L’accettazione è il primo ingrediente della felicità

ritapavone e einstein Laccettazione è il primo ingrediente della felicitàL’accettazione è il primo ingrediente della felicità!

Accettarsi innanzitutto come esseri umani!

Dall’auto-accettazione nasce la fiducia in sé stessi.

Nell’articolo “La regola delle 3A per riuscire nella vita” abbiamo concluso che: “Accettandosi, approvandosi e amandosi” si è in armonia con il proprio mondo interiore e conseguentemente si riesce bene nel mondo esteriore.

Abbiamo anche aggiunto che l’accettazione della realtà, già da sola, può cambiare in meglio il proprio destino perché ci spinge ad assumerci le nostre responsabilità e a rimboccarci le maniche.

Abbiamo anche visto che per far accadere le cose occorre che si formino le reti neurali.

Ciò significa che è necessaria non solo la teoria (libri motivanti e corsi di formazione), ma anche e soprattutto la pratica (esercizi ed allenamento) perché deve essere interessato l’individuo nella sua interezza corporea alla costruzione delle reti neurali.

L’accettazione è il primo ingrediente della felicità!

Un’amica, giustamente, mi ha fatto notare che accettarsi quando le cose vanno male, e ancora di più approvarsi, è assai difficile, anzi è proprio allora che ci giudichiamo e fustighiamo spietatamente!

Io le ho risposto: E qual è il risultato dell’autofusitgazione? Giudicandoci e fustigandoci peggioriamo le cose!

Noi dobbiamo imparare ad accettarci, innanzitutto, come esseri umani, evitando di giudicarci sulla base dei risultati o dei successi che arrivano sempre con ritardo rispetto alle nostre aspettative.

Se il successo arrivasse subito, finirebbe anche subito! E saremmo ancora più frustrati e infelici!

Ciò perché sono proprio i fallimenti ripetuti che ci fanno irrobustire le spalle e diventare competenti ed eccellenti in un dato campo. 

Soltanto se ci accettiamo come esseri umani (che presto o tardi si faranno strada), saremo anche in grado di affrontare le sfide della vita e non soccombere alle prime difficoltà.

Dall’auto-accettazione nasce la fiducia in sé stessi.

Nessuno nasce imparato e nessuno è esente da fallimenti ed errori, anzi è proprio imparando dagli errori che si trova la via del successo.

L’accettazione è il primo ingrediente della felicità!

Ecco perché non dobbiamo mai smettere di accettarci, approvarci e amarci neanche quando sbagliamo, e neanche quando i risultati ottenuti sono deludenti, anche se è molto difficile. 

Dobbiamo stringere i denti e continuare a studiare, continuare a crescere.

Se riusciamo ad amarci nonostante tutto, saremo in grado di rimboccarci le maniche e impadronirci delle abilità e delle competenze che ancora ci mancano per ottenere risultati eccellenti.

Dobbiamo capire in sostanza, che:

Non è tanto il successo che ci fa sentire appagati e felici, quanto l’accettazione e l’amore di sé come persone.

Infatti, chi ha successo e non si accetta come persona, sta peggio di chi non riesce ad averlo. È risaputo che molti artisti non si sentono né soddisfatti, né felici e non riescono ad amarsi. Tanti attori, cantanti, musicisti, pittori, scrittori e ricchi imprenditori, pur essendo all’apice del successo, dichiarano di essere insoddisfatti e depressi.

L’accettazione è il primo ingrediente della felicità!

C’è chi spiega questa incongruenza con la mancanza di valori solidi come la famiglia e l’amicizia, oppure perché costoro non avevano stabilito a priori il momento in cui avrebbero potuto sentirsi soddisfatti e felici grazie ai risultati raggiunti.


Concorrono sicuramente anche questi fattori al senso di vuoto interiore, ma io credo che in questi casi, il motivo della depressione e/o dell’infelicità sta nel fatto che, pur trovandosi più o meno all’apice del successo, e forse proprio per questo, essi hanno anche aree o settori della vita in cui non si sentono per niente a loro agio, avendo investito tutto il proprio tempo e le proprie energie nel campo di maggiore interesse.

Ampliando e parafrasando il concetto della legge del minimo, molto applicata in agricoltura (e non solo) -secondo la quale la crescita, e quindi la qualità e la quantità del raccolto ottenuto, è limitata dal fattore della produzione presente in minore quantità-  credo che l’accettazione sia il fattore limitante della sensazione di appagamento in campo psichico!

Ecco perché è importantissimo tenere in gran conto la regola delle “3A” sopra linkata, e imparare ad accettarsi, approvarsi ed amarsi come esseri umani.

Anzi, soltanto accettandoci come persone siamo in grado di accettare le cose della nostra vita che non vanno -poche o tante che siano- e goderci i traguardi già raggiunti!

La verità è che nessuno è perfetto, e proprio per questo motivo, per stare bene moralmente dobbiamo accettarci così come siamo.

Quando ti senti giù di morale mettiti davanti allo specchio e fatti le boccacce! Ti tirerai subito su!


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