Pensieri ossessivi: da dove vengono? 1^ parte

Dr Jekyll y Mr Hyde Pensieri ossessivi: da dove vengono? 1^ partePensieri ossessivi: da dove vengono? 1^ parte

I pensieri negativi e ossessivi sono generati dai bisogni e cioè da problemi esistenziali

Chiunque abbia preoccupazioni o problemi è afflitto da pensieri negativi e ossessivi

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” è un celebre romanzo dello scrittore R. Luis Stevenson ed è uno dei più importanti classici della letteratura fantastica di tutti i tempi.

Il racconto dimostra che in ogni essere umano vi sono due opposte personalità, una rivolta al bene (Dr Jekyll) e l’altra al male (Mr Hyde), quindi sempre in contrasto tra loro.

Da dove vengono i pensieri negativi e ossessivi che ci angosciano così tanto perseguitandoci per giorni e giorni, spesso senza poter far nulla?

Pensieri ossessivi: da dove vengono? 

MASLOW Pensieri ossessivi: da dove vengono? 1^ parteNoi abbiamo due emisferi cerebrali e quindi “pensiamo” con due menti diverse: una mente inconscia ed emotiva (emisfero destro del cervello), e una mente conscia e razionale (emisfero sinistro).

C’è una bella differenza tra il rimuginamento istintivo dell’emisfero destro e il ragionamento riflessivo e cosciente dell’emisfero sinistro!

Il più delle volte, rimuginamento e ragionamento interagiscono e confliggono tra loro, come quando ci diciamo: lo faccio o non lo faccio?

Purtroppo la mente inconscia è molto più potente della mente conscia perché è attiva per circa il 95% del tempo, mentre quella conscia, cioè il nostro Io, è attiva solo per il il 5% del tempo.

 

Insomma noi dormiamo per il 95% del tempo. Cioè anche quando siamo svegli, siamo quasi sempre sotto il comando dell’emisfero inconscio e pensiamo ed agiamo automaticamente, senza riflettere.

Pensieri ossessivi: da dove vengono?

L’emozione è sempre l’effetto di determinati pensieri o giudizi, pensieri che sono spesso automatici e involontari.

Se abbiamo pensieri tristi e/o negativi, avremo come risposta emozioni negative (ansia, paura, rabbia, ecc.); se invece abbiamo pensieri gioiosi e/o positivi, avremo come risposta emozioni positive (gioia, serenità, calma, ecc.).

 Se le emozioni sono l’effetto dei pensieri o giudizi, questi ultimi da dove traggono origine?

I pensieri negativi e ossessivi si formano nella corteccia cerebrale dell’emisfero destro e sono generati dai bisogni insoddisfatti, e in linea generale, da problemi esistenziali.

In fondo i pensieri servono proprio a risolvere problemi.

E più problemi abbiamo, più abbiamo pensieri fissi, cioè pensiamo sempre alla stessa cosa. 

Il bisogno è una condizione di sofferenza o disagio (dal latino “bis-sonium” = doppia afflizione) che è determinata dalla mancanza di qualcosa che richiede un appagamento a breve, a medio o a lungo termine”.

Pensieri ossessivi: da dove vengono?

pensieri ossessivi Pensieri ossessivi: da dove vengono? 1^ parteCosì come un pericolo imminente fa scattare l’allarme dell’amigdala, così il bisogno di qualcosa (che ci manca) innesca i pensieri per soddisfare quel bisogno e tutte le complicazioni connesse.

I problemi e le preoccupazioni sono fatti di pensieri, come del resto i bisogni stessi.

Tutto parte sempre dai pensieri!

È evidente che, siccome il bisogno causa sofferenza, i pensieri che esso genera o di cui è fatto non possono che essere negativi.

Chiunque abbia un bisogno da soddisfare è preoccupato ed afflitto da pensieri negativi.

È altresì evidente che nel pessimista, che non crede nella possibilità di risolvere i problemi, i bisogni innescano pensieri negativi molto insistenti e ossessivi che a loro volta scatenano emozioni altrettanto negative e frustranti.

L’ottimista invece, siccome ha la convinzione che ogni problema ha la sua soluzione, e ha fiducia in se stesso e nella vita, in caso di bisogno avrà pensieri negativi meno assillanti e non si fa prendere tanto facilmente dall’ansia e dalla paura.

