Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Articolo revisionato il 20/08/2016

Rneuroni specchio Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!icordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Ricordi e pensieri negativi sono enfatizzati dalle pretese e dalla non accettazione della realtà o di sé stessi.

Un pensiero o un ricordo cessa di tormentarti solo quando smetti di ritenerlo un male.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Fino a quando giudichiamo i ricordi in maniera negativa, fino a che continuiamo ad avere paura che possa succedere qualcosa di brutto, finché non accettiamo ciò che ci è capitato, insomma fino a quando un ricordo o un pensiero qualunque non viene reinterpretato in chiave positiva o quanto meno esperienziale, noi non guariamo dai brutti ricordi e dai pensieri negativi (1).

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Soltanto quando consideriamo positivi e utili per la nostra crescita anche gli eventi traumatici e i ricordi di ogni genere, si chiudono le ferite emotive ancora aperte nella nostra mente e ci liberiamo degli stati d’animo dolorosi e dei cosiddetti automatismi inconsci autodistruttivi e auto-sabotanti.

Anche i pensieri assurdi del DOC sono traumi provati in un momento di stress estremo, che si auto-replicano come blocchi emotivi.

I blocchi emotivi sono forti emozioni negative che vagano nell’inconscio, cioè nel sistema limbico o cervello emotivo, dove i pensieri automatici o involontari provenienti dal cervello cognitivo (corteccia cerebrale) si trasformano in emozioni.

Ogni ferita ha anche un dono prezioso: alla fine del tunnel c’è una luce sfolgorante!

Le emozioni negative sono causate da bisogni insoddisfatti e sono modulate nella loro intensità dai pensieri o giudizi.

Se pensi sempre alla stessa cosa dolorosa che ti è capitata tanto tempo fa, non fai altro che rivoltare ogni volta il coltello nella ferita che si riapre proprio a causa dei tuoi pensieri di oggi!

È il pensiero/ricordo/giudizio che fa scattare l’emozione. Infatti, la brutta sensazione che provi oggi, è quasi identica a quella originaria.

Quando ricordi, soffri come se il brutto evento accadesse di nuovo.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Purtroppo il nostro cervello non distingue tra realtà e finzione.

È per questo motivo che aspettiamo con trepidazione la trasmissione delle puntate televisive: pur sapendo che le storie che ci propongono alla televisione sono inventate di sana pianta, e spesso si tratta di storie scipite e assurde come “Il segreto”, fremiamo lo stesso e vogliamo sapere come va a finire.

amare cio che e Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!Per facilitare la rivalutazione in chiave positiva dei ricordi e/o dei pensieri negativi (2) bisogna per prima cosa accettare la realtà e se stessi.

Accettare la realtà (3) non significa subirla supinamente, ma esattamente il contrario.

L’accettazione di un brutto evento serve a recuperare la lucidità mentale perduta a causa delle forti emozioni alle quali siamo stati esposti, emozioni che spesso anestetizzano letteralmente il cervello razionale.

Solo accettando la realtà, riacquistiamo la ragione e il senso di responsabilità e siamo in grado di scuoterci, di rimboccarci le maniche e trovare la soluzione ai nostri problemi.

Bisogna accettare la realtà, il presente, per andare oltre la realtà, oltre il presente.

Per accettare la realtà o ciò che ti è capitato di brutto, devi smettere di considerarlo brutto!

Devi considerare il ricordo un’esperienza di vita senza aggettivi.

Hai ricevuto un rifiuto, uno sgarbo, una critica, un torto, una cattiva azione che ti tormenta? Oppure hai fatto un errore imperdonabile? Se smetti di considerarla una cosa brutta, cessa il tuo tormento!

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

La nostra mente ritorna spesso e si sofferma autonomamente sulle cose spiacevoli, mentre i bei ricordi e i pensieri positivi li dobbiamo attivare noi con uno sforzo di volontà consapevole.

