Bastano le azioni pratiche per essere felici?

gioia Bastano le azioni pratiche per essere felici?Bastano le azioni pratiche per essere felici?

Le convinzioni limitanti distruggono la creatività e il talento

Gli eventi negativi del passato sono mali apparenti

Per essere felici dobbiamo recuperare i tratti rimossi e diventare integri.

“…per essere ogni giorno un po’ più felici non necessariamente dobbiamo vivere in ville di lusso e guidare Ferrari, ma possiamo concentrarci su poche e semplici azioni pratiche: per esempio:

  1. Pratica regolarmente delle tecniche di respirazione. Concentrarci sul respiro ci aiuta a riprendere il contatto con il momento presente. Nulla di trascendentale, devi semplicemente prendere consapevolezza del tuo respiro che entra ed esce dal tuo corpo.
  2. Fai una sola cosa alla volta. Social network, smartphone e televisione sono le armi di distrazione di massa per eccellenza. Liberati da queste schiavitù, impara a prendere il controllo del tuo tempo e della tua attenzione.
  3. Riscopri il potere del tuo corpo. Spesso siamo troppo cerebrali, ossia ci facciamo troppe seghe mentali. Riscopri il potere del tuo corpo: con il tuo partner, immergendoti nella natura o semplicemente correndo (senza cuffie e senza altre diavolerie elettroniche: perditi nella corsa)”.

(Si tratta di un estratto di un articolo molto interessante che si può trovare sul web. Ecco il link:  http://www.efficacemente.com/2012/11/sei-felice/).

Bastano le azioni pratiche per essere felici?

Sull’importan%name Bastano le azioni pratiche per essere felici?za di agire di più e pensare di meno non ci sono dubbi.

Io stesso ho scritto il saggio “Se vuoi sbloccarti lanciati!” che è tutto un incitamento all’azione e alla pratica.

L’azione è sicuramente il modo più efficace per far tacere la mente e riacquistare almeno in parte la serenità.

Ma, secondo me, non basta smettere di pensare e agire di più per essere felici.

Infatti, esistono tante persone che pur agendo molto e pur sapendo queste cose, continuano a non sentirsi felici.

Bastano le azioni pratiche per essere felici?

E si, perché il tempo che passiamo a pensare, vuoi o non vuoi, è molto superiore al tempo in cui lavoriamo o corriamo.

Il cervello non smette mai di lavorare, neanche quando dormiamo.

E allora dove sta il problema?

Il problema della mancanza di appagamento sta nella rimozione di alcune parti importanti dell’io e nella conseguente formazione di convinzioni inconsce negative legate al passato, e meglio ancora all’infanzia, che distruggono la nostra creatività e i nostri talenti, e ci tengono chiusi in una gabbia costringendoci a lottare contro pareti immaginarie.

Bastano le azioni pratiche per essere felici?

Le convinzioni che controllano letteralmente la nostra vita sono ben note: “Non ci riesco”; “Non lo merito”; “Non sono bravo”; “Sono nato sfigato”; “Sono fatto così”; “E’ impossibile riuscirci”, “Mi sento colpevole”, ecc.

Si tratta di trappole micidiali alle quali crediamo incondizionatamente e inconsapevolmente in quanto si sono formate in tenera età, quando si credeva a tutto ciò che ci dicevano e si interpretava in maniera negativa tutto ciò che di brutto ci capitava.

Anche una semplice sgridata, ripetuta più volte, ad un bambino di 2-3 anni può bastare a intimorirlo e a fargli perdere la spontaneità e la fiducia in sé stesso.

Per effetto di queste convinzioni limitanti  ci ritroviamo da adulti una mente conscia che ragiona bene, che vorrebbe cambiare e si dà anche da fare, ma siccome è debole e non sopporta le contrarietà, l’inconscio ci comanda a bacchetta facendoci fare o non fare quasi tutto ciò che vuole.

Bastano le azioni pratiche per essere felici?

Insomma possiamo ben dire che siamo in guerra con noi stessi!

reti neuronali Bastano le azioni pratiche per essere felici?Le convinzioni infatti affondano le loro radici nell’inconscio e proprio come le abitudini, sottendono reti neurali che guidano ogni nostra “azione”.

Ed ecco i nostri automatismi inconsci, per esempio la rabbia improvvisa che non riusciamo a controllare nonostante tutti i nostri buoni propositi.

Le azioni ci assicurano la felicità soltanto per il tempo in cui siamo impegnati praticamente perché mettono a tacere i pensieri negativi. Quando siamo in azione, quando lavoriamo, quando corriamo è infatti proprio l’inconscio in azione.

Bastano le azioni pratiche per essere felici?

Non è questo il momento per approfondire ulteriormente questo discorso, perciò concludo dicendo che soltanto quando saremo riusciti a recuperare le parti rimosse e diventiamo completi, rivalutando positivamente tutte le nostre esperienze passate – infatti tutti gli eventi negativi del passato sono mali apparenti che nascondono una vera benedizione, un grande dono – solo allora smettiamo di lamentarci e di accumulare rabbia inconscia e stress.

Sono mali apparenti perché vengono considerati eventi negativi anziché esperienze di vita.

Soltanto se diventiamo integri, recuperiamo la nostra creatività e i nostri talenti e ci sentiamo bene anche quando stiamo seduti senza far niente.

Essere integri, come concludo  nel post “Abbraccia le tue paure“, significa che “diventerai una persona serena ed entusiasta della vita solo quando abbraccerai la tua ombra, ossia i tuoi limiti, le tue paure, i tuoi pensieri angosciosi, il tuo egoismo, la tua cattiveria, la tua avidità, la tua pigrizia, la tua arroganza, la tua rigidità, le tue debolezze, la tua meschinità….”.


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