Come smettere di essere insoddisfatti

Questo articolo è già stato pubblicato dal sottoscritto su piuchepuoi.it nel settembre 2009 con il titolo “Come smettere di sentirsi  insoddisfatti”. Qui è stato revisionato e aggiornato.

essere insoddisfatti Come smettere di essere insoddisfattiCOME SMETTERE DI ESSERE INSODDISFATTI

Anche coloro che simbolizzano la perfezione nell’immaginario collettivo, vorrebbero dare una aggiustatina al proprio cervello!

Tu non sei sbagliato, sei esattamente come gli altri!

La maggior parte della gente, anche quando è intellettualmente dotata, è spesso emotivamente insoddisfatta perché manca di praticità e di esperienza: non sa come uscire dal suo stato di insoddisfazione. Magari vorrebbe dare una aggiustatina al proprio cervello! Ed invece basta accettare la situazione per eliminare l’insoddisfazione e sentirsi subito meglio!

Lo senti come tuona il predicatore dal pulpito e come strombazza il politico? Lo vedi com’è convincente lo psicologo e come è suadente lo psichiatra?

Sembrano tutte persone ammodo. Ma non è detto che sia sempre così!

COME SMETTERE DI ESSERE INSODDISFATTI

Quando il prete fa il suo predicozzo, non è lui che parla, ma la sua mente superiore! La mente superiore o archetipica o idealistica è sempre perfetta, ma chi se ne sta servendo può avere tanti problemi! Insomma, è molto probabile che il predicatore fa proprio quelle cose che dice ai propri fedeli di non fare…  D’altra parte, è un essere umano!

Quando il politico arringa la folla, non è lui che parla, ma la sua mente superiore archetipica. La mente superiore sa cosa vuole ascoltare la gente e lui si lascia trasportare dal fervore del suo discorso e fa tante promesse che poi non manterrà… Anche il politico è un essere umano!

Quando lo psicologo elargisce i suoi saggi consigli, è la mente superiore che parla, ma anche lui potrebbe avere le stesse preoccupazioni del suo cliente, anche se quest’ultimo non lo sa. Anche lo psicologo è un essere umano!

Quando lo strizzacervelli prescrive un farmaco miracoloso che elimina l’ansia opprimente, è la sua mente superiore a suggerire la ricetta. Lui a volte è ansioso come i suoi pazienti. Anche lo psichiatra è un essere umano!

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Dunque, anche coloro che simbolizzano la perfezione nell’immaginario collettivo, vorrebbero dare una aggiustatina al proprio cervello!

Tutti si dibattono tra mille problemi, vanno soggetti a dispiaceri e frustrazioni, commettono errori e fanno scelte sbagliate! Una persona espertissima in un campo, è spesso completamente imbranata in altri settori. Nessuno è completamente esperto della vita e perciò tutti prendono decisioni errate e spesso si trovano in difficoltà.

Tu non sei sbagliato, sei esattamente come gli altri! E allora perché ti accanisci così tanto a voler essere diverso da come sei?

Una persona per sentirsi contenta deve accettare di essere scontenta perché è impossibile essere bravi in tutto. E soprattutto non si può diventare subito eccellenti. E non si può essere sempre in piena forma.

Un individuo diventa pratico e disinvolto proprio quando accetta di essere imbranato e rigido.

Soltanto quando comprende di essere quello che è comincia il cambiamento.

Le qualità opposte dovrebbero sempre convivere in noi in modo equilibrato, ma spesso succede che coltiviamo una caratteristica e trascuriamo quella opposta. Noi diventiamo esperti nelle cose che facciamo ogni giorno e siamo carenti nelle cose che trascuriamo. Pertanto nessun essere umano è completo o perfetto. Chi ci consiglia in un dato campo, potrebbe avere bisogno dei nostri consigli in altri campi.

E dunque, se anche chi predica dall’altare ha suoi difettucci, impariamo ad essere più indulgenti con noi stessi, anche se dobbiamo rimboccarci le maniche per migliorarci.

E a proposito dei propositi, ricordati che senza sacrifici, senza impegno, senza determinazione non si combina nulla di buono nella vita!

E non è mai tardi per mettersi in gioco!

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Purtroppo c’è quasi sempre un abisso tra la realtà e le nostre aspettative, tra ciò che realizziamo e ciò che desideriamo: ed è proprio questo che ci rende insoddisfatti e che abbassa l’autostima. 

Inoltre, spesso immaginiamo che gli altri siano più felici, più fortunati, più dotati di noi, e proviamo invidia.

Se non comprendiamo che la realtà è sempre diversa dalle apparenze, e lo è per tutti, non riusciremo mai ad accettarci completamente.

L’accettazione di sé è il perno di ogni miglioramento e di ogni realizzazione! Manda un bacio a quel tizio… che vedi ogni giorno nello specchio!

