo, sia dall’ottimismo ingenuo o esagerato.

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Di |2020-01-03T09:15:50+01:00Novembre 30th, 2018|crescita personale|0 Commenti

Disagio iniziale o incapacità appresa?

DISAGIO INIZIALE O INCAPACITÀ APPRESA?

L’EVITAMENTO È MICIDIALE

disagio a cena Disagio iniziale o incapacità appresa?

CRISI DI IDENTITÀ E AUTOSTIMA ALTA

Disagio iniziale o incapacità appresa?

Noi diventiamo abilissimi nelle cose che facciamo ogni giorno, ma siamo imbranati all’inizio di qualsiasi processo.

Tante persone, all’inizio di una nuova attività, non si sentono a proprio agio e se possono preferiscono dileguarsi. E col passare del tempo si sentono sempre più inadeguate. Purtroppo non sanno che la sensazione di disagio è soltanto iniziale ed è del tutto normale.

La situazione è questa: se facciamo una data cosa ogni giorno, diventiamo sempre più abili ed efficaci, anche se all’inizio eravamo negati. 

Pertanto, se ti senti impacciato(a) quando vai a una festa, ad una cena o a una gita con gli amici, quando viaggi e in tutte le occasioni in cui devi prendere la parola in pubblico, il motivo è uno solo e universalmente valido: sei a disagio perché l’hai fatto poche volte!

L’eccellenza non è uno stato ma un’abitudine”. (Aristotele)

ballerini Disagio iniziale o incapacità appresa?La stessa cosa si verifica quando ti accingi a fare un nuovo mestiere, per esempio la vendita porta a porta. Ed è così anche per imparare a suonare uno strumento, a nuotare, a guidare la macchina e a ballare: il primo impatto è quasi sempre deprimente. Lo sanno tutti.

Anche quando andiamo in palestra la prima settimana e quando prendiamo in mano un librone universitario, ci sentiamo a disagio; e persino quando ci innamoriamo.

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Di |2020-01-03T10:13:52+01:00Novembre 3rd, 2018|crescita personale|4 Commenti

Destra e sinistra: chi ha ragione?

DESTRA E SINISTRA: CHI HA RAGIONE?

Rivoluzioni populiste e migrazioni in massa dalla miseria

parlamento della consapevolezza Destra e sinistra: chi ha ragione?Destra e sinistra: chi ha ragione?

In una gara ciclistica, al traguardo arrivano prima i corridori più forti -i campioni che diventano ricchi-, poi arriva il gruppo, e per ultimi i corridori più deboli e i gregari (quelli che portano le borracce ai capitani).

La vita è una gara (tra spermatozoi) a chi arriva prima (all’ovulo)! Possiamo dire che tutto è uguale all’inizio

Destra e sinistra sono le due estremità del centro, come il passato e il futuro sono le estremità del presente

Il centro, che rappresenta la maggioranza silenziosa, tranquilla e operosa, è strattonato di qua e di là dai suoi due poli laterali, dinamici e velleitari e sempre in lotta tra loro: la destraindustriosa, egoista e xenofoba, nonché dura, intransigente e avida; e la sinistra, intellettuale, altruista e multietnica, nonché molliccia, accogliente e tollerante. La destra predilige la ricchezza materiale ed esteriore, la sinistra la ricchezza spirituale e interiore. 

Chi è dalla parte giusta?

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Di |2020-01-03T10:17:59+01:00Agosto 30th, 2018|sviluppo-personale|0 Commenti

Felice è soltanto chi è in pace col proprio passato

FELICE È SOLTANTO CHI È IN PACE COL PROPRIO PASSATO 

pasqualeepasqualino Felice è soltanto chi è in pace col proprio passatoLa felicità è solo nel qui e ora

Felice è soltanto chi è in pace col proprio passato.

È felice soltanto chi ha fatto pace col proprio passato, e quindi, prima di tutto, con il padre e/o la madre. Il discorso ci riguarda sia come figli che come genitori.

Chi prova risentimento verso i propri cari non potrà mai sentirsi felice.

Quindi, per essere felice, nessuno può esimersi dal perdonare e dal perdonarsi.

Il perdono ci libera dall’odio che proviamo per gli altri e per noi stessi e libera anche gli altri recuperando moltissime energie. Il modo più efficace per praticare il perdono è inserirlo nei mantra durante la meditazione. 

