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Ascolta e guarda la Video-Intervista del 07/06/2013 su “La forza di volontà è figlia di due mostri…” curata da Luis Fusaro

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  1. Argomento di grande interesse culturale nel dare senso alla nostra vita: corpo, mente, forza di volontà che si fondono insieme con eleganza e armonia, allora tutto diventa perfezione dando beneficio fisico e spirituale, e tutto ciò che ci circonda ci appare come realmente è…
    Ci sono uomini che vivono di certezze e non hanno mai dubbi: quelli non vivono, esistono. L’unica cosa che hanno di tangibile è il corpo. Camminano sicuri nel buio della loro strada, non avvertono i pericoli nascosti, le loro orecchie sentono i rumori del mondo, ma non sanno ascoltare il silenzio dei loro interlocutori. La loro anima è un sogno della mente, non possono conoscerla perché il sogno è irrealtà. Questi uomini dormono l’infinito sonno del nulla e credono di vedere.
    Come l’acqua del fiume, anche noi non possiamo fermarci, dobbiamo trovare la forza di andare avanti con il nostro pesante zaino sulle spalle. Ognuno cammina con le sue forze, con la sua fede, con le sue speranze. Ma a volte la stanchezza fiacca le gambe e l’andare avanti sembra una tortura.
    È uno strano destino quello della malinconia. Prende anche se hai tutto. Il viso non mostra segni di sofferenza: è meglio una febbre che costringe a rimanere a letto malati. Se si è triste e si sta soffrendo, dentro, nessuno capisce, nessuno ti crede; tutti pensano che sia un posa, uno strano modo di mettersi in mostra.

    I destini dell’uomo sono come fiumi, alcuni scorrono veloci, senza incertezza, lungo facili percorsi. Altri passano attraverso mille difficoltà ma arrivano ugualmente al mare. La meta finale è per tutti la stessa.
    I vecchi saggi raccontano che il corpo umano si tiene in equilibrio con la felicità e ogni volta che questa viene a mancare insorgono i disturbi, le malattie: la felicità è l’equilibrio dell’universo.
    La vita è come l’acqua: non può tornare sui suoi passi. Bisogna capire il suo significato nel presente.
    La vita non è breve, la rendiamo noi breve, con la nostra incapacità di vedere lontano.
    La vita porta a ricordare le cose che vorremmo dimenticare e così il nostro presente è amareggiato dal passato.
    La vita stessa porta l’uomo a fare bilanci e ad accorgersi degli sbagli commessi, dei gesti mai compiuti, delle parole non dette. Oggi siamo tutti presi dalla preoccupazione di vivere e in questa corsa con il tempo spesso dimentichiamo il piacere di esistere.
    L’uomo è sempre stato l’artefice del proprio destino, perché è libero e può usare la libertà come meglio crede.
    Per essere sereni, bisogna conoscere i confini delle nostre possibilità, e amarci come siamo.
    Pasquale carissimo la tua intervista è stata estasiante, mi ha lasciato senza fiato… complimenti vivissimi…. con immutato affetto Candido.

    Rispondi »
    • Grazie, Maestro Candido, condivido le tue profonde e sagge riflessioni sulla vita e le faccio mie.

      In particolare cito quella più pregnante e concreta: “Per essere sereni, bisogna conoscere i confini delle nostre possibilità, e amarci come siamo”.

      Amarci come siamo sicuramente e accettare i propri limiti!

      1forte abbraccio

      Pasquale

      Rispondi »

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