Accetta tutte le tue imperfezioni presunte o reali che siano ed esse spariranno in un attimo… o meglio non ti daranno più fastidio, non saranno più un problema per te per il fatto semplicissimo che l’hai accettate!

La gente manca spesso di senso pratico della vita e vive di troppa immaginazione, di troppe aspettative o pretese, di troppi desideri e sogni irrealizzabili e cioè vive fuori dalla realtà! Tutti noi abbiamo molte identificazioni e ci ritroviamo un io ipertrofico, esteso a tantissime cose materiali e a tante relazioni (soldi, casa, automobile, cane, gatto, moglie, amante, ecc. ecc.).

Quindi più sono le cose che possediamo e con le quali ci identifichiamo, più ci sentiamo minacciati: abbiamo paura che ce le portino via. E non appena l’amigdala avverte una piccola minaccia, ci mette immediatamente in tensione e abbiamo paura di perdere le nostre cose e ci attacchiamo ad esse ancora di più.

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Fino a quando ha troppi desideri e identificazioni nella propria testa, l’uomo sarà sempre insoddisfatto!

Anche perché quando riesce ad ottenere, dopo tanti sacrifici, quello che bramava ardentemente, si accorge della sua vacuità e resta deluso. Non si sente per niente più felice, come aveva creduto. Purtroppo, la forza dei desideri supera di gran lunga la forza di volontà perché quest’ultima è una caratteristica della coscienza, mentre i desideri sono una prerogativa dell’inconscio ed è estremamente più potente.

Ed infatti i desideri rappresentano il motore della vita, sono la forza trainante: la vita sarebbe impossibile senza desideri.

Ed è questo il dilemma: senza desideri non si può vivere, ma la loro realizzazione non è mai facile ed è ciò che ci fa soffrire!

In effetti, ogni cosa ha sempre due facce: una buona, per così dire, e una cattiva. Spesso noi cerchiamo soltanto la parte buona e ignoriamo che assieme alla parte buona c’è, gioco forza, anche quella cattiva.

Non solo, anche quando otteniamo tutto quello che desideriamo, e sembra che siamo felici e soddisfatti, in realtà dopo un po’ ricomincia l’insoddisfazione. Anzi, spesso più abbiamo e peggio è, per quanto detto a proposito delle identificazioni e dell’io ipertrofico.

E tuttavia l’insoddisfazione ci aiuta a vivere anche se non ci piace perché ci spinge a cercare la soddisfazione e cioè ci costringe a migliorare, ad agire!

L’insoddisfazione fa da contrappeso alla ricerca della soddisfazione, proprio come il cattivo tempo controbilancia il bel tempo. Analogamente, l’infelicità fa da contrappeso alla felicità, proprio come il buio della notte si alterna e si compensa con la luce del giorno.

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L’insoddisfazione è proprio come il fallimento: è il prezzo da pagare per raggiungere la soddisfazione, la gioia e il successo!

“Le cazzate sono le tappe verso la perfezione”. (Robin Sharma in La tua grande occasione)

L’insoddisfazione è come la fame che ci costringe a mangiare tutti i giorni; e in tal modo ci obbliga anche a procurarci da vivere! 

E quando mangiamo, oppure facciamo l’amore o riusciamo nei nostri intenti, ecco che l’insoddisfazione si trasforma in soddisfazione. Ma solo temporaneamente. In fondo, è proprio questa la felicità!

La felicità è la scarica della tensione diventata troppo forte, tensione che ci siamo procurati noi stessi per effetto del nostro desiderare. L’orgasmo è sicuramente il migliore esempio! Quando scarichiamo la tensione siamo momentaneamente felici e soddisfatti. 

Se mancasse l’insoddisfazione, non ci sarebbe tensione e quindi neanche la scarica che ci consente di sentirci felici.

Per esempio, tutti soffriamo per amore, eppure non ne sappiamo fare a meno. L’amore ci piace tanto anche se a volte ci fa impazzire, e sicuramente ci fa soffrire. E allora rendiamocene conto una buona volta: ogni aspetto è legato al suo contrario come la fame e la sazietà. 

la felicità a portata di mano Come smettere di essere insoddisfattiLa sofferenza è il prezzo da pagare per ottenere la felicità!

E dunque è l’eccesso di insoddisfazione, o la totale assenza di soddisfazione che deve preoccuparci, non quella normale, comune a tutti gli esseri viventi.

Come ho messo bene in chiaro ne “La felicità a portata di mano”, nel medio lungo periodo dal male nasce il bene e dal bene nasce il male, perché questi due vettori, ossia il bene ed il male, così importanti per l’umanità, camminano sempre a braccetto come le due facce di una medaglia e si alternano in continuazione come il giorno e la notte e le quattro stagioni.