Provare risentimento verso un genitore (o una persona qualunque) che è egli stesso vittima incolpevole della propria inconsapevolezza (ignoranza), è una emozione molto dolorosa, frustrante, insensata, spossante e inutile perché si perpetua all’infinito!

Se non si prova affetto sincero per i propri familiari, si diventa aridi di cuore e viene ben presto meno anche l’amor proprio che è il fattore cardine dell’autostima.

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Di |2020-01-03T10:22:31+01:00Agosto 17th, 2018|crescita personale|0 Commenti

Paura della morte

paura della morte 300x243 Paura della mortePAURA DELLA MORTE

Per non aver paura della morte deve morire il proprio ego

La tecnica dello scenario peggiore

Paura della morte

“Buongiorno, Pasquale. Ho letto molte sue cose interessanti e ho deciso di chiederle un consiglio. Ho 55 anni, sono una avellinese residente in Lombardia da 34. Da qualche anno do i numeri, nel senso che ho l’ossessione della morte. Ci si sono messi anche dei dolori al petto da un paio di anni, che ogni tanto mi fanno correre terrorizzata al pronto soccorso senza che trovino nulla. Ho fatto una decina tra visite e accertamenti cardiologici ed è tutto ok, ma non mi convinco mai. Appena arriva un dolore devo prendere un ansiolitico, sennò vado in panico, nella paura più assurda. Paura alimentata anche dai medici: chi dice che sono dolori intercostali, chi che dipendono dalla mia gastrite, e io sono sempre più spaventata. Sto facendo anche un percorso psicologico, il quarto, senza risultati. Leggo, mi informo, ma niente mi convince. Ha qualche consiglio?”

 

PAURA DELLA MORTE: FAR MORIRE IL PROPRIO EGO

Il tuo problema è molto comune e anche molto semplice. 

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Di |2020-01-03T10:25:40+01:00Maggio 14th, 2018|sviluppo-personale|0 Commenti

Incostanza: un difetto grave?

incostanza 300x200 Incostanza: un difetto grave?INCOSTANZA: È UN DIFETTO GRAVE?

L’errore più grave è proprio criminalizzare l’incostanza

Tutto ciò che criminalizziamo diventa un boomerang

Incostanza: è un difetto grave?

“Ciao Pasquale, il mio peggior difetto è sicuramente la mancanza di costanza. Mi impegno tanto, ma a un certo punto mi arrendo di fronte alle difficoltà e non imparo mai nulla. Sono disperato. Puoi darmi qualche consiglio? Grazie”. (Lettera firmata)

Molti ritengono che l’incapacità di essere costanti, caratteristica molto diffusa e anzi una piaga universale, sia la causa che impedisce alle persone di apprendere nuove abitudini, di studiare o di imparare un mestiere e farsi una posizione.

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Di |2018-07-05T08:36:57+01:00Aprile 24th, 2018|crescita personale|0 Commenti

Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?

untitled Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?MILIARDARI O BENESTANTI: COSA È MEGLIO ESSERE?

Miliardari si diventa per passione, meriti e necessità, e soprattutto rischiando.

Non è possibile ipotizzare un mondo senza poveri, senza ricchi e soltanto classe media.  

Il dramma dei giovani senza lavoro.

Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?

Caro lettore, cara lettrice, l’argomento che ti propongo è un po’ tecnico, ma ti assicuro che troverai spunti molto interessanti.

Tutti ci ritroviamo a scegliere tra due forze antagoniste, ad esempio il rischio e la tranquillità, e spesso preferiamo la seconda. Poi però chi preferisce la tranquillità si lamenta di non avere fortuna, di non avere abbastanza soldi, di non avere successo.

La tranquillità è una virtù bellisssima, ma ci lascia nella mediocrità finanziaria ed esperienziale: infatti non ci fa uscire dalla zona di sicurezza e pertanto non acquisiamo esperienza e consapevolezza.

Credere che il rischio sia sempre da evitare è una credenza limitante di tantissime persone: ecco perché la ricchezza è una prerogativa di pochi. Un proverbio molto noto dice chiaramente: “Chi non risica non rosica”. E proprio così stanno le cose!  

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Di |2018-04-13T08:39:02+01:00Marzo 24th, 2018|crescita personale|0 Commenti