FELICE È SOLTANTO CHI È IN PACE COL PROPRIO PASSATO 

pasqualeepasqualino Felice è soltanto chi è in pace col proprio passatoLa felicità è solo nel qui e ora

Felice è soltanto chi è in pace col proprio passato.

È felice soltanto chi ha fatto pace col proprio passato, e quindi, prima di tutto, con il padre e/o la madre. Il discorso ci riguarda sia come figli che come genitori.

Chi prova risentimento verso i propri cari non potrà mai sentirsi felice.

Quindi, per essere felice, nessuno può esimersi dal perdonare e dal perdonarsi.

Il perdono ci libera dall’odio che proviamo per gli altri e per noi stessi e libera anche gli altri recuperando moltissime energie. Il modo più efficace per praticare il perdono è inserirlo nei mantra durante la meditazione. 

Provare risentimento verso un genitore (o una persona qualunque) che è egli stesso vittima incolpevole della propria inconsapevolezza (ignoranza), è una emozione molto dolorosa, frustrante, insensata, spossante e inutile perché si perpetua all’infinito!

Se non si prova affetto sincero per i propri familiari, si diventa aridi di cuore e viene ben presto meno anche l’amor proprio che è il fattore cardine dell’autostima.

IL PASSATO RAPPRESENTA LA NOSTRA CONSAPEVOLEZZA

Purtroppo, le credenze limitanti sono le catene del passato che ci impediscono di realizzare i nostri desideri e la nostra stessa vita.

Infatti il passato, che va dalla nascita al momento attuale, rappresenta la nostra memoria, le nostre esperienze, le nostre credenze, le nostre ricchezze o conquiste morali e materiali e la nostra consapevolezza. Sì, proprio la consapevolezza acquisita nel tempo grazie all’esperienza e agli errori, e/o grazie alla lunga pratica della mindfulness.

È ovvio che il nostro passato, anche se traumatico, deve comunque poter entrare in sintonia con le nostre aspirazioni future affinché la nostra vita possa scorrere in maniera fluida e armoniosa. Proprio ciò che si verifica nello stato di presenza, essenziale per la felicità e la riuscita nella vita. La presenza può essere sviluppata però soltanto con la pratica della mindfulness.

Ignorando l’importanza che riveste il passato nella nostra vita, è naturale non accettarlo, perché esso è la memoria di tutti i nostri errori o eventi negativi vissuti quando eravamo diversi da come siamo ora. Inoltre, il passato è spesso stracolmo di rancore verso le persone che ci hanno causato ferite e frustrazioni. 

Il rancore è nettare per le credenze negative.

Un famoso psicologo afferma che il passato non esiste, che non conta nulla, e che ci dobbiamo preoccupare soltanto di vivere nel presente, come se vivere consapevolmente fosse la cosa più facile del mondo e alla portata di tutti.

 

LA FELICITÀ È L’EFFETTO DELLA SINTONIA TRA PASSATO E FUTURO

Ripeto: il passato è il nostro vissuto fino al momento attuale e rappresenta la nostra memoria, le nostre esperienze, le nostre credenze, le nostre ricchezze morali e materiali e la nostra consapevolezza.

Il rifiuto di quanto di brutto ci è successo in passato ci rende ancora più frustrati e infelici. Infatti, non accettando la realtà del passato, non si apprende alcuna lezione. E continueremo a restare inconsapevoli. Pertanto, in assenza di consapevolezza cadremo ancora negli stessi errori, negli stessi eccessi e nelle stesse disavventure.

Inoltre, il tentativo di scrollarsi di dosso i ricordi traumatici, li rende ancora più invasivi e presenti in ogni attimo della giornata.

È sbagliato comunque odiare il proprio passato perché ogni crisi e turbamento, per quanto dolorosi possano essere, ci regalano sempre una equivalente crescita morale. Ed è proprio per questo motivo che oggi ci sentiamo migliori di ieri.

la leva del benessere Felice è soltanto chi è in pace col proprio passatoPurtroppo, a causa del rifiuto dei ricordi dolorosi, resta precluso il meccanismo della sintonia tra inconsapevolezza e consapevolezza, tra corpo e mente (sistema bottom up e top down), tra il nostro futuro e il nostro passato. E continueremo a sentirci insicuri e frustrati.

La sintonia tra la consapevolezza maturata fino ad oggi e le aspirazioni future, ha l’effetto prodigioso di riportarci al centro, allo stato di presenza, quindi alla pace, al benessere e alla felicità.

