COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 1^ PARTE

pasqualeepasqualino 292x300 COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 1^ PARTE

LA METAFORA DEL BICCHIERE MEZZO PIENO

LA TEORIA DEI PICCOLI PASSI

MA COS’È LA CONSAPEVOLEZZA?

Quello che sembra non sia stato detto sull’importanza del potenziamento dell’attenzione, che si ottiene con tutti i tipi di meditazione, è che essa mette in sintonia la consapevolezza con l’inconsapevolezza dando luogo allo stato di presenza e alla non dualità. Lo vedremo nella seconda parte di questo articolo.

 Come raggiungere la piena consapevolezza.

Volersi bene è una prerogativa irrinunciabile altrimenti il mondo ci crolla addosso!

Per volersi bene e conseguire la consapevolezza, è bene abituarsi a vedere il bicchiere mezzo pieno.

 

LA METAFORA DEL BICCHIERE MEZZO PIENO 

Importantissimo: vedere il bicchiere mezzo pieno è diverso sia dal vederlo mezzo vuoto, sia dal vederlo pieno. Fuor di metafora, vedere il bicchiere mezzo pieno ti salva sia dal pessimismo, sia dall’ottimismo ingenuo o esagerato.

bicchiere mezzo pieno 300x300 COME RAGGIUNGERE LA PIENA CONSAPEVOLEZZA 1^ PARTEVedere il bicchiere mezzo pieno ti stimolerà a procedere a piccoli passi e ad accontentarti di piccoli risultati. Un miglioramento anche piccolissimo ottenuto ogni giorno determina un grandioso risultato a fine anno.

In questo modo si costruisce anche una fiducia incrollabile in se stessi, il che è tutto nella vita perché la fiducia è connessa alla sicurezza di sé. Infatti le qualità della fiducia sono la pazienza, l’apertura, l’attesa e la sospensione del giudizio. Quando perdiamo la pazienza è perché non abbiamo fiducia in noi stessi o negli altri; viene meno anche la sicurezza e ci sentiamo in pericolo.

La fiducia è l’emozione più importante in assoluto perché conferendo la percezione di sicurezza all’organismo, mantiene attivo il nervo vago che assicura l’omeostasi dell’organismo e in particolare il buon funzionamento del cuore.

Se viene meno la fiducia subentrano la diffidenza e la paura e non si vive più bene.

La vita è la somma delle singole giornate. Se le giornate non portano soddisfazione, se nei singoli momenti non senti appagamento, l’intera tua esistenza rischia di essere segnata dallo stesso destino. (Filippo Ongaro)

 

LA TEORIA DEI PICCOLI PASSI 

Facendo piccoli passi arrivi ovunque, mentre se fai i passi più lunghi della gamba, inciampi e ti fai male.

Se ci spingiamo ben oltre il limite, l’organismo finisce per cedere e restiamo bloccati a letto per un bel po’. In poche parole, è necessario evitare di passare dalla pigrizia all’iperattività, dalle abbuffate al digiuno e dalla sopportazione all’esplosione. Ma se non ci capita mai, non impariamo la lezione.

In tutte le situazioni, è preferibile trovarsi prevalentemente al centro, cioè a metà, e solo se è necessario o inevitabile agli estremi. Stando al centro tra i due opposti, sarai di buonumore non solo quando il bicchiere è pieno, ma anche quando è vuoto perché non ne risentirai più di tanto. 

Ecco quindi una pratica informale molto semplice per acquisire consapevolezza e buon umore: abituarsi non solo a vedere, ma anche a riempire il bicchiere a metà! Questa operazione, infatti, si fa tantissime volte al giorno e richiede ogni volta intenzione, attenzione e consapevolezza. Quindi è anche un modo per allenarsi alla costanza, fattore base della crescita personale.

 

MA COS’È LA CONSAPEVOLEZZA?

Non a caso al centro è anche il presente; e le sue portentose qualità derivano proprio dalla sua equidistanza tra passato e futuro. Appunto, il presente è la combinazione virtuosa tra passato e futuro, esattamente come un sale è la combinazione virtuosa tra un acido e una base.