Come a dire che il cervello toglie di mezzo i ricordi belli perché non sono un problema da risolvere, ma mantiene vivi i problemi attuali e persino i brutti ricordi fino a quando non vengono rielaborati e risolti.

Un brutto ricordo o un pensiero ossessivo si dissolve soltanto quando lo analizziamo e reinterpretiamo in chiave esperienziale e lo accettiamo con comprensione e amore (4).

Come fa il cervello ad accorgersi se i ricordi sono spiacevoli? È semplice. In tal caso, continuiamo a lagnarci e a sentirli in maniera negativa!

Continuiamo a pensare in maniera pessimistica. E così i pensieri negativi e assurdi non smettono di tormentarci.

Non smettono di tormentarci, come nel DOC, perché sono assurdi e quindi non accettati e non compresi dalla coscienza.

Si ritiene che i neuroni specchio riconoscano i nostri stati emotivi e reagiscano di conseguenza (5).

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

cambia te stesso Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!In sostanza, le emozioni negative (come del resto quelle positive) hanno origine nel cosiddetto sistema limbico o cervello emotivo (6) che si attiva in conseguenza degli eventi esterni o dei nostri pensieri spontanei rilasciando determinate molecole ben prima che intervenga la corteccia cerebrale.

Non solo, le stesse “molecole emotive” o semplicemente emozioni, si riattivano autonomamente ogni volta che ricordiamo, ossia pensiamo…, provocando le medesime sensazioni dolorose e mantenendo fresca la ferita.

Ripeto: il cervello emotivo non distingue tra realtà e immaginazione o finzione.

Quindi non fingere di provare un forte dolore: il cervello ti accontenterebbe subito! Fingi piuttosto di provare una grande gioia.

Ogni pensiero o ricordo fa scattare determinate emozioni ed azioni.

Se allora smettiamo di lamentarci e/o di essere afflitti e scontenti a causa dei nostri brutti ricordi, ma è più esatto dire dei brutti pensieri legati ai ricordi; se riusciamo a rivalutare gli eventi sia vecchi che nuovi, in chiave positiva o neutra, trattandosi pur sempre di un’esperienza che è servita alla nostra crescita, i neuroni specchio non li considereranno più brutti e non li prenderanno più in esame, pertanto non ci torneranno più sopra e i pensieri smetteranno di inquietarci.

I mali non vengono mai per nuocere, ma per farci crescere.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

E come facciamo a far capire ai neuroni specchio che da questo momento in poi consideriamo in chiave positiva o neutra anche i nostri brutti ricordi?

È semplice: manifestando gratitudine, accettando, apprezzando e amando quei ricordi (7) come un’esperienza utile, mostrandoci contenti anziché scontenti, e detto diversamente, smettendo di lamentarci ossessivamente e di essere arrabbiati e astiosi contro noi stessi e il mondo intero!

Insomma dobbiamo rielaborare i ricordi e smettere di pensare che ciò che ci è capitato sia il male assoluto.

È proprio il giudizio negativo che attribuiamo al ricordo e ai pensieri assurdi che crea e perpetua il malessere!

Quando incoraggiamo il bambino che sta facendo una capriola o il disegnino dicendogli “bravo-bravo” e gli battiamo le mani sorridendogli, lui è contento e continua le sue performance.

Quando invece lo sgridiamo, il bambino si rete neurale Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!spaventa, smette di giocare e piange.

Per farlo smettere di piangere lo prendiamo in braccio e lo coccoliamo.

Accarezzandolo e sorridendogli, il bambino si sente di nuovo accettato, protetto e sicuro, dimentica di essere stato sgridato e ritorna a giocare e a essere felice.

Il comportamento dei bambini riflette e rispecchia quanto memorizzato nelle reti neuronali (8)E dunque i bambini, grazie ai neuroni specchio, capiscono se il loro comportamento o un evento esterno è gratificante o penalizzante.  E lo capiscono, o perché si fanno male e sentono dolore, oppure osservando la reazione delle persone che li accudiscono.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Ciò che vale per i bambini è valido anche per gli adulti. Non abbiamo forse anche da adulti un bambino interiore sempre attivo?

