Compromesso: virtù o cedimento?

 emisferi cerbrali Compromesso: virtù o cedimento?Compromesso: virtù o cedimento?

La virtù nasce dal compromesso tra due valori opposti, entrambi esagerati.

La realtà e la stessa verità hanno sempre due facce.

Tutti ci ritroviamo spesso a fare i conti con due forze antagoniste dentro di noi che si agitano e lottano per contendersi il primato.

Se una di esse prevale sull’altra, come accade alle persone nevrotiche o immature, vengono meno i fattori basilari della gioia di vivere.

La fiducia in sé stessi (leggi pure autostima) è la qualità più importante per un individuo perché gli consente di avere fiducia anche nel prossimo e gli conferisce sicurezza, convinzione e assertività.

Compromesso: virtù o cedimento?

Le persone sagge ed equilibrate, invece, riescono a integrare tra loro queste bestie selvagge e irrazionali attraverso un compromesso.

In fondo, la stessa integrazione tra i due emisferi cerebrali, come pure l’integrazione dei propri lati oscuri, che in fin dei conti è la stessa cosa, sono compromessi.

Anche una virtù è un compromesso trattandosi dell’equilibrio tra due poli opposti. La virtù è una via di mezzo che scaturisce dalla mediazione o integrazione delle due qualità opposte, sempre negative e pericolose.

Questo concetto è valido sia per i fattori psicologici, sia per quelli materiali o fisici.

Mentre gli opposti sono valori esagerati e quindi irrazionali, il compromesso, che scaturisce dall’interazione ragionata e volontaria tra due valori opposti, è sempre razionale.

Possiamo paragonare il compromesso a un sale chimico che ha caratteristiche neutre pur derivando dalla reazione di un acido e una base, sostanze entrambe caustiche e da maneggiare con precauzione.

Possiamo anche paragonare il compromesso a un ponte che consente di passare agevolmente da una sponda all’altra di un fiume o di un torrente.

Per illustrare meglio il concetto e la sua importanza pratico-esistenziale, riporto alcuni esempi di virtù: assertività, classe media, centro, giusta quantità, modestia, forza di volontà, fiducia, equanimità, verità, credente, eroe, guerriero, amante, mago e re.

Compromesso: virtù o cedimento?

L’assertività è un compromesso tra il comportamento aggressivo (eccessiva assertività) e quello passivo (scarsa assertività).

La classe media è una via di mezzo tra la classe dei ricchi (troppi soldi) e quella dei poveri (pochi soldi).

Un partito di centro è una via di mezzo tra la destra e la sinistra sempre in lotta tra loro.

La giusta quantità è una via di mezzo tra l’eccesso e la scarsità, tra il troppo e il poco, tra tutto e niente.

La modestia è un compromesso tra l’arroganza (troppa importanza) e l’umiltà (scarsa importanza).

La forza di volontà è un compromesso tra il fanatismo e l’apatia.

La fiducia è un compromesso tra la spavalderia e la paura.

L’equanimità è un compromesso tra l’imparzialità e l’ingiustizia.

La verità è un compromesso tra il fanatismo e il distacco (indifferenza).

Il credente è un compromesso tra il fondamentalista e l’ateo.

L’eroe è una via di mezzo tra il bullo e il codardo.

Il guerriero è una via di mezzo tra il sadico e il masochista.

L’amante è una via di mezzo tra l’edonista e l’insoddisfatto.

Il mago è una via di mezzo tra il manipolatore e lo sfaticato.

Il re è una via di mezzo tra il tiranno e il liberale.

La felicità è una via di mezzo tra l’estasi e la disperazione.

Lo stato di flow è una via di mezzo tra la noia e lo stress.

L’equilibrio è la via di mezzo tra una cosa pessima e una perfetta.

Compromesso: virtù o cedimento?

In linea generale, quando una cosa è esagerata, sia in eccesso che in difetto, salta l’equilibrio tra gli opposti e cessa la virtù, e viene a mancare la gioia di vivere.

