untitled Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?MILIARDARI O BENESTANTI: COSA È MEGLIO ESSERE?

Miliardari si diventa per passione, meriti e necessità, e soprattutto rischiando.

Non è possibile ipotizzare un mondo senza poveri, senza ricchi e soltanto classe media.  

Il dramma dei giovani senza lavoro.

Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?

Caro lettore, cara lettrice, l’argomento che ti propongo è un po’ tecnico, ma ti assicuro che troverai spunti molto interessanti.

Tutti ci ritroviamo a scegliere tra due forze antagoniste, ad esempio il rischio e la tranquillità, e spesso preferiamo la seconda. Poi però chi preferisce la tranquillità si lamenta di non avere fortuna, di non avere abbastanza soldi, di non avere successo.

La tranquillità è una virtù bellisssima, ma ci lascia nella mediocrità finanziaria ed esperienziale: infatti non ci fa uscire dalla zona di sicurezza e pertanto non acquisiamo esperienza e consapevolezza.

Credere che il rischio sia sempre da evitare è una credenza limitante di tantissime persone: ecco perché la ricchezza è una prerogativa di pochi. Un proverbio molto noto dice chiaramente: “Chi non risica non rosica”. E proprio così stanno le cose!  

Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?

Il rischio secondo me è un gene dominante, pardon una credenza potenziante delle persone ricche e di successo!  

Miliardari si diventa per passione, meriti e necessità, ma soprattutto rischiando.

Vediamo quindi, sia pure a volo, come e perché si diventa ricchi e miliardari.  

Ricchi si diventa quando si raggiunge l’eccellenza in un campo di grande utilità per le persone, e si è in grado di produrre e vendere il proprio prodotto o servizio in grandi quantità. 

Purtroppo l’eccellenza, secondo lo psicologo K. Anders Ericsson e tanti altri, si raggiunge soltanto dopo aver accumulato circa 10.000 ore di pratica deliberata. Il talento, secondo la psicologia moderna, è Microsoft investors Bill Gates 300x225 Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?solo un mito, o meglio diventa talentuoso chi si esercita fin da piccolo fino all’inverosimile, come fanno i ragazzini sudamericani con il pallone.

La passione è il vero talento di ogni essere umano.

Pertanto conviene mettere da parte il libro The secret, la legge di attrazione e la presunta abbondanza dell’universo. In sostanza, se non ti impegni al massimo e con costanza, l’universo non si accorgerà neanche di te! 

Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?

Una volta cresciuto a livello industriale, l’imprenditore è “costretto” a far crescere e innovare la propria azienda prendendo decisioni rischiose, tempestive e lungimiranti, altrimenti soccombe alla concorrenza. A un certo punto non c’è limite alla crescita del fatturato e gli imprenditori diventano  milionari e poi miliardari senza neanche accorgersene!

Se Bill Gates smettesse di consolidare il proprio impero economico, la sua azienda sarebbe rapidamente fagocitata da quelle concorrenti, come succede a tutte le aziende che non si rinnovano in tempo. 

La spietata concorrenza vigente nel mondo industriale globale moderno porta a un progresso tecnologico sempre più veloce, più spinto e poco rispettoso dell’ambiente. Anche il nostro tempo si è velocizzato. Abbiamo la sensazione di accumulare ritardo come persone, siamo sempre più ansiosi e insoddisfatti e ci imbottiamo di farmaci di ogni genere.

[jbox_verde]“La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste”. (Keyser Söze) [/jbox_verde]

Ricchezza e povertà sono due opposti al cui centro c’è la classe media. La distribuzione del denaro è simile all’altezza delle persone e delle piante e a qualsiasi grandezza fisica, e in condizioni normali segue la curva di Gauss

curva di Gauss 300x187 Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?

Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?

Anche nei boschi ci sono piante altissime che svettano su tutte le altre, che possiamo paragonare ai ricchi, le quali sono soggette alla furia dei venti; ci sono anche piante basse che invece sfuggono alle tempeste ma soffrono per mancanza di luce (e nutrimento) come accade ai poveri; e infine ci sono piante di altezza uniforme, che sono la maggioranza e che possiamo paragonare alla classe media.