Se la nostra reazione emotiva agli eventi, oppure a un ricordo o a un pensiero, attivata autonomamente dal sistema limbico, esprime contentezza, i neuroni specchio non si preoccupano oltre. Se invece esprimiamo scontentezza e abbiamo pensieri negativi, per i neuroni il lavoro non finisce più perché non riescono a collegarsi ad altri neuroni per formare sinapsi liberatorie e vanno in loop.

Ciò corrisponde al rimuginamento interiore e allo stato di sofferenza emotiva (paura, ansia, insonnia, stanchezza, rabbia, stress, dolori e malattie di ogni genere).

Intendo dire che in presenza di blocchi emotivi -che sono sinapsi isolate o spurie vaganti nell’inconscio, cioè nel cervello emotivo- non si possono formare le reti neuronali tra il cervello emotivo e quello cognitivo e il soggetto resta bloccato nei suoi vecchi e superati schemi mentali.

In conseguenza di blocchi emotivi e rimozioni, mentre la mente conscia ragiona bene e sa quel che vuole, l’inconscio non ne vuole sapere di obbedire e si muove per conto proprio…

Qualunque pensiero negativo è un tormento.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Sono i dispiaceri che, a lungo andare, ci rovinano la salute anche gravemente indebolendo il sistema immunitario… Ciò perché a causa dei dispiaceri smettiamo di accettarci e volerci bene!

Quando siamo contenti ed entusiasti, i due cervelli (cognitivo ed emotivo) sono in sintonia e perciò apprendiamo subito perché si formano rapidamente le sinapsi e le reti neuronali. Invece quando siamo scontenti, nervosi, arrabbiati o stanchi, e soprattutto in presenza di blocchi emotivi, i neuroni si affaticano senza riuscire a formare le vie neuronali di collegamento perché i due cervelli sono in antitesi tra di loro.

Diventa difficoltoso per i neuroni formare nuove reti neuronali poiché l’apprendimento consiste nel trasferimento di informazioni dal cervello cognitivo (i due emisferi cerebrali) al cervello emotivo: in tal modo cioè che sconosciuto diventa conosciuto. 

Ciò significa che nel cervello emotivo si accendono nuove luci di conoscenza, e cioè anch’esso diventa, sia pure in parte, consapevole.

Ecco allora perché, quando abbiamo un atteggiamento positivo e responsabile verso la vita, ossia quando siamo pazienti, ottimisti e fiduciosi, diventa tutto facile per noi perché siamo pronti, creativi e intuitivi e apprendiamo subito e bene: le reti neuronali si formano agevolmente.

Invece quando siamo negativi, nervosi, pessimisti, lamentosi e scontenti, tutto si complica perché i due cervelli non sono in sintonia e i neuroni non possono formare le reti neuronali per collegarli. Ciò ci mantiene in uno stato di sofferenza, nonostante i nostri sforzi per uscirne.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

“Le persone piene d’amore vivono in un mondo pieno d’amore. Le persone ostili vivono in un mondo ostile. Ma il mondo è sempre lo stesso”. (Wayne Dyer)

Come a dire che se i neuroni specchio non vengono rassicurati (come facciamo con i bambini quando piangono) grazie al nostro stato di contentezza/gratitudine, e continuiamo invece a lamentarci e ad essere scontenti e arrabbiati con noi stessi e gli altri, i neuroni consumano enormi quantità di energie senza riuscire a formare sinapsi liberatorie, ossia reti di collegamento.

Appunto la soluzione dei problemi consiste nella formazione di nuove sinapsi che collegano non solo due neuroni tra di loro, ma che si interllacciano a tutto il groviglio di connessioni neuronali che mettono in comunicazione il cervello logico e razionale con quello emotivo e irrazionale.