Basta pensare ai terremoti o alle guerre e alla conseguente ricostruzione: dal male nasce il bene.

COME SMETTERE DI ESSERE INSODDISFATTI

Credere che soddisfacendo tutti i nostri desideri saremmo come nelle favole, per sempre felici e contenti, è illusorio.

E tuttavia dobbiamo sempre anelare alla felicità e darci da fare per procurarcela, proprio per evitare che l’infelicità  prenda il sopravvento spezzando l’alternanza se non proprio la nostra stessa vita!

Purtroppo si nasce piangendo, e le coccole della mamma che ci fanno tornare il sorriso sono disponibili soltanto fino ad una certa età. Poi bisogna crescere, bisogna diventare adulti, bisogna diventare autonomi: non dobbiamo più dipendere dagli altri, né tanto meno dalle opinioni altrui. Il che non ci vieta di cercare aiuto in caso di bisogno.

E dunque, non è necessario dare una aggiustatina al tuo cervello per far sparire l’insoddisfazione. Siamo tutti nelle stesse condizioni.

Purtroppo, quello che non c’è causa la nostra insoddisfazione e quello che c’è non ci basta mai!

E allora ti conviene accettarla una volta per tutte questa benedetta insoddisfazione, senza stare eternamente a lamentarti e a recriminare sulla tua presunta sfortuna e sulle tue presunte inadeguatezze. Solo così metterai fine alle tue frenesie mentali e troverai la serenità!

L’insoddisfazione fa parte della vita correttamente vissuta, e non è un male ma un bene perché serve a spronarci!

Se esistesse per assurdo anche una sola persona sempre soddisfatta, sarebbe la fine per il genere umano perché nessuno si darebbe più da fare per migliorare e progredire. Se mancasse del tutto l’insoddisfazione, dopo un po’ ci annoieremmo mortalmente perché anche le cose più belle come il sesso, il cibo e il divertimento ci stancano e abbiamo bisogno di varietà. 

Non esiste il bene assoluto, tutto è relativo!

Ed è per questo che la vita, saggiamente, in un modo o nell’altro, ci porta sempre via le cose più belle… per farcele desiderare di nuovo!

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Per rendere normale, cioè non eccessiva, l’insoddisfazione e i suoi effetti perniciosi come il vittimismo, il rimuginamento e la tristezza, c’è una sola cosa da fare: accettarla!

Accettando l’insoddisfazione come una condizione di vita normale, essa cessa di infastidirci e di farci sentire male.

In fondo, tutto è esattamente come la morte. La morte è inevitabile, sappiamo bene che prima o poi dovremo morire, ma in genere non ce ne preoccupiamo! Non ci pensiamo  per la maggior parte della nostra vita. E allora perché dovremmo pensare così tanto all’insoddisfazione?

Quindi, quando mi dici che ti alzi sempre insoddisfatto e stanco la mattina, la risposta non può essere che questa: per sentirti soddisfatto devi assumerti le tue responsabilità e rimboccarti le maniche, ossia devi apportare i necessari cambiamenti alla tua vita e migliorare le tue conoscenze e le tue relazioni.

Devi renderti conto che sei tu stesso a metterti nei guai. Se ti senti insoddisfatto, vuol dire che la vita che conduci è sbagliata e devi apportare dei cambiamenti. Proprio come i pensieri: se sono negativi e ti fanno stare male vuol dire che sono pensieri sbagliati!

E siccome ogni cosa ha sempre i pro e i contro (cioè due facce), vuol dire che nel tuo caso i contro superano i pro e quindi devi prenderne atto e rimboccarti le maniche! Se non vuoi perdere i pro, per esempio i pranzetti sfiziosi e le nottate d’amore incantevoli con la tua donna attuale, ti devi tenere anche i contro. Per esempio, devi sposare la tua amante che ti fa pressione in tal senso, anche se ha un figlio adolescente che è una peste!

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All’inizio di ogni cammino si rischia sempre di smarrirsi o di cadere molte volte, ma se non si accetta di cadere, si resta al punto di partenza.

È questa la differenza tra le persone pratiche e disinvolte e quelle impacciate e ridicole. Le prime accettano di cadere e fanno esperienza, e diventano ben presto sicure, disinvolte e brillanti. Le seconde, invece, non vogliono uscire dalla propria zona di sicurezza perché hanno paura di farsi male e non migliorano mai.

Se non prendiamo mai la parola in pubblico, non diventiamo mai disinvolti a parlare davanti a molte persone, né tanto meno diventeremo dei bravi oratori. Se non ci abituiamo a ballare in mezzo alla gente, ci sentiremo sempre impacciati e insicuri anche se alla scuola di ballo siamo bravi! 

Per sentirsi soddisfatti occorre affrontare il disagio facendo qualcosa di disagevole ogni volta che possiamo. Occorre accettare di sbagliare e di farsi male per imparare e diventare bravi. Gli sbagli servono a farci crescere.

