Una verità sulla mente-2 parte

2dottor jekyll e mister hyde1 255x300 Una verità sulla mente 2 parteUna verità sulla mente-2 parte

La lotta tra il cervello cognitivo e quello emotivo 

Pensieri ed emozioni creano una realtà positiva quando c’è congruenza. In caso contrario si verificano problemi, ostacoli e disagio.

Le emozioni esprimono la vitalità del corpo. Quelle positive come la gioia e l’amore ci fanno sentire bene perché sono espressione della sintonia tra la mente conscia (cervello cognitivo) e la mente inconscia o inconscio (cervello emotivo).

Le emozioni negative ci dicono che i nostri pensieri non sono congruenti, non sono idonei alla situazione. Le emozioni negative come, per esempio, la tristezza e la rabbia ci fanno sentire male a causa dell’incongruenza che si crea tra la mente conscia e quella inconscia.

Infatti, le emozioni sono il messaggio di risposta inviato dal corpo alla mente conscia per informarla che i pensieri che essa ha inviato non sono congruenti e creano disagio. Ma la mente conscia in genere non se ne accorge perché le emozioni negative, specialmente se sono tropo intense, escludono temporaneamente il cervello cognitivo.

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La paura ci indica che non abbiamo abbastanza esperienza in quel dato campo e non sappiamo come affrontare il pericolo. E cioè il cervello emotivo non sa cosa fare per eliminare il pericolo.

La tristezza vuole indicarci invece che la situazione in cui siamo ci causa disagio e dobbiamo capirne il perché per eliminarla.

La gioia ovviamente ci indica che va tutto bene: mente conscia e inconscia sono in piena sintonia e tutto funziona alla perfezione!

jbox_rosso]Le emozioni positive mettono in sintonia le nostre due menti e tutto va a meraviglia. Invece le emozioni negative indicano incongruenza tra la mente conscia (i pensieri o giudizi) e quella inconscia (le emozioni).(Pasquale Foglia)[/jbox_rosso]

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Il corpo, purtroppo, non è nato imparato e deve essere istruito su tutto, a cominciare per esempio dalla sincronizzazione dei movimenti delle gambe e delle braccia, e questo avviene soltanto grazie alla ripetizione degli esercizi. Pertanto, se il corpo non sa cosa fare perché non è stato istruito in precedenza, non può rispondere al comando della mente conscia e sorgono problemi. I problemi segnalano che i due cervelli (cognitivo ed emotivo) non sono in sintonia.

Le emozioni negative come l’ansia e la paura dimostrano che il corpo (e quindi la persona) non sa come affrontare il pericolo, sia esso reale o presunto.

Se l’emozione è forte, la mente razionale viene esclusa (esautorata) dall’inconscio che agisce da solo in fase di sopravvivenza. Più è forte l’emozione e più diventiamo inconsapevoli o inconsci, come accade ai fans che vanno in delirio durante il concerto di una star, o ai manifestanti che sfidano incuranti i manganelli della polizia.

E sono fortemente emozionate e incoscienti le persone in collera, quelle colpite da attacco di panico, da raptus di gelosia e raptus omicida. L’emozione ci rende stupidi, o più esattamente istintivi,  irrazionali e paranoici.

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Quando la coscienza -la nostra parte razionale, cioè il cervello cognitivo- viene esclusa a causa di una emozione troppo intensa, ci sentiamo in grave pericolo e diventiamo aggressivi perché è attivo soltanto il cervello emotivo che si occupa della sopravvivenza attuando il meccanismo: lotta o fuga. Se invece va tutto bene, i due cervelli sono in sintonia e potremmo anche andare in estasi. L’estasi è uno stato di intenso piacere diffuso in tutto il corpo, come accade nell’orgasmo: i due cervelli sono in armonia perfetta perché vogliono la stessa cosa.