 

LA FELICITÀ È SOLTANTO NEL QUI E ORA

Siccome la felicità è l’effetto della sintonizzazione tra passato e futuro, essa si manifesta soltanto nel qui e ora, nello stato di presenza.

Lo stato di presenza è proprio la conseguenza della sintonia (allineamento o integrazione) tra passato e futuro.

E proprio perché la presenza è così importante per la nostra serenità e il nostro benessere, non è per niente facile acquisirla. Come già detto, per imparare a vivere nel presente, nel qui e ora, e cioè in maniera consapevole e centrata, è necessario un lunghissimo periodo di addestramento con la pratica della mindfulness.

Senza meditazione e sviluppo personale, resteremo probabilmente succubi delle nostre reazioni impulsive per tutta la vita.

 

ASPETTATIVE ESORBITANTI 

È evidente che ci deve essere un continuum tra il passato, cioè quello che siamo diventati grazie al nostro impegno quotidiano, e il futuro, ossia come noi vorremmo diventare!

Non puoi pretendere il successo e la felicità, che valgono 10, se la tua crescita personale arriva appena a 5!

Il successo è il risultato conseguente alla somma dei fallimenti perché si cresce in consapevolezza proprio sbagliando e fallendo.

Purtroppo nella maggioranza dei casi, le aspettative future sono esorbitanti, vere e proprie pretese che portano a cocenti delusioni.

Quindi, la nostra croce non è solo e non tanto il nostro passato con i brutti ricordi che non riusciamo ad accettare ed integrare, ma anche e soprattutto il fatto che le nostre aspirazioni per il futuro sono inconsapevoli e sproporzionate!

L’inconsapevolezza ci rende ansiosi, impazienti, insofferenti e intolleranti, e fa sì che pretendiamo di realizzare subito i nostri desideri causando inutile sofferenza. E ci fa guardare con invidia, gelosia e rabbia repressa alla fortuna dei nostri vicini e degli altri in genere, rovinandoci la salute e l’esistenza. 

Purtroppo, gelosia, invidia e antagonismo si manifestano già in tenerissima età e, in mancanza di consapevolezza, ci angosciano per tutta la vita! Peccato che soltanto poco addetti ai lavori lo mettano in risalto!

Occorre dunque ridimensionare le proprie aspettative per allineare passato e futuro, il che equivale a dire che bisogna accettare la realtà anche se non ci piace. Anzi basta accettare se stessi per far quadrare il cerchio.

Accettando la realtà e soprattutto se stessi, impariamo ad essere grati alla vita per i piccoli progressi che abbiamo ottenuti e diventiamo responsabili di tutto quanto ci accade. In tal modo smettiamo di accusare gli altri dei nostri fallimenti e coltiviamo buone relazioni con tutti. Infatti, c’è sempre almeno un motivo di cui essere grati al partner e alle persone con le quali ci relazioniamo.  

“La salute emotiva è la capacità di accettare la realtà senza scappare”. (Alexander Lowen)

 

ECCO COSA INSEGNARE AI NOSTRI RAGAZZI!

Dobbiamo prendere coscienza del fatto che sentirsi felici, e/o avere successo, è sempre una questione di allineamento tra quello che siamo oggi e quello che desideriamo essere.

Insomma, siccome il successo e/o la felicità hanno per definizione valore 10, che è quello massimo, anche la consapevolezza maturata deve aver raggiunto il valore 10. Naturalmente non è da buttare un valore 9/9 o 8/8. Ma se aspiriamo al valore massimo e siamo ancora a 7 in fatto di consapevolezza, non saremo pienamente felici e soddisfatti.   

Questa consapevolezza ci deve guidare, pungolare e motivare all’impegno fin da ragazzi!

Voglio rimarcare però che il fattore limitante in fatto di soddisfazione personale non è solo e non tanto la consapevolezza, ma soprattutto le nostre aspettative. 

Se non abbiamo successo e non siamo felici, e cioè ci sentiamo in maniera diversa da come vorremmo vederci, significa soltanto che non siamo cresciuti abbastanza e abbiamo bisogno di ulteriori apprendimenti e approfondimenti.

Ma il segreto per essere felici è quello di accettare se stessi sempre e a prescindere da tutto. Non è per niente facile, ma chi ci riesce è davvero beato!

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