Infatti, non è tanto ciò che ci accade che ci fa stare male, quanto la nostra interpretazione di ciò che è successo.

Quindi è fondamentale il nostro giudizio su ciò che è accaduto. 

Questo giudizio è un filtro della realtà ed è strettamente dipendente dal nostro atteggiamento mentale abituale.

Insomma, c’è chi trema per un nonnulla e chi invece resta calmo anche di fronte al terremoto!

Pensieri ossessivi: da dove vengono?

La mente emotiva e irrazionale presiede alla nostra sopravvivenza, quindi ha una natura automatica e involontaria. Essa è molto potente perché non appena ci emozioniamo, per esempio quando abbiamo paura o siamo ansiosi, viene escluso l’emisfero sinistro del cervello, quello razionale, in maniera direttamente proporzionale all’intensità dell’emozione stessa.

Una forte emozione provoca dunque l’esclusione o anestetizzazione dell’emisfero sinistro, cosicché perdiamo la capacità di riflettere e di concentrarci e quindi non ci capiamo più nulla.

Viene meno la lucidità mentale e il controllo della situazione e commettiamo errori anche gravi credendo a torto di fare bene, errori di cui poi a mente fredda ci pentiamo amaramente.

In casi molto gravi di collera, si arriva al raptus di gelosia e al raptus di follia.

Anche la fatale dimenticanza del bambino per ore e ore sotto il sole, si spiega con l’insorgere inatteso, dopo essersi allontanati dalla macchina, di una potente situazione emotiva che fa dimenticare completamente il bambino.

Infatti, quando l’emozione è forte, siamo così scioccati che pensiamo solo a quella cosa e dimentichiamo tutto il resto!

Quando operiamo con una sola mente, con un solo emisfero, insomma con metà cervello, ci comportiamo in maniera disfunzionale perché i due emisferi cerebrali hanno funzioni opposte e complementari.

Pensieri ossessivi: da dove vengono? 

Quindi per funzionare bene, è necessario che le nostre due menti siano in sintonia: devono cioè volere la stessa cosa.

Basta pensare all’irrazionalità dell’innamoramento che fa sì che l’innamorato sia sotto l’influsso esclusivo dell’emisfero emotivo e irrazionale. Quest’ultimo ci gioca tanti tiri mancini a tutte le età, anche quando meno ce l’aspettiamo.

Tante intemperanze dei giovani sono causate dall’inconscio che io ho definito un coglione. Ovviamente non è sempre così. 

La complementarità tra i due emisferi cerebrali ha lo scopo appunto di assicurare la sintonia, ossia il funzionamento equilibrato e armonico  dei due emisferi.

Ciò però avviene soltanto a determinate condizioni (consapevolezza, concentrazione, attenzione e serenità).

In assenza di sintonia tra i due emisferi cerebrali, se prevale quello emotivo avremo comportamenti irrazionali, mentre se prevale quello cognitivo ci comporteremo in maniera fredda e cinica.

Pensieri ossessivi: da dove vengono? 

Sembra evidente che se la mente è fatta per pensare, i due emisferi cerebrali, appunto le nostre due menti producono pensieri totalmente diversi.

Quello destro produce pensieri  involontari e irrazionali che possono essere piacevoli (es. gioia), o spiacevoli (es. tristezza, rabbia, paura), mentre quello sinistro più che pensare direttamente, corregge e controlla, quando è sveglio, cioè per il 5% del tempo, i pensieri involontari e automatici prodotti dall’emisfero destro del cervello.

Insomma, l’emisfero sinistro è attivo quando siamo attenti e concentrati: allora sì che pensiamo razionalmente!

Senza emozioni la vita sarebbe impossibile. Emozioni e sentimenti sono sintomi o messaggi della nostra mente inconscia e richiedono la nostra attenzione. 

Le emozioni colorano ogni attimo della nostra giornata e ci rendono felici oppure infelici, entusiasti o frustrati, motivati o apatici.

Ecco perché lo scopo principale dello sviluppo personale è proprio quello di insegnare a gestire le emozioni negative, prime fra tutte la paura e la rabbia, in maniera per così dire ecologica e appropriata alle circostanze.

Se non siamo capaci di comprendere il bisogno che ha generato la nostra emozione, ossia se non siamo consapevoli dei nostri pensieri, restiamo in balia di forze interne brute e incontrollabili, con gravi conseguenze per la vita personale e di relazione.

Continua nella seconda parte.


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