Purtroppo però al giorno d’oggi, a causa della globalizzazione, la curva di Gauss non ha più una distribuzione normale o simmetrica, ma si è ingrossata notevolmente dal lato dei ricchi a danno della classe media e dei poveri.

La situazione del welfare si è aggravata anche a causa della crisi economica, dell’immigrazione incontrollata, dell’indebolimento dei sindacati e per l’inefficienza della vecchia classe politica, impreparata ad affrontare i cambiamenti di un mondo globalizzato.

Cosicché il lavoro è diventato molto precario e male retribuito. E si è creata un’enorme disparità retributiva tra i vecchi lavoratori e le nuove generazioni soggette a contratti atipici (di breve durata e senza nessuna garanzia occupazionale). Questo stato di cose, causato anche dall’eccessivo costo del lavoro -lo Stato esige dalle imprese più di quanto va nella busta paga- è vergognoso e deve finire al più presto!

Fatto è che la classe media, e cioè la maggioranza della gente, anche per effetto dell’austerity imposta da Bruxelles, si è notevolmente impoverita.

Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?

Il disagio economico e sociale, anche in fatto di sicurezza dei cittadini, è esploso nei risultati alle recenti elezioni politiche. A questo punto ben venga il reddito di cittadinanza (o comunque lo si voglia chiamare) per evitare disordini sociali e vere e proprie rivolte di massa.

In effetti, la domanda che ci siamo posti: “È meglio essere miliardari o benestanti”, allude alla vera domanda: la ricchezza è una virtù oppure no? Stando al motto antico “In medio stat virtus“, la ricchezza non sarebbe una virtù propriamente detta perché non è un valore medio. La ricchezza, specialmente quella dei miliardari e dei milionari, è un eccesso di denaro che comporta tensioni e pericoli di ogni genere; tensioni e pericoli per giunta anche costanti.

A parte coloro che diventano milionari per eredità e vincite varie, in genere si diventa ricchi quando si raggiunge l’eccellenza, come abbiamo già visto. A questo punto si potrebbe mettere in discussione l’eccellenza stessa e l’alta prestazione per i grandi sforzi richiesti, e quindi anche vittorie e primati, il che diventa un discorso assurdo.

In realtà, primati e vittorie non hanno nulla che vedere con la ricchezza, anche se a volte la promuovono. Infatti l’atleta vincente, in genere, è quello che raggiunge meglio degli altri il cosidetto stato di flow, cioè quello stato in cui lo sforzo è appena cosciente.

Comunque è innegabile che per diventare ricchi oppure campioni dello sport si fanno molti sacrifici e si corrono rischi e pericoli. 

Miliardari o benestanti: cosa è meglio essere?

Indubbiamente non esistono pregi senza difetti; non esiste il bene assoluto.

Ed è anche vero che il troppo storpia, di qualunque cosa si tratti, a prescindere dalle proprie preferenze. Il troppo, specialmente in fatto di denaro, è un eccesso carico di rischi, tensione e pericoli. 

Non affermo che è sbagliato impegnarsi così tanto per conseguire l’eccellenza o la ricchezza, anche perché sono cose che avvengono per passione e automaticamente.

Anzi, poiché l’eccellenza e l’alta prestazione sono un eccesso -d’impegno, costanza e sacrifici – si deduce che proprio grazie agli eccessi si ottiene il successo! Infatti, la stessa consapevolezza si consegue a seguito della sperimentazione degli eccessi.

In altri termini, per conseguire la consapevolezza e il successo occorre provare sulla propria pelle quanto fanno male gli eccessi e starne possibilmente alla larga. 

È fuori discussione che chi preferisce la tranquillità, preferisce essere benestante piuttosto che miliardario.

I miliardari sono i veri benefattori dell’umanità e sono meritevoli dell’ammirazione di tutti. Anzi, potremmo ben dire che essi producono a proprio rischio e pericolo, mentre tutti gli altri consumano beatamente. Spesso sono anche filantropi. Certo, avere tanti soldi e potere compensa ampiamente i loro continui ed estenuanti grattacapi.

Infine, come ho spiegato parlando della curva di Gauss, non è ipotizzabile un mondo fatto soltanto di classe media perché la natura stessa è multiforme e variegata.