Appare evidente che l’insoddisfazione infierisce soprattutto contro chi ha difficoltà a passare all’azione essendo bloccato da pensieri disfattisti, da credenze limitanti e dalla paura.

Accetta la tua goffaggine iniziale e inevitabile, accetta le critiche, gli insuccessi e le umiliazioni, mettiti in gioco come fanno i vincitori e vedrai che sparirà rapidamente la tua insoddisfazione, anzi spariranno tutte le tue paure e tutti i tuoi problemi.

La peggiore sorte capita a chi rimugina troppo, a chi non passa mai all’azione perché non scarica mai la tensione.

Forse tu sei caduto così tante volte che ormai non hai più la forza di rialzarti? Hai provato tante volte ed è sempre andata male? Hai avuto tante delusioni? Hai perso la fiducia in te stesso? Forse sei diventato masochista? Hai rinunciato per sempre? 

COME SMETTERE DI ESSERE INSODDISFATTI

La verità è che non hai provato abbastanza; non ti sei allenato a fondo. 

Probabilmente sei vicino alla vetta e non lo sai! Fa’ l’ultimo sforzo. Accetta di cadere per un’ultima volta. Accetta fino in fondo l’amaro e vedrai che presto diventerà dolce.

Non aspettare la manna dal cielo: impara a procuratela con il tuo impegno quotidiano.

Accettati, approvati, amati sempre, anche quando le cose vanno male! Questo è il segreto per sentirti soddisfatto e realizzare molto nella vita.

La più grande lezione di vita è proprio questa: accettarsi sempre e comunque, e quindi amarsi e approvarsi anche quando ci sono fallimenti, perché l’accettazione e l’amore di sé sono la migliore medicina per il proprio sviluppo personale e la propria crescita.


COVER AUTOSTIMA Come smettere di essere insoddisfattiChi si accetta crede in sé stesso, e credendo in sé stessi si supera qualunque ostacolo.

Una persona non si accetta quando ha standard troppo elevati, cioè pretende troppo da sé stesso. Ciò danneggia la sua auto immagine e il modo in cui si percepisce, cioè abbassa l’autostima e lo fa sentire insoddisfatto e inadeguato.

D’altra parte, proprio perché ha obiettivi molto elevati, per raggiungerli è costretto a sottoporsi a sforzi notevoli, e sottoponendosi a tanti sacrifici probabilmente è anche sulla via della realizzazione. Ma non lo sa.

COME SMETTERE DI ESSERE INSODDISFATTI

In fondo ogni essere umano è fatto così: c’è chi raggiunge prima l’auto affermazione e chi invece ci mette più tempo, e purtroppo c’è anche chi non fa in tempo a realizzarsi….

E c’è anche chi si accontenta dei piccoli traguardi raggiunti e apprezza e ama le cose che ha! È sicuramente questa la persona ideale!

Ci si può sentire soddisfatti, realizzati e felici anche con poco, e si può essere infelici, insoddisfatti e irrealizzati anche se si ha tanto. La differenza la fa proprio l’accettazione di sé!

I problemi, gli errori, i fallimenti, le recriminazioni, le malattie, tutti i malesseri persistono soltanto perché non li accettiamo e perché ci ribelliamo.

È proprio la nostra resistenza all’accettazione della realtà la causa dei nostri mali e non i mali in sé!

Anche i nostri difetti fisici ci angosciano così tanto, soprattutto durante l’adolescenza e ce ne vergogniamo. Il problema persiste proprio perché non ci accettiamo così come siamo! In realtà, ci sentiamo a disagio fino a quando non ci abituiamo ai nostri difetti e ai nostri limiti.

COME SMETTERE DI ESSERE INSODDISFATTI

Chi si accetta così com’è, con tutti i suoi difetti e i suoi limiti, rende sempre al massimo senza sforzarsi più di tanto perché è presente a sé stesso, è sempre nel qui e ora, attento a ciò che fa e che succede intorno a lui, è completamente assorbito da ciò che sta facendo in ogni momento della giornata, e pertanto non è disturbato o ossessionato da pensieri angosciosi legati alle proprie pretese e ai propri attaccamenti. È contento e sa godersi la vita.

Quando siamo totalmente assorbiti dal nostro lavoro – a me capita soprattutto quando mi dedico all’orto – cioè quando mettiamo la massima attenzione in ciò che stiamo facendo, ci rilassiamo in modo favoloso perché non pensiamo a niente, per cui la mente non si sforza ed è in stato di relax.

È proprio l’auto-accettazione che alimenta in modo pazzesco l’autostima! E dunque, chi non si accetta è un masochista!

Chi si piange addosso, anziché darsi da fare, lo farà per tutta la vita!

 

 


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