Il compromesso non è mai da considerarsi un cedimento o qualcosa di negativo, perché nasce dalla capacità di rrawin win Compromesso: virtù o cedimento?gionare e di mediare.

Esso è il frutto delle migliori caratteristiche del genere umano: la flessibilità mentale e la capacità di adattamento all’ambiente e alle circostanze.

Il compromesso è la soluzione che emerge dall’accettazione della realtà. È un cambiamento win-win: il migliore in assoluto.

Occorre tener presente che la virtù non è mai il massimo di una data qualità o caratteristica, ma è il valore medio tra il suo massimo e il suo minimo, tra il troppo e il poco di una data cosa, tra tutto e niente.

In medio stat virtus!

Capire questa massima è d’importanza basilare perché siamo portati a ottenere sempre il massimo da noi stessi o dai nostri figli sacrificando la nostra vita inutilmente.

Per capire bene il concetto, pensiamo agli alberi di un bosco. In un bosco troviamo sempre alberi altissimi che svettano su tutti gli altri e anche alberi piccoli e sottoposti.

Potremmo pensare che anche la natura cerca il massimo e invece non è vero.

La maggioranza degli alberi non è né troppo alta, né troppo bassa, ma di altezza uniforme.

Quando arriva una tempesta, i primi alberi a cadere sotto la furia del vento sono proprio quelli più alti essendo i più esposti, mentre quelli bassi sono risparmiati essendo protetti da tutti gli altri. Le piante basse però soffrono per mancanza di luce e non riescono a svilupparsi come le altre per cui sono destinate a morire (seccare).

Compromesso: virtù o cedimento?

Ora, se è vero che tutti sono d’accordo sul fatto che il minimo di una data qualità, per esempio la povertà, crea più svantaggi che vantaggi, non tutti sono d’accordo sul fatto che anche il massimo di una data caratteristica, per esempio la ricchezza, comporta più svantaggi che vantaggi.

Eppure, la gente fa cose pazze pur di raggiungere il massimo in tutte le aree della vita, e siccome spesso non ci riesce, si dispera e si autoflagella, non sapendo che è mille volte migliore una posizione intermedia.

Sapersi accontentare è una prerogativa di chi è grato.

E tuttavia, a prescindere da ciò in cui ognuno crede, siamo tutti spinti a ottenere il massimo poiché per non perdere le buone posizioni acquisite col nostro impegno, occorre darsi sempre da fare, e questo fatto ci porta automaticamente sempre più in alto.

Ed ecco perché il ricco, costretto a lavorare 20 ore al giorno, diventa sempre più ricco!

Se smettesse di proteggere e consolidare quanto già conquistato, un milionario cadrebbe in picchiata verso il basso.

Anche il ragazzo più bravo della classe è costretto a sgobbare tutti i giorni per non perdere la faccia e il primato.

È facile capire che una virtù qualunque non è quasi mai una qualità stabile, statica o definitiva, ma è sempre in bilico tra le due caratteristiche negative che ne rappresentano l’eccesso e la scarsità, come abbiamo visto negli esempi sopra riportati.

Compromesso: virtù o cedimento?

In genere, noi oscilliamo poco o tanto, ora al di qua, ora al di là della virtù… 

Per restare virtuosi, non si deve mai esagerare né verso il troppo, né verso il poco.

Il compromesso è una soluzione saggia, intelligente e ideale perché tiene conto del fatto che la realtà stessa, che poi è anche la verità, ha sempre due facce.

I contendenti guardano a una sola faccia, quella a loro più conveniente, e ognuno crede che sia la cosa giusta…

In realtà, sono giuste entrambe le facce perché tutto è relativo a chi guarda, anche se è il più potente a dettare le regole. Regole per modo di dire…

Questo è anche il motivo che scatena le guerre e in generale i dissidi, e anche delle lotte fratricide.

Per questo motivo i compromessi non durano a lungo e sono difficili da rispettare.

L’ombra, con i suoi interessi egoistici, se non è bene integrata è sempre in agguato, e coglie ogni occasione per buttare i compagni di viaggio scomodi giù dal ponte.


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