E dunque: rete neuronale = consapevolezza = soluzione = esito positivo di qualcosa che ci turbava.

Si ritiene dunque che le reti neuronali si formino molto più rapidamente in presenza di uno stato interiore di contentezza per il semplice fatto che lo stato di benessere è l’effetto e allo stesso tempo la causa della sintonia tra i due cervelli.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Invece, tutto ciò che continua a fare paura o che impedisce lo stato di benessere (come per esempio i pensieri assurdi), non viene accettato dalla coscienza per cui non possono formarsi le reti neuronali. Conseguentemente persistono sia le sensazioni dolorose, che le cause che le generano, ossia i pensieri negativi.

Un trauma psichico è tale perché l’evento non è stato compreso e accettato dalla coscienza e quindi non si sono formate le reti neuronali tra i due cervelli. (Quando parlo dei due cervelli intendo sempre il cervello cognitivo e quello emotivo).

Il trauma forma blocchi emotivi sotto forma di sinapsi isolate o spurie nell’inconscio, cioè nel cervello emotivo. L’Inconscio lo possiamo immaginare come una stanza, la stanza del tesoro, protetta da un catenaccio.

La Mente Conscia ( cervello cognitivo) è la chiave che si deve introdurre nella toppa della serratura per aprire la porta dell’inconscio e prenderne i tesori, oppure metterlo in funzione secondo la volontà cosciente.

È evidente che se abbiamo smarrito la chiave, ossia se la mente conscia è debole, oppure il catenaccio si è arrugginito e bloccato a causa di vecchi blocchi emotivi e rimozioni, diventa impossibile la comunicazione tra conscio e inconscio e non si possono formare nuove reti neuronali di collegamento, come sopra detto. Conseguentemente il soggetto è costretto a seguire schemi mentali ormai superati presenti nell’inconscio.

Si potrebbe obiettare a questo punto che nelle abitudini negative, pur trattandosi di reti neuronali caratterizzate da milioni di sinapsi, non preesiste uno stato emotivo di contentezza.

In realtà, all’inizio tutte le abitudini sono positive altrimenti non potrebbero neanche formarsi, ma col tempo si scopre che sono nocive o che sono diventate obsolete, e quindi non più idonee a consentire un automatismo vantaggioso e un buon adattamento all’ambiente.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Le ripetizioni degli atti che sono alla base della formazione delle abitudini (e delle reti neuronali) richiedono sempre uno sforzo cosciente e volontario.

Gli stessi istinti, che sono gestiti dal cervello rettiliano, sono abitudini ataviche che si svilupparono per assicurare la sopravvivenza in condizioni ambientali difficilissime.

Se consideriamo, per esempio, l’abitudine del fumo, sappiamo bene che il ragazzo impara a fumare per atteggiarsi ad adulto e sentirsi importante; e il vizio dell’alcol nasce con lo scopo di dimenticare; e quello delle droghe inizia con la voglia di sballo e la convinzione errata di risolvere le proprie angosce.

E dunque, tutto lascia credere che la formazione di nuove reti neuronali, che consentono di rendere conosciuto lo sconosciuto attraverso l’acquisizione di nuove informazioni, sia favorita da uno stato di piacere o di contentezza; e all’opposto venga ostacolata da blocchi emotivi, brutti ricordi e/o pensieri negativi che, creando uno stato di disagio interiore (tristezza o depressione), impediscono la sintonia tra i due cervelli.

Ciò potrebbe spiegare il persistere dei brutti ricordi e dei trami e le difficoltà incontrate dai terapeuti e dai pazienti.

Infatti, se prendiamo in considerazione le fobie – che sono paure eccessive per particolari oggetti o situazioni – in cui c’è una forte componente emotiva negativa inconscia, e cioè un blocco emotivo che esclude a priori l’intervento correttivo del cervello razionale, il loro perdurare si spiega col fatto che non si sono mai formati collegamenti sinaptici tra i due cervelli, cioè tra la parte inconscia e irragionevole e quella conscia e razionale.