La consapevolezza è osservare qualsiasi contenuto mentale senza identificarsi con esso, spostando intenzionalmente l’attenzione sul presente, senza giudicare”. (Gennaro Romagnoli)

Lo scopo della meditazione è quello di abituarci a indirizzare la nostra attenzione sul momento presente, quindi ad essere coscienti, focalizzati e centrati, ottenendo benefici immensi a tutti i livelli. La meditazione non è altro che un allenamento dell’attenzione: se manca  l’attenzione non si combina niente di buono nella vita!

Ordinariamente noi passiamo la gran parte delle nostre giornate divisi tra pensieri sul passato e preoccupazioni sul futuro, il che fa male, molto male. Infatti, senza saperlo, uscendo dal presente usciamo anche dalla percezione di sicurezza ed entriamo in quella di pericolo che caratterizza appunto il passato e il futuro e che, come vedremo tra breve, blocca il nervo vago e impedisce l’omeostasi. 

La meditazione è un processo di ristrutturazione dell’attività cognitiva che avviene usando l’attenzione“. (Agostino Famlonga)

 

GLI ELEMENTI DELLA MINDFULNESS 

La mindfulness è radicata nella constatazione che quando ignoriamo ciò che vediamo, tocchiamo o mangiamo, questo è come se non esistesse”(Jan Chozen Bays)

Gli elementi fondamentali della mindfulness sono l’intenzione che attiva il processo, l’attenzione che rappresenta la focalizzazione momento per momento, e l’atteggiamento del non giudizio che è l’accettazione tacita e gentile dell’esperienza e quindi della realtà.  

Si potrebbe dire che l’attenzione è l’organo di senso della consapevolezza (A. Famlonga, 2018). Su qualunque cosa metti l’attenzione ne diventi consapevole. Per comprendere qualsiasi cosa devi portarci l’attenzione. Più sei attento e consapevole, più sei capace di comprendere e di prendere decisioni corrette e tempestive. 

Nel caso delle decisioni, l’attenzione si esercita chiedendosi il perché di ciò che stai decidendo. Le scelte sono difficili perché sai ciò che perdi, ma non sei certo di quello che otterrai.

L’abilità più importante da potenziare per riuscire nella vita è proprio l’attenzione, visto che essa è l’elemento fondamentale della consapevolezza, e quindi anche dell’esperienza e di tutte le abilità. Noi ci evolviamo a partire da ciò a cui prestiamo la nostra attenzione.

Attenzione e ripetizioni sono i fattori basilari per raggiungere l’eccellenza in qualsiasi campo. 

Meditando senza giudicare e consapevolmente, in un contesto sicuro e tranquillo, agevoliamo le funzioni di riposo e riparatrici del nostro organismo e ci alleniamo all’attenzione, alla pazienza, alla gentilezza, alla costanza, alla flessibilità e alla calma. Tali fattori evocano sicurezza, agio e gioia di vivere e favoriscono le interazioni sociali. 

La capacità di riportare indietro volontariamente l’attenzione, più e più volte, quando vaga, è la radice della capacità di giudizio, del carattere e della volontà”. (William James)

La meditazione ci permette di lasciare andare i desideri e i sogni impossibili che spesso ci fanno odiare la realtà che stiamo vivendo. In tal modo ci predisponiamo all’accettazione della realtà del presente e alla non resistenza che ci aprono alla fiducia e ci fanno entrare nel flusso cosmico.

Per accettare la realtà, si deve permettere che le cose siano come sono, senza desiderare di cambiarle.

Infatti, se vuoi soffrire di sicuro ti basta contrapporti all’adesso e litigare col tuo passato o con il tuo futuro.

L’attenzione è fondamentale anche da un punto di vista esistenziale. A cominciare dai bambini che fanno i capricci per attirare l’attenzione della mamma, ai grandi che si sentono gratificati soltanto quando ricevono le giuste attenzioni.

“Mindfulness è consapevolezza del momento presente, momento per momento, senza giudicare e senza presumere di sapere”.  (Jon Kabat Zin)

Quello che sembra non sia stato detto sull’importanza del potenziamento dell’attenzione, che si consegue con tutti i tipi di meditazione, è che essa mette in sintonia la consapevolezza o conscio con l’inconsapevolezza o inconscio (di cui parleremo approfonditamente nel seguito di questo articolo) dando luogo allo stato di presenza che ha il pregio della non dualità.

 

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