Brutto, sono brutto davvero: come posso accettarmi?

bela e bestai e1439715324649 Brutto, sono brutto davvero: come posso accettarmi?Se sono brutto, brutto davvero, come faccio ad accettarmi?

L’accettazione non è mai una resa, ma una liberazione.

La felicità consiste nel far prevalere le emozioni positive su quelle negative.

“Buonasera Pasquale, ascolti, io ho un problema abbastanza grave che magari all’impatto può sembrare banale ma mi sta logorando. Io sono brutto, davvero brutto.

E’ una cosa certa, non opinabile, questione di simmetria ossea e di conseguenza non trascurabile.

Ora, non sarà tutto nella vita ma il mio conflitto ha preso da tempo una piega quasi universale.

Mi chiedo sempre più spesso perché alla fine dovrei essere felice se non sono stato progettato materialmente per esserlo?

Insomma, la storia dell’accettazione io la vedo più come una resa. Alla fine distruggermi in tutto e per tutto è l’unico modo che ho per mostrare il Medio all’ingiustizia che è la vita in generale”. (Commento su questo blog)

Se sono brutto, brutto davvero, come faccio ad accettarmi?

Tu potresti anche essere bello, ma se pensi che sei brutto, secondo te cosa conta? Ovviamente conta quello che tu pensi di essere, non ciò che sei veramente.

La felicità non dipende dall’essere belli o brutti, o dall’essere ricchi o poveri, e neanche dall’avere o meno successo nella vita. La felicità è un’emozione, e come tutte le emozioni, dipende unicamente dai tuoi pensieri, e meglio ancora da come ti giudichi.

La felicità consiste nel far prevalere le emozioni positive su quelle negative.

Pensare di essere 
brutto in maniera ossessiva e fartene una colpa, considerare che ciò è  una grande ingiustizia, è questo giudizio negativo che ti fa stare male!

Tu stai bene soltanto nei momenti in cui ti scordi di essere brutto, per esempio quando giochi. Stai bene quando non ci pensi. Quando non ci pensi, non conta il fatto che sei brutto. In quei momenti sei anche sereno e spensierato e hai anche buone performance.

Peccato che sono rari questi momenti.

Peccato che ti ricordi subito che sei brutto. Peccato che pensi troppo spesso che sei brutto.

E se l’idea, pensiero o giudizio di essere brutto nascondesse altre manchevolezze…?

Giudicarsi negativamente è una trappola mortale per la propria autostima. (Pasquale Foglia)

Quanto più ci pensibela e la bestia Brutto, sono brutto davvero: come posso accettarmi? e desideri essere diverso, ossia quanto più non accetti la realtà, più ti senti brutto e infelice. E soffri terribilmente perché le tue emozioni negative diventano intense, struggenti e prevalenti.

L’accettazione non è mai una resa, ma una liberazione dalle emozioni negative che accompagnano automaticamente i pensieri negativi.

Le emozioni cessano nel momento in cui accetti di essere brutto perché non ci pensi più ossessivamente come fosse una colpa, un marchio crudele, un’ingiustizia del cielo.

Se sono brutto, brutto davvero, come faccio ad accettarmi?

Bellezza e bruttezza si equivalgono nell’universo.

Non tutti possono essere belli, così come non tutti possono essere ricchi, non tutti possono avere successo, non tutti possono godere di buona salute, e così via.

L’universo si regge grazie agli opposti come il giorno e la notte, la luce e il buio, il caldo e il freddo, il bel tempo e il cattivo tempo, la sazietà e la fame, la soddisfazione e l’insoddisfazione…

C’è chi ha avuto il privilegio di essere bello e chi ha avuto il privilegio… di essere brutto.

Guai se non ci fossero brutti su questa Terra perché non ci sarebbero più belli e neanche l’universo!

Essere brutti potrebbe essere un privilegio di cui vantarsi… se lo fai diventare un punto di forza.

Penso che tu abbia compreso che per la natura non conta un tubo essere belli o brutti, perché ci devono essere tutti e due assolutamente: entrambi servono all’equilibrio dell’insieme, entrambi sono necessari al funzionamento armonico dell’universo. Il positivo non è migliore o superiore per importanza rispetto al negativo: entrambi servono!

L’uomo non soffre perché è fisicamente brutto, povero o sfortunato, ma a causa dei suoi “pensieri” o “giudizi” su come lui crede che dovrebbero essere le cose.

“L’infelicità è causata dal bisogno ossessivo di voler cambiare le cose che non ci piacciono!” (Eckhart Tolle).

Questo è il grande e inutile dramma dell’umanità. Nessuno è contento per come vanno le cose.

Tutti hanno qualcosa da rimproverare al Creatore, persino il più stupido e insignificante degli uomini.

Il Creatore non guarda mai il singolo, ma tutto l’insieme.

Ciò che conta per il Creatore è che non manchi nulla nell’universo, che ci siano tutte le situazioni e che tutto si distribuisca secondo la curva di Gauss.

Se sono brutto, brutto davvero, come faccio ad accettarmi?

Tu mi ricordi: “Ma intanto io soffro perché mi sento brutto. E non è giusto!”

Ed ecco la mia risposta: tu soffri soltanto perché non accetti la realtà.

Soffri perché non accetti di essere come sei, e soprattutto perché credi erroneamente che sia ingiusto e che sia un male essere brutti.

Tu soffri perché dai troppa importanza a questo aspetto del tuo fisico e perché non accetti di essere diverso dagli altri.

E siccome non ti accetti, ne paghi le conseguenze stando male.

Nel momento in cui accetti di essere brutto, scompaiono le tue emozioni negative e cessi di soffrire. E cessi anche di essere brutto perché non ci pensi più.

In poche parole la bruttezza è nella tua testa, cioè nei tuoi pensieri!

Più rifiuti la realtà e desideri cambiarla, più ti rodi dall’invidia per chi è bello, non sapendo che magari costui è ancora più infelice di te per altri motivi… o meglio per altri pensieri o giudizi.

Forse si crede poco intelligente o poco meritevole.

Accettare la realtà significa liberarsi dei pensieri ossessivi e delle emozioni negative che li accompagnano.

Se sono brutto, brutto davvero, come faccio ad accettarmi?

E significa anche recuperare la lucidità mentale e ricominciare a pensare giudiziosamente.

Le emozioni negative sono micidiali perché non ti fanno ragionare con avvedutezza… e non ti fanno neanche respirare bene.

Non fare come chi soffre perché ha paura di morire. Tutti dobbiamo morire e soltanto quando ce ne rendiamo conto, e l’accettiamo, non ci pensiamo più e riusciamo anche a gioire.

Essere felice o infelice non dipende dalle proprie condizioni materiali o fisiche, oggettive o meno, ma unicamente dai propri pensieri.

Scegli di essere felice, ossia pensa positivo.

Forse il tuo vero problema non è sentirti brutto. Questo è soltanto l’imbuto che raccoglie le tue insoddisfazioni, è la tua razionalizzazione.

Comunque il fatto stesso che hai avuto il coraggio di parlarne pubblicamente è positivo: probabilmente stai per liberarti di questa… convinzione negativa.

Se sono brutto, brutto davvero, come faccio ad accettarmi?


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