Di conseguenza anche per le fobie, il fattore occorrente per la guarigione sembra essere proprio lo stato di allegria, e comunque pensieri positivi e fiduciosi, il che è esattamente il contrario delle sensazioni sgradevoli generate dalle fobie stesse.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Quanto agli attacchi di panico, tutto lascia pensare che si tratti di attacchi di rabbia implosa (9), ossia di rabbia che non potendo manifestarsi liberamente come normale scarica della tensione emotiva, finisce nei soggetti troppo ansiosi e perfezionisti per scoppiare al loro interno provocando i noti sintomi destabilizzanti (tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, asfissia, svenimento, sbandamenti, paura di morire, paura di perdere il controllo, nausea, sensazione d’irrealtà, ecc.).

E dunque, per non andare più incontro ad attacchi di panico, è necessario sfogare la propria rabbia e/o avere un atteggiamento di contentezza e/o gratitudine verso la vita! È necessario cioè coltivare pensieri positivi e amorevoli!

Naturalmente per avere pensieri positivi è necessario avere fiducia in se stessi, e per avere fiducia in se stessi è necessario fare esperienza e non smettere mai di volersi bene.

La fiducia in se stessi consente di risolvere rapidamente i problemi e le preoccupazioni che sono la vera e unica causa dei pensieri negativi e dell’ansia che li accompagna.

Sembra dunque logico pensare che per eliminare le paure, in via generale, occorre smettere di “credere” che agendo ci accadrà qualcosa di brutto e convincerci invece che andrà tutto nel migliore dei modi.

Inoltre occorre esprimere la propria collera, quando capita e per quanto è possibile, anziché rimuoverla e portarsela dentro come una bomba ad orologeria…

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Insomma, la paura è causata dalla mancanza di sicurezza o fiducia in se stessi.

La sicurezza è sempre il risultato dell’esperienza e della pratica; ma l’esperienza è conoscenza e quindi la paura è causata dall’ignoranza, dal non sapere come affrontare il pericolo. È ovvio che se non affronti il pericolo, non impari mai a conoscere la paura e a liberartene.

Gli artificieri e i vigili del fuoco fanno mestieri così difficili e pericolosi non perché non hanno paura, ma perché sono bene addestrati e sanno come affrontare i pericoli.

Siccome il bambino ha paura quando non si sente accettato e amato, possiamo anche dire che la paura è mancanza d’amore o di coraggio – amore e coraggio hanno a che fare col cuore – e pertanto:

Amore = coraggio = fiducia e sicurezza di sé (autostima) = forza di carattere e creatività

e quindi:

Paura = mancanza d’amore= mancanza di coraggio = mancanza di fiducia e sicurezza di sé (bassa autostima) = mancanza di creatività e di forza di carattere.

Il coraggio nasce dal sapere come affrontare il pericolo, oppure dall’incoscienza del pericolo.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Gli eventi brutti che inesorabilmente la vita ci riserva, non li dobbiamo interpretare e giudicare in maniera negativa, ma piuttosto considerarli come un’importante occasione di crescita!

I mali non vengono mai per nuocerci… ma per farci crescere. Infatti, noi cresciamo attraverso esperienze positive e negative, e quindi ogni cosa che ci accade è utile. Le esperienze negative le ricordiamo più a lungo e occorre rielaborarle in chiave positiva per dissolverle!

Pertanto, passato il primo momento di frustrazione o smarrimento causato da una esperienza dolorosa, è bene manifestare gratitudine e contentezza. In che modo? Pensando a cose positive e alla soluzione del problema, anziché rimuginare inutilmente sull’accaduto.

Il pensiero di base dev’essere che ogni esperienza è utile!