L’inconscio ha un potere realizzatovi immenso, sia nel bene che nel male e influenza la nostra vita per il 9o-95% circa del tempo. In pratica noi facciamo tutto automaticamente, grazie alla memoria inconscia. Il cervello cognitivo, che rappresenta la ragione e la consapevolezza, agisce solo per il 5-10% del tempo, come a dire che il nostro Io Conscio raramente è attento a quello che stiamo facendo.

L’inconscio è esattamente simile alla terra che moltiplica sia i raccolti che le erbacce. Ma cos’è l’inconscio?

L’inconscio corrisponde al cervello emotivo che è strettamente collegato al sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico).  Esso governa sia la nostra parte psichica, cioè le emozioni, che quella fisiologica del nostro organismo (organi e sistema immunitario). 

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Il cervello cognitivo (mente conscia) invece attraverso la corteccia cerebrale elabora i pensieri e si occupa della conoscenza, del linguaggio e del ragionamento. La mente conscia è analitica e razionale ed è la sede della consapevolezza, del libero arbitrio e della forza di volontà. 

Il cervello emotivo rappresenta invece la nostra parte inconscia e irrazionale: quindi i due cervelli sono complementari tra di loro. Per “ragionare” bene, il cervello cognitivo deve fruire della collaborazione del cervello emotivo che presiede alla parte fisiologica ed esecutiva del corpo, ma ciò non sempre avviene perché molte volte il cervello emotivo, cioè l’inconscio, non è stato bene istruito (non siamo ancora esperti e consapevoli).

Ricordo che il cervello emotivo o inconscio corrisponde al corpo dato che ne governa gli organi. 

E quando i due cervelli vanno ciascuno per proprio conto possiamo parlare di auto sabotaggio da parte dell’inconscio o di lotta tra conscio e inconscio.

Quindi possiamo dire che l’inconscio è l’insieme delle cellule e degli nostri organi del nostro corpo i cui meccanismi automatici, regolati dal sistema nervoso autonomo, sono così perfetti e automatici da superare qualunque tecnologia umana. L’inconscio è la parte esecutiva e pratica del nostro organismo, ed è istintivo, emotivo, autonomo, involontario, inconsapevole, automatico, pigro, giocoso, pauroso e paranoico.

L’inconscio è soggetto agli ormoni che ci condizionano inconsapevolmente, mentre la coscienza è la parte progettuale, cognitiva, fredda e razionale. L’inconscio è senza ombra di dubbio il nostro corpo, e come la terra, può inaridire o prosperare.

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La comunicazione tra il cervello cognitivo e quello emotivo avviene attraverso i pensieri e le emozioni. In pratica il cervello cognitivo produce i pensieri che si trasformano in  emozioni nel cervello emotivo. Le emozioni sono la risposta del corpo ai pensieri, e purtroppo la maggior parte delle volte i pensieri sono automatici e involontari perché la mente conscia produce pensieri volontari soltanto quando è attenta e concentrata. 

 L’inconscio è assetato di affetto, di coccole, di attenzioni proprio come un bambino e quando ci auto-ingiuriamo perché siamo scontenti di noi stessi, soffriamo terribilmente.

Alcuni autori chiamano l’inconscio Sé istintivo, perché appunto è legato all’istinto, alle emozioni che sono di natura automatica; altri ancora lo chiamano subconscio; e altri ancora mente inconscia o Io bambino.

Ed è proprio l’inconscio (il corpo) che soffre a causa dei nostri sfoghi quando le cose vanno male e ci auto ingiuriamo e giudichiamo severamente, dimenticando che siamo esseri umani e che s’impara spesso proprio sbagliando per cui è importantissimo accettarsi sempre.

L’Io Bambino o inconscio, e più esattamente il nostro corpo, è la parte che soffre di più perché le nostre ingiurie, giudizi e rimproveri vari creano emozioni negative che si scaricano proprio nel corpo.

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L’Io Bambino è assetato di affetto, di coccole, di assicurazioni, di protezione, e quando accade il contrario, smette di collaborare.

L’inconscio ferito, abbandonato, non amato dal suo padrone, cioè dal cervello cognitivo, si ritira in sé stesso.

Ad un certo punto, quando le auto ingiurie si ripetono nel tempo, si formano credenze inconsce limitanti a cui l’inconscio obbedisce e quindi si interrompe la collaborazione con la mente conscia: ed ecco perché in presenza di convinzioni negative e limitanti i due cervelli (emotivo e cognitivo) vengono a trovarsi in rotta di collisione e noi soffriamo terribilmente perché noi vorremmo andare a destra e l’inconscio invece ci porta a sinistra! L’inconscio obbedisce soltanto alle convinzioni registrate nella propria memoria. 

I bambini sono quasi del tutto inconsci perché la consapevolezza cresce solo poco a poco. Si diventa consapevoli quando lo sconosciuto diventa conosciuto. Per esempio, i bambini non sanno che la pioggia che alimenta le sorgenti proviene dalle nubi e che le nubi si formano grazie all’evaporazione dell’acqua degli oceani. Quando apprendono queste cose, i bambini diventano consapevoli del ciclo dell’acqua. I popoli antichi pregavano gli dei perché facessero piovere perché erano inconsapevoli (cioè ignoranti).

Ed è così è per tutte le cose.

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Il cervello emotivo è anche la nostra memoria perché raccoglie tutte le esperienze e tutte le cose imparate, comprese le regole e i divieti della società e della famiglia, e grazie anche all’educazione acquisisce razionalità, consapevolezza e responsabilità.

In sostanza, a mano amano che cresciamo lo sconosciuto diventa conosciuto e il cervello emotivo comincia a diventa consapevole. E più diventa consapevole meno resta emotivo e paranoico. È proprio il cervello emotivo che deve diventare consapevole per smettere di essere irrazionale e istintivo: quello cognitivo già lo è.

E quindi, più diventiamo consapevoli, meno errori facciamo e meno soffriamo. La cosa più importante è che man mano che il cervello emotivo diventa consapevole e razionale, cessano gli automatismi inconsci perché la sincronia tra i due cervelli avviene con maggiore frequenza.

Quando c’è sincronia viviamo nel presente, nel qui e ora, e siamo nel flusso; mentre quando non c’è collaborazione tra i due cervelli, prevale quello emotivo che, rappresentando la memoria, ci riporta ai ricordi del passato e per riflesso alle preoccupazioni per il futuro e soffriamo terribilmente.

Le malattie sono causate dalle emozioni negative perché le emozioni influenzano direttamente gli organi del corpo. 

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Secondo lo scienziato Bruce Lipton la mente conscia lavora con una potenza di soli 40 bit (perciò è fredda), mentre l’inconscio è un super-computer con un data base di comportamenti preprogrammati, dotato di un processore a 40 milioni di bit e interpreta e risponde a più di 40 milioni di impulsi nervosi al secondo (perciò è caldo)!

Le reazioni dell’inconscio sono automatiche ed avvengono senza il controllo dell’Io cosciente. Secondo i neuro-scienziati, oltre il 90-95% del nostro comportamento è sotto il controllo della mente inconscia.. Siamo consapevoli, ossia attenti e concentrati, e quindi sotto l’influenza della mente conscia solo per il 5-10% circa della giornata.

Non appena ci distraiamo e perdiamo l’attenzione, entra automaticamente in funzione il pilota automatico, l’inconscio appunto, che mette in azione i suoi programmi preregistrati basati sulla propria memoria.

Del resto, noi siamo organismi abitudinari e le abitudini sono  programmi inconsci e automatici. I programmi automatici sono molto comodi perché una volta acquisita un’abitudine facciamo quelle cose senza sforzo, automaticamente e velocemente. Purtroppo, le abitudini possono anche essere negative come nel caso delle dipendenze e comunque col passare degli anni diventano obsolete, quindi vanno cambiate. Se non vengono cambiate, come accade nella nevrosi infantile, ci troviamo male nel nostro ambiente e soffriamo.

Dunque, quando fai qualcosa automaticamente, senza pensarci, si tratta di comportamento inconscio.

(Continua con la terza parte)


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