Dal blog.miglioriamo.it di Italo Cillo
Eccoci arrivati all’Episodio Tre:
IN QUESTO EPISODIO:
- Denuncia e diffida alla Federal Reserve: l’azione legale che potrebbe innescare un effetto-domino inarrestabile
- Chi è Benjamin Fulford e quali accuse-rivelazioni sta muovendo contro l’Elite oligarchica che governa segretamente il mondo
- La parola all’“Avvocato del Diavolo”: e se Drake, David Wilcock e Benjamin Fulford fossero impostori? Se fossero pedine, consapevoli o meno, degli stessi Poteri che dicono di voler combattere?
- Feedback, risorse e domande degli Ascoltatori
- Cosa possiamo fare NOI, senza aspettare che qualcun altro prenda l’iniziativa al posto nostro?
- …e tanto altro ancora
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Ecco il mio commento (n. 101 del III Episodio)
Ciao Italo,
non ho creduto fin dall’inizio ai preannunciati arresti in massa per un motivo semplicissimo: gli arresti non si annunciano mai, ma si fanno; e si fanno all’alba in modo che la polizia possa sorprendere i presunti rei nel sonno! E tuttavia la tua iniziativa ci ha rivelato tante cose non dette dai media e ha destato tanto interesse, scalpore e partecipazione, per cui l’ approvo pienamente e te ne sono grato.
Credo che la realtà sia l’unica verità che dobbiamo tener presente e regolarci di conseguenza, tenendo conto di ciò che la storia millenaria ci ha insegnato.
Sono convinto che chi combatte il sistema o scaglia anatemi, anche se lo fa consciamente con le migliori intenzioni e dicendo cose esatte e giuste, inconsciamente è mosso non solo e non tanto da un senso di giustizia e di ribellione, ma piuttosto dall’invidia e dall’ambizione che muovono il desiderio legittimo di farsi strada: l’invidia e l’ambizione promuovono l’eterna lotta tra i vecchi e i giovani, tra chi è al comando, nel senso più ampio del termine, e chi vorrebbe arrivarci.
Da qui il famoso detto amoroso: chi disprezza vuol acquistare! Anche la famosa favola di Esopo del grappolo d’uva troppo in alto per la volpe, la dice lunga su tante urla mediatiche e informatiche. In pratica, “tutti finiamo” per disprezzare e infuriarci contro chi detiene ciò che noi non riusciamo ad avere: nel nostro caso non si tratta di uva, ma di denaro e potere. Secondo me, gridare ai quattro venti che il possesso di ricchezze e di potere è ingiusto e scellerato è una reazione spontanea e comprensibile, ma anche ingenua e inconcludente.
Ed infatti, tantissimi genuini eroi della storia si sono a loro volta trasformati in tiranni subito dopo aver conquistato il potere! Sicuramente è il potere stesso che logora facendoci diventare egoisti, cattivi, prepotenti e avidi.
Per esempio, chi gridava spavaldamente “Roma ladrona” si è rivelato ancor più ladrone, perché “l’ombra rimossa” gioca puntualmente scherzi brutali, specialmente quando ti avverte in tempo, magari con un piccolo ictus, ma tu non la comprendi e non ti metti da parte. E già, i potenti non seguono corsi di sviluppo personale o di meditazione guidata!
Comunque, l’eventuale soppressione di “10.000 responsabili di crimini contro l’umanità” non ci libererebbe dal gioco del potere perché altri 10.000 ancora più spietati e più potenti sono già pronti a prenderne il posto!
Dunque, conoscendo il bello e il brutto della natura umana, non mi fido di chi grida di voler cambiare il mondo con i suoi anatemi contro l’ingiustizia perché si sa già dove, in realtà, vorrebbe trovarsi: in alto, ossia proprio dove c’è il marcio che ora dice di voler combattere!
Anche se i giovani, genuinamente, sono sempre pronti a scagliarsi contro il potere costituito e contro l’ingiustizia sociale mettendo tutto a ferro e fuoco, a costo della propria stessa vita o della propria libertà fisica, alla fine dei conti non ne ricavano nulla o quasi, se non il pagamento dei danni da loro causati (inguaiando i propri genitori), perché la forza della restaurazione arriva immancabile a ripristinare l’antico ordine delle cose e delle gerarchie; e nel caso di rivoluzioni vere e proprie, quasi sempre si ritroveranno a servire un coetaneo furbo e intraprendente nuovo “colonnello”, deciso come i precedenti a durare il più a lungo possibile….
Se stanno così le cose, si può ancora fare qualcosa per cambiare il mondo, per renderlo più giusto e migliore di quello attuale?
In realtà, ogni valutazione è soggettiva, e come ho già detto, chi vuole cambiare il mondo è perché personalemente e legittimamente vorrebbe contare di più e/o stare meglio. Purtroppo ci sono sempre tante persone che stanno meglio di te e quindi il tuo giudizio sul mondo sarà sempre negativo. In un contesto di persone, c’è sempre chi è molto contento e chi è molto scontento, con tutte le gradazioni intermedie. Insomma, non ci sarà mai unanimità di vedute, di sensazioni e d’intenti. La natura è sempre molto eterogenea e mai uniforme e non seguirne l’esempio porta alla sconfitta e alle delusioni.
D’altra parte l’errore che commette chi giudica e condanna chi sta apparentemente meglio e comunque all’apice del potere è quello di fermarsi alle apparenze, all’esame superficiale e ludico di ciò che la ricchezza o il potere rappresentano, ignorando che la “manutenzione” è ancora più costosa e logorante della conquista, e senza giri di parole, per restare in alto si va incontro ad uno stress enorme, pazzesco, tutt’altro che da invidiare. Non è mai tutto oro quello che luccica!
Il mondo progredisce anche grazie all’impegno, al contrasto e alle rivalità tra i singoli individui e a dispetto delle singole volontà, anche quando combattiamo senza cognizione di causa credendo a priori di essere nel giusto e giudicando a sproposito, spesso maledicendo chi sta in alto, vedendo sempre e soltanto il male in ogni cosa e in ogni esperimento. Come ho già dimostrato e non voglio ripetermi, spesso è dal male che nasce il bene e anche il contrario! Tante nuove scoperte utili all’umanità sono avvenute accidentalmente come quelle della penicillina, dei raggi x e della stessa radioattività, e le conseguenze negative di tali scoperte – perché ogni cosa ha sempre vantaggi e svantaggi! – si sono rivelate soltanto a distanza di tempo, proprio come le leggi che si rivelano inadeguate poco dopo averle promulgate.
L’istinto sociale che guida spesso gli esseri umani sono dunque l’invidia e l’ambizione, che perciò non devono essere considerate sempre in maniera spregiativa, essendo esse forze irrazionali potentissime ed efficaci per affermarsi e farsi valere, favorendo allo stesso tempo il progresso tecnologico e culturale. Ovviamente la scalata non sempre è possibile perché la società, anche la più corrotta, quanto meno nel medio-lungo periodo preferisce e premia sempre i migliori.
Fatte queste premesse, non intendo condannare i giovani che lottano contro il potere costituito, perché essi non si lasciano né fermare, né intimirorire, e non vogliono sentir ragioni: fatto è che ne escono sempre con le ossa rotte, ovvero “cornuti e mazziati”. Condanno invece decisamente il signoraggio, autentica assurdità del mondo moderno causata dalla debolezza imperdonabile delle classi politiche ad alto livello. E però, anche se non intendo sostenere che è giusto che ci siano ricchi e poveri, privilegi e caste, me ne faccio una ragione, prima perché è così ovunque nel mondo, secondo perché non possiamo farci nulla, e terzo perché, come già dicevo qui e anche in un precedente commento, è proprio il male che alimenta il bene e il bene che alimenta il male. Dall’ozio e dall’abbondanza nascono apatia e noia, mentre da una crisi, per quanto dolorosa, si esce più forti di prima.
Esorto perciò i singoli ad accettare la realtà, che è sinonimo di responsabilità, di libertà e di felicità, intesa quest’ultima come allontanamento della sofferenza, mentre la resistenza e la lotta contro ciò che è toglie la lucidità mentale, anzi esclude più o meno completamente l’emisfero sinistro del cervello, quello razionale e logico, rendendoci succubi delle emozioni e dei pensieri negativi. L’accettazione della realtà, e detto diversamente, l’ingoiare il rospo, è la premessa per uscire al più presto dalla confusione mentale e riacquistare l’intuito, la creatività e la razionalità che permettono a chiunque di trovare responsabilmente la soluzione ai propri problemi.
Accetta la realtà e sarai felice per sempre! http://www.pasqualefoglia.com/blog/accetta-la-realta-e-sarai-felice-per-sempre/;
L’accettazione è il primo ingrediente della felicità!http://www.pasqualefoglia.com/blog/laccettazione-e-il-primo-ingrediente-della-felicita/
Soltanto migliorando te stesso migliorerà anche il mondo intorno a te: più che il mondo, perciò, deve migliorare la percezione che noi abbiamo della realtà che ci circonda. Senza crescita personale e consapevolezza manca la chiarezza d’idee, la veduta d’insieme o completezza di giudizio che ci fa apprezzare il mondo pur nella eterogeneità e contrapposizione di idee, aspirazioni, illusioni ed azioni.
Come dici tu giustamente, “Tutti hanno diritto alla felicità”, e probabilmente potrebbe esserci davvero prosperità per tutti a patto che tutti si rimbocchino le maniche e che i terreni siano dissodati e coltivati: pur essendo l’Universo abbondante e generoso, non è mai caduta la manna dal cielo!
Ti esorto ad andare avanti con i tuoi audio periodici anche perché, a prescindere dalle cose interessanti e sbalorditive che ci stai rivelando, provo un immenso piacere a sentirti parlare per ore e ore, e penso che tutti i tuoi fans e migliaia di ascoltatori provino le mie stesse emozioni!
Con i miei saluti più cordiali e sincera gratitudine per gli insegnamenti di “Meditazione guidata” che mi hanno arricchito interiormente.
pasqualefoglia