In poche parole è necessario non pensare in maniera negativa, pessimistica e triste, ma pensare a cose belle, a cose positive perché i pensieri negativi ingigantiscono le emozioni e impediscono la sincronia tra i due cervelli.

Dunque, è tassativo smettere di lamentarsi, di giudicare il prossimo e auto-giudicarsi negativamente, cioè rifiutare la realtà, e occorre assumersi invece le proprie responsabilità, altrimenti si costruiscono delle false storie dolorose alle quali ci si attacca sempre più e, credendole vere, si va in depressione senza neanche accorgersene.

È necessario invece distaccarsi da queste storie, dai pensieri che ci fanno soffrire e che proprio per tale motivo sono falsi.

Tutti i pensieri che causano emozioni negative sono sbagliati perché anziché risolvere i problemi causano malessere.

Soltanto coltivando l’amore o quanto meno pensando a cose positive possiamo rinunciare alle nostre infinite pretese ed evitare i pensieri negativi che scatenano la paura, la rabbia, l’aggressività, l’invidia, ecc.

Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

Insomma, i pensieri negativi – e le emozioni che ne conseguono – sono causati dalle nostre pretese e dal rifiuto della realtà che è fatta spesso di problemi, contrattempi, critiche, preoccupazioni, rifiuti, e in definitiva da tutto ciò che causa stress.

Possiamo parlare a questo punto della: “Teoria della contentezza che guarisce“.aiuta la tua mente a crescere Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via!

La teoria della contentezza che guarisce spazzando via i brutti pensieri e i brutti ricordi, trova conferme in molte osservazioni empiriche ben note:

a) L’influsso ultra-benefico sulla mente e sulla nostra stessa vita generato da un atteggiamento di gratitudine o di contentezza (10).

b) Il valore liberatorio, responsabilizzante e spronante dell’accettazione della realtà (11), nel senso che i brutti ricordi non smettono di affliggerci e di limitarci fintanto che continuiamo a temerli e/o a pensare ad essi allo stesso modo originario.

c) L’importanza dell’ottimismo e di un atteggiamento positivo ai fini del buon esito dei risultati, all’opposto del pessimismo e della negatività (profezie auto-realizzanti e auto-penalizzanti).

d) La constatazione che le lamentele tendono ad aumentare e mai a diminuire esasperando le questioni in sospeso, anziché risolverle: diventano cioè profezie auto-avveranti negative.

e) L’importanza di concentrarci sulle soluzioni e non sui problemi in modo da farci le domande giuste per indurre il cervello cognitivo a fare le migliori riflessioni e quello emotivo a elaborare intuizioni e nuove idee.

f) Il fatto che le risate (e dunque la contentezza) sono il non plus ultra ai fini del benessere mentale e fisico: si dice che “Il riso fa buon sangue”.

g) La constatazione che con la sola consapevolezza spesso non si riesce a guarire i traumi psichici, le fobie, gli attacchi di panico e i brutti pensieri in genere: ci vuole anche l’allegria.

 

Bibliografia

1) P. Foglia –  Come controllare i pensieri negativi;

2) P. Foglia – Pensieri negativi: ecco i guai delle convinzioni limitanti;

3) P. Foglia – L’accettazione è il primo ingrediente della felicità?;

4) B. Katie – Amare ciò che è – Edizioni il punto d’incontro, 2009;

5) Le scienze – Edizione italiana di Scientific american: Il valore soggettivo per i neuroni specchio;

6) Joe Dispenza – Cambia l’abitudine di essere te stesso – MyLife, 2012;

7) P. Foglia – La regola delle tre “A” per riuscire nella vita;

8) Rete neurale o neuronale – http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_neurale;

9) Gabriella Mereu – La malattia: La trappola dell’eros, Arti Grafice Pisano, 2005;

10) -J. Demartini – Aiuta la tua mente a crescere – Gratitude effect, Gribaudi, 2010;

11)  P. Foglia – Accetta la realtà e sarai felice per sempre. 

 


Leggi anche